Quirinale, l’analisi di Bloomberg: se lo spread non sale l’Italia dica grazie a Draghi

L’idea che il premier non uscirà dalla scena politica sostiene i mercati: «Ma se rimane nel suo attuale incarico rischia di essere trascinato nel pantano delle lotte intestine politiche, come successe a Monti» 

ROMA. La convinzione che il premier Draghi non uscirà dalla scena politica italiana dà ossigeno e conforto ai mercati, secondo Bloomberg Businessweek. «Gli spread tra i titoli di Stato italiani e tedeschi a 10 anni si sono ampliati in vista del voto di questa settimana, ma non in modo enorme», rileva, in un’analisi sull'Italia e sul voto per il Quirinale. «Draghi, che ha assunto l'incarico come parte di un governo provvisorio nel febbraio 2021, quando il Paese era in un vicolo cieco politico, potrebbe scommettere che le sue possibilità di cementare la sua eredità siano migliori se passa da Palazzo Chigi al Quirinale. Se rimane nel suo attuale lavoro, rischia di essere trascinato nel pantano delle lotte intestine politiche, come successe a Mario Monti, un altro rispettato tecnocrate». 

Per Bloomberg Businessweek «l'Italia sembra essere bloccata in un ciclo ricorrente che ha visto quasi 70 governi alternarsi in altrettanti anni». La storia italiana di questi ultimi mesi è descritta così: «Il Paese è attanagliato da una crisi, un tecnocrate riformista viene arruolato per somministrare una medicina amara, i politici si ribellano e si riprendono il potere, e poi tutto ricomincia. I timori che la terza economia più grande d'Europa stia per entrare in un nuovo ciclo sono alle stelle mentre i parlamentari si riuniscono per eleggere un nuovo capo di Stato. Il voto, che in genere si svolge nell'arco di più giorni, potrebbe vedere il premier Mario Draghi scelto per il ruolo prestigioso ma meno pratico di presidente. Draghi è al potere da quasi un anno e in questo periodo c'è stata un'espansione economica del 6,3%, ha realizzato una delle campagne di vaccinazione di maggior successo in Europa e avviato riforme per affrontare i mali di vecchia data, come una burocrazia gonfia e lenta sistema giuridico».

Tutto questo effetto-Draghi – rileva Bloomberg – «potrebbe rapidamente dissiparsi se gli succedesse un primo ministro meno efficace che non ha il potere dell'ex capo della Banca centrale europea in patria e all'estero». Il che «potrebbe mettere a repentaglio l'accesso del Paese a oltre 200 miliardi di euro (227 miliardi di dollari) in sovvenzioni e prestiti disponibili dal Recovery Fund dell'Unione europea, grazie a un accordo negoziato da Draghi». Bloomber ricorda, nella sua analisi, che «l'Italia «dovrebbe ricevere la più grande fetta di denaro dalla UE: 750 miliardi di euro, un tacito riconoscimento che, con una montagna di debiti pari al 154% del prodotto interno lordo, l'Italia è troppo grande per fallire». E prosegue: «La prima tranche da 24 miliardi di euro, erogata l'anno scorso, darà origine a nuove linee ferroviarie, iniziative per l'energia verde, tecnologie digitali e progetti a beneficio delle comunità locali». Ma attenzione: «Per mantenere il flusso di denaro, i politici italiani dovranno dimostrare progressi nelle aree in cui è in ritardo, come condurre gare d'appalto per progetti infrastrutturali di grande valore».

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