Senza vaccini decessi quadruplicati e in intensiva ricoveri moltiplicati per cinque. Lo studio con i dati Iss

Con il booster a tutti, i numeri si ridurrebbero sensibilmente

I dati sono chiari: se non ci fossero i vaccini avremmo più del doppio dei contagiati, il quadruplo dei ricoverati, cinque volte e mezzo il numero dei pazienti in terapia intensiva e quasi quattro volte il dato attuale dei decessi. Di contro, se tutta la popolazione vaccinabile si fosse immunizzata, la situaziona sarebbe ad oggi molto diversa: meno della metà dei contagi, meno di un terzo degli ospedalizzati, solo il 15 per cento degli attuali intubati e poco più di un quinto dei decessi registrati oggi.
Lo studio, che parte dai dati pubblicati settimanalmente dall’Istituto Superiore di Sanità ed è stato realizzato dal consigliere regionale lombardo del Pd Samuele Astuti e dal professore della facoltà di Ingegneria dell’Università Cattaneo-LIUC Giacomo Buonanno, dimostra come la presenza dei vaccini contro il Covid sia essenziale nella lotta alla pandemia e per far sì che gli ospedali possano continuare il loro lavoro anche al di fuori della pandemia (mentre ora, gestiscono perlopiù pazienti infetti).


«I dati che abbiamo preso in esame – spiegano Astuti e Buonanno – riguardano i contagi al 16 gennaio; le ospedalizzazioni e i ricoveri al 2 gennaio e i decessi al 26 dicembre e sono gli ultimi messi a disposizine dall’Iss». La stima che ne risulta dimostra che, se ad oggi ci sono 2,8 milioni di contagiati da Covid, senza vaccini questo numero salirebbe del 169 per cento, attestandosi a oltre 4,8 milioni di infetti. Ma se invece tutta la popolazione vaccinabile presente in Italia avesse ricevuto anche la dose booster, allora i positivi sarebbero 1,3 milioni, cioè i 47 per cento degli attualmente positivi.


I numeri crescono ancora quando si parla di ricoverati con sintomi, che al 2 gennaio erano 25.168: senza vaccino ne avremmo oltre 100.156 – cioè il 398 per cento in più – mentre se tutti avessimo fatto la puntura avremmo in ospedale meno di un terzo delle persone, ovvero 7.839 pazienti. Per quanto riguarda le terapie intensive, invece, Astuti e Buonanno rilevano che se – sempre al 2 gennaio – c’erano 2.417 intubati, senza vaccini ce ne sarebbero stati 13.576 (con un incremento del 562 per cento). Numeri decisamente inferiori si registrerebbero se, al contrario, tutti gli over5 anni fossero vaccinati: 372 persone in Rianimazione, il 15 per cento dei casi attuali. Infine, i decessi: se al 26 dicembre avevamo 3.742 persone morte di Covid, senza vaccini ne avremmo avuti 15.468 – quindi il 413 per cento in più – e con i vaccini, invece, 816, cioè il 22 per cento.


Lo studio però fa anche una elaborazione comparativa tra seconda e quarta ondata: «Omicron è partita dopo come ondata rispetto a quella del 2020 ma, in compenso, è schizzata subito verso l’alto, sebbene non abbia avuto un grande impatto sui ricoveri. Questo perché – rilevano Astuti e Buonanno – adesso abbiamo i vaccini che ci proteggono». Un esempio plastico dell’importanza della puntura è visibile grazie ai dati tra i non vaccinati: «Nella fascia di età 40-59, ad esempio, dove c’è un 13 per cento di NoVax, abbiamo un tasso di ricoveri dell’79,6 per cento. Se tutti si vaccinassero riusciremmo a tenere gli ospedali in grado di lavorare anche sulle altre patologie, non solo sul Covid», spiegano i due.

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