Taleban a Mosca, il ministro Lavrov: “Russia esclude il riconoscimento del governo di Kabul”

Terzo giro di consultazioni. Il ministro degli Esteri russo: «Previsti nuovi aiuti umanitari al popolo amico dell'Afghanistan nei prossimi giorni». Prima partecipazione del governo di Kabul

MOSCA. E’ atterrata questa mattina la delegazione taleban a Mosca, luogo in è in corso il terzo round di consultazioni del cosiddetto “formato Mosca”. La presenza dei rappresentanti del governo provvisorio di Kabul è la prima delle notizie di oggi, dal momento che quello in corso al President Hotel è il primo meeting a partecipazione taleban. I colloqui coinvolgono i rappresentanti di dieci Paesi della regione ad eccezione degli Stati Uniti, che hanno annunciato forfait per «questioni logistiche». «Un’assenza che la Russia accoglie con rammarico», ha dichiarato lL ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov. Alle nazioni partecipanti si aggiungono proprio gli alti esponenti del movimento talebano, che però in Russia è considerato fuorilegge. L'esito del summit è in parte già scritto: Lavrov ha specificato che il riconoscimento del governo taleban «non è in discussione».

La posizione dei taleban 

La delegazione del Paese asiatico è guidata dal vice primo ministro del governo provvisorio dell’Afghanistan Mullah Abdul Salam Hanafi e comprende un certo numero di funzionari, tra cui il ministro degli esteri Ahmadullah Muttaqi. Proprio quest’ultimo, in un' intervista alla Tv nazionale afghana (RTA) ha dichiarato che obiettivo dei colloqui e «ribadire la posizione dell'Afghanistan» e ottenere il riconoscimento da parte degli altri Paesi.

"Vogliamo relazioni con i Paesi vicini, la regione e il mondo, che si basino sul principio del rispetto della sovranità nazionale e del rispetto reciproco. Su questa base, chiediamo ancora una volta agli Stati Uniti di scongelare le riserve della Banca centrale dell'Afghanistan". È quanto afferma Abdul Salam Hanafi, vice primo ministro del governo talebano in Afghanistan, secondo un discorso legato ai colloqui a Mosca, diffuso dal portavoce Zabihullah Mujahid.

Obiettivo, quest'ultimo, difficilmente raggiungibile, considerando che il ministro degli Esteri russo Lavrov ha escluso che Mosca possa riconoscere l'Emirato, fino a quando i talebani non manterranno le promesse fatte in termini di formazione di un governo rappresentativo di tutte le componenti del Paese e garanzie rispetto ad accesso a studio e lavoro per le donne.

Il vice primo ministro Hanafi ha sottolineato l’urgenza di accedere delle riserve finanziare del Paese all’estero, ancora bloccate nelle banche statunitensi: «Vogliamo relazioni con i Paesi vicini, la regione e il mondo, che si basino sul principio del rispetto della sovranità nazionale e del rispetto reciproco. Su questa base, chiediamo ancora una volta agli Stati Uniti di scongelare le riserve della Banca centrale dell'Afghanistan». 

Sicurezza e aiuti umanitari

Muttaqi ha affaermato che i Taleban «si sono impegnati a impedire che la situazione in Afghanistan minacci la sicurezza dei Paesi terzi. Per la prima volta negli ultimi 45 anni – ha aggiunto il ministro –  l'Afghanistan è protetto dalle minacce. Ci impegniamo a garantire che il territorio dell'Afghanistan non venga utilizzato per minacciare la sicurezza di altri Paesi».

Tra gli argomenti principali del vertice c’è sicuramente la questione della sicurezza internazionale. ieri sera Reuters aveva riportato del dialogo già in essere tra i rappresentanti di Russia, Cina, Afghanistan e Pakistan abbiano in merito ai problemi relativi terrorismo e sicurezza.

Un altro punto fondamentale è poi quello degli aiuti umanitari, dato il collasso ormai imminente dei servizi essenziali nel Paese. In merito a ciò, Lavrov ha parlato da subito dell’invio di nuovi aiuti: «La Russia ha in programma di inviare un'altra spedizione di aiuti umanitari al popolo amico dell'Afghanistan nei prossimi giorni».

Il «formato Mosca»

Le consultazioni di Mosca - note come formato di Mosca - sono state lanciate nel 2017 sulla base di un meccanismo a sei parti che coinvolge gli inviati speciali di Russia, Afghanistan, India, Iran, Cina e Pakistan. Il primo giro di consultazioni, tenutosi il 14 aprile 2017, ha coinvolto Russia, Afghanistan, India, Iran, Kazakistan, Kirghizistan, Pakistan, Tagikistan, Turkmenistan e Uzbekistan. L'obiettivo principale, stando al ministero degli Esteri russo, «è quello di facilitare il processo di riconciliazione nazionale in Afghanistan e gli sforzi per stabilire la pace nel Paese il più presto possibile».I prossimi colloqui sull'Afghanistan sono stati annunciati dall'Iran, mentre l'India sta organizzando un summit per il 10-11 novembre.

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