Prato, arrestato dopo una fuga di 12 giorni, il pregiudicato che ha ucciso in strada un personal trainer di 38 anni

Stefano Marrucci è stato trovato dai carabinieri nella stanza di un affittacamere insieme con la moglie e altre tre donne. Colto nel sonno, dormiva con una pistola semiautomatica accanto a sé. 

E' durata 12 giorni la fuga di Stefano Marrucci, 55 anni, l'uomo che il 24 novembre scorso a Comeana, frazione del comune di Carmignano (Prato), in via Boccaccio, con una pistola calibro 9 avrebbe sparato e ucciso il 38enne personal trainer e cameriere Gianni Avvisato.

Il ricercato è stato arrestato dai carabinieri del comando provinciale di Prato a Firenze. A mettere gli investigatori dell'Arma pratese sulle sue tracce era stato Andrea Costa, il 35enne che alcune ore dopo il crimine era stato sottoposto a fermo d'indiziato di delitto per concorso in omicidio, e che aveva dichiarato agli inquirenti di aver soltanto accompagnato con la sua auto Marrucci sotto casa di Avvisato senza conoscere le intenzioni del 55enne e neppure che fosse armato.

Marrucci è stato arrestato la notte scorsa: si trovava presso un affittacamere in via Catalani del capoluogo toscano. I carabinieri pratesi lo avevano individuato ieri, ma conoscendo la pericolosità del ricercato - ha un curriculum criminale che va dalla rapina all'omicidio, reato questo consumato nel 1987 a Prato quando, per una vicenda sentimentale, uccise il boss della mafia catanese Agostino Mirabella - hanno atteso la notte.

I militari hanno sorpreso Marrucci, che era in compagnia della moglie, nel sonno. Accanto a sé aveva una pistola semiautomatica calibro 9x19, con colpo in canna, probabilmente l'arma usata per uccidere il personal trainer.

La determinazione e la tempestività dell'intervento dei carabinieri non gli ha lasciato il tempo di prendere la pistola, che è poi risultata essere stata rubata nel 2014 da un'abitazione in provincia di Livorno.

All'uomo è stata notificata un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Prato, in quanto ritenuto responsabile di omicidio aggravato, detenzione e porto di arma da fuoco.

A Marrucci è stato contestato anche il reato, in flagranza, di evasione dalla detenzione domiciliare, che stava espiando a Firenze, e detenzione di arma e munizionamento da guerra.

Nell'appartamento, al momento dell'irruzione vi erano altre tre donne che dormivano in un'altra camera, di origini sudamericane come la moglie del 55enne, sul conto delle quali vi sarà un approfondimento investigativo al fine di valutare se si siano rese responsabili di favoreggiamento personale.

Marrucci è stato portato nel carcere di Prato, a disposizione del pubblico ministero Massimo Petrocchi, titolare dell'omicidio di Comeana. Sull'arma sequestrata verranno effettuati gli opportuni accertamenti balistici per verificare se sia la pistola utilizzata a Comeana.

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