Perquisizione alla Juve sulla cessione di CR7, le nuove intercettazioni: “Se salta fuori quella carta, ci saltano tutti alla gola”

ALESDIMARCO

Gabasio intercettato mentre parla con Cherubini: «Noi abbiamo quella carta lì che tecnicamente non deve esistere»

TORINO. Continua la caccia al documento segreto nell'ambito dell'inchiesta sulle plusvalenze del caso Juventus, il “papel” su presunti compensi arretrati al campione Cristiano Ronaldo. Ieri gli investigatori della Guardia di finanza sono tornati a perquisire la sede della società e la casa di Cesare Gabasio, nominato legale rappresentante della Juventus.

Una perquisizione durata un'intera giornata mentre Giovanni Manna, dirigente del club responsabile della Juventus U23, era a Palazzo di Giustizia per essere sentito dai magistrati che coordinano l'inchiesta, il procuratore aggiunto Marco Gianoglio e i pubblici ministeri Mario Bendoni e Ciro Santoriello. «Il decreto di perquisizione di ieri non modifica le ipotesi investigative del precedente provvedimento notificato venerdì scorso, ma specifica la presunta esistenza di documentazione della quale, al momento, non risulta il rinvenimento» dicono l'avvocato Maurizio Bellacosa dello studio legale Severino, che difende la Juventus, e l'avvocato Davide Sangiorgio, che difende gli indagati della società.

Il sequestro

Gli inquirenti hanno sequestrato diverso materiale, interessante agli occhi degli investigatori, che riguarderebbe documenti inerenti alla famosa carta «che non deve esistere teoricamente». Si tratterebbe di una trattativa tra il bomber portoghese e la società che la Procura sospetta possa riguardare un debito non contabilizzato dalla Juventus. Era stato proprio Gabasio a pronunciare la frase captata dagli uomini della guardia di finanza mentre era al telefono con Federico Cherubini, direttore sportivo. Quest'ultimo, ascoltato nei giorni scorsi per nove ore a Palazzo di Giustizia, non avrebbe chiarito il significato della conversazione ma non risulta essere indagato.

Un nuovo indagato 
C'è un nuovo indagato nell'ambito dell'inchiesta sulle plusvalenze del caso Juventus. Si tratta di Cesare Gabasio, legale rappresentante della società

Il mistero CR7 si infittisce 
Insomma, il mistero sulla cessione di Cristiano Ronaldo quest’estate si infittisce. Nel nuovo decreto di perquisizione a carico degli indagati si legge: «Riportavano in modo difforme dal vero alla voce “Cessioni definitive” i valori economici della cessione del calciatore Cristiano Ronaldo alla società Manchester United al prezzo di 15 milioni» (con la postilla che il valore avrebbe potuto incrementarsi con eventuali 8 milioni di bonus legati al raggiungimento di risultati sportivi) omettendo di esporre gli effetti di una scrittura privata nell’occasione redatta indicata dal legale Cesare Gabbasio quale «carta famosa che non deve teoricamente esistere» in violazione del principio contabile (fatti intervenuti dopo la chiusura dell’esercizio) con l’obbligo di indicare con nota integrativa la natura e l’effetto patrimoniale dei fatti di rilievo avvenuti dopo al chiusura del bilancio.

L’intercettazione
È proprio Gabasio, il 23 settembre 2021, intercettato dalla guardia di Finanza mentre parla al telefono con il Ds Federico Cherubini a dire che «Ti dico solo questo: ho fatto un discorso col pres (verosimilmente il presidente Andrea Agnelli). Gli ho detto che io non arriverei a fare la causa contro di loro. Fede, ti spiego solo perché noi abbiamo quella carta lì che tecnicamente non deve esistere. Se salta fuori ci saltano tutti alla gola sul bilanci…i revisori e tutti…poi magari dobbiamo fare una transazione finta…». E aggiunge: «Non arriverei all’estremo di fare una causa perché poi quella carta lì che loro devono tirare fuori non è che ci aiuti tanto a noi».

Il blitz
La decisione di procedere a ulteriore perquisizione è giunta dopo che durante il primo blitz la Finanza aveva chiesto agli indagati di produrre quello scritto «con esito negativo». E che l’attuale ad Maurizio Arrivabene aveva detto, durante l’audizione in procura di martedì scorso, di non conoscere l’esistenza di quella scrittura.

La Consob
L'inchiesta della procura di Torino sui conti della Juventus, e sulle cosiddette plusvalenze, «non configura un mutamento negativo rilevante» da consentire alle banche di recedere dagli impegni di garanzia in relazione all'aumento di capitale». E' quanto rileva il supplemento al prospetto informativo sull'aumento di capitale da 400 milioni di euro depositato presso la Consob dalla società, che rende noto di essere stata interessata una nuova perquisizione. Qualora l'aumento di capitale fosse eseguito solo parzialmente, ipotesi al momento ritenuta remota, affluirebbero al Gruppo risorse finanziarie in misura limitata. «In tali evenienze - si legge nel supplemento - in assenza di ulteriori tempestive misure a sostegno del Piano di sviluppo Aggiornato e confermato, ossia il Piano di sviluppo della Società per gli esercizi 2019/20 - 2023/24, la capacità del Gruppo di mantenere il presupposto della continuità aziendale nell'arco di Piano verrebbe meno».

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