Basta tamponi per gli studenti vaccinati: il governo chiarisce le regole a scuola

Le anticipazioni delle misure arriveranno nelle Faq sul sito dell’esecutivo: per vaccinati e asintomatici Ffp2 autosorveglianza

Il governo si appresta a chiarire con una Faq che in caso di due contagi in classe gli alunni vaccinati e senza sintomi vanno in «autosorveglianza», senza però dover eseguire tamponi all’inizio e alla fine. Quindi restano in classe ma con le Ffp2, e devono limitare i contatti esterni al minimo indispensabile, tipo non andare in palestra e piscina, men che meno a far visita ai nonni.

Il protocollo in vigore prevede che per gli studenti più grandi, dai 12 anni in su, che sono in gran parte vaccinati, la quarantena e la Dad per tutta la classe scattano al terzo positivo, quando cioè si delinea un piccolo focolaio in classe. Solo i non vaccinati restano a casa dal secondo contagiato, come prevede la circolare dell’8 gennaio 2022. Ma come specificherà ora la faq del Governo, senza bisogno del tam,pone se non si è sintomatici. In tal caso il test dovrà essere eseguiro subito e dopo 5 giorni. Se nessun altro è positivo — né studenti né insegnanti —la classe continua le lezioni in aula e solo lo studente positivo sarà in Dad. Nel caso cui si scoprano almeno altri due casi, la quarantena e la Dad toccheranno a tutti. Per i vaccinati si tratta di 7 giorni, prima di effettuare un nuovo tampone, mentre per i non vaccinati i giorni sono 10.

Nel frattempo l’Emilia Romagna prosegue per la sua strada con l’auto-testing degli alunni vaccinati. «Siamo in una sperimentazione che sviluppa il concetto di autosorveglianza. Stiamo parlando di una popolazione che non deve neanche fare la quarantena». Lo ha detto l'assessore alla salute dell'Emilia-Romagna, Raffaele Donini, spiegando in conferenza stampa le motivazioni che hanno portato la Regione a permettere, dal 19 gennaio, l'autotest per entrare e uscire dall'isolamento a tutti i vaccinati con terza dose. Una risposta anche a chi gli chiede della posizione del presidente del Veneto, Luca Zaia, secondo cui «non c'è nessuna carta sul territorio che permetta alla Regione un uso del genere».

Per Donini «noi potenziamo l'autosorveglianza con questo test». Inoltre, spiega l'assessore emiliano-romagnolo, i dati verranno incrociati anche con controlli a campione: «Abbiamo ovviamente offerto la garanzia al ministero che a questa sperimentazione, di cui daremo poi i risultati, corrispondano anche dei controlli randomizzati di coincidenza fra tampone molecolare e tampone rapido. Quindi io penso che Zaia si rivolga al governo e penso che la nostra sperimentazione sia funzionale a tutto questo».
Secondo Donini la sperimentazione «si allargherà progressivamente non solo ad altre Regioni ma anche ad altre fasce di popolazione qualora ci fosse una situazione tale per consentirlo». In una nota la Regione precisa che dopo i primi risultati della sperimentazione l'obiettivo sarebbe fare un passo successivo: estendere, in accordo con il ministero della Salute, l'autotesting anche ai vaccinati con seconda dose effettuata da meno di quattro mesi.

«A oggi l'utilizzo dell'autotest non è autorizzato, non c'è nessuna carta sul territorio che permetta alla Regione un uso del genere», era stato il commento del presidente del Veneto Luca Zaia, a proposito dell'iniziativa dell'Emilia-Romagna sugli autotest. Una polemica a distanza poi stemperata dallo stesso governatore veneto.

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