A Pechino tra pochi giorni le prime Olimpiadi invernali senza neve

Yanqing, che ospiterà lo sci alpino, lo slittino, il bob e lo skeleton, mostra un paesaggio lunare, con strisce bianche che scendono sinuose tra i prati

Tutto sembra pronto a Pechino per le Olimpiadi invernali, che cominceranno il 4 febbraio. Le immagini degli avveniristici impianti sono spettacolari, le telecamere sono pronte ad accendersi, l’organizzazione come sempre non farà una piega. Ma a guardare le foto che arrivano dalla Cina sembra mancare qualcosa, qualcosa di importante: la neve.

«Perché le Olimpiadi invernali sono state assegnate a Pechino?» si domandava giorni fa il “Daily Mail” in un titolo. La ragione forse sta solo nel fatto che Oslo si è ritirata all’ultimo momento e che in lizza con la Cina era rimasta solo Alma Ata, la capitale del Kazakistan. I cinesi hanno più soldi dei kazaki e offrono dunque maggiori garanzie, ma Alma Ata poteva almeno vantare la cornice dell'Ala-tau transiliano, le cui cime nevose raggiungono i 4.800 metri. A Pechino, invece, di neve non c’è proprio alcuna traccia.

E non si può nemmeno dire che questo sia un anno sfortunato, con poche precipitazioni. Anche l’anno scorso, intorno al “Centro sciistico alpino nazionale” di Yanqing, la sede principale dei Giochi a 80 chilometri da Pechino, erano caduti tra gennaio e marzo solo due centimetri di neve, meno che a Londra o a Madrid. Le immagini che arrivano dalla Cina sono inquietanti, sembrano scattate da qualcuno che stia provando a portare gli sport invernali su Marte o sulla Luna. Il centro per il salto con gli sci è impressionante per il suo aspetto futuristico, ma si trova nel mezzo di aride colline marroni dall’aspetto trasandato e sporco. La pista da snowboard è al centro di una zona industriale piena di cemento, dominata da imponenti torri di raffreddamento di una vecchia acciaieria.

Yanqing, che ospiterà lo sci alpino, lo slittino, il bob e lo skeleton, mostra un paesaggio davvero lunare, con strisce bianche che scendono sinuose tra prati che mostrano un disperato bisogno di ricevere un po’ d’acqua. L’acqua sta diventando il problema principale di Pechino e di tutta la regione, ma se ne useranno 150 milioni di litri per sparare sulle piste neve artificiale con cannoni alimentati, si è voluto precisare, da energie rinnovabili. Le Olimpiadi sono state organizzate con l’impegno al rispetto dell’ambiente e la loro mascotte è un Panda, ma nessuno sembra preoccuparsi troppo dello spreco di acqua che sarà necessario per disputare le gare. I funzionari cinesi si limitano a dire che l’acqua non è sprecata, perché si sa che la neve poi si scioglie e torna in circolo.

Anche gli atleti non protestano più di tanto. Sono ormai abituati a gareggiare sulla neve artificiale: era già accaduto nel 2014 alle Olimpiadi russe di Soči, una città vicina al mare, dove solo il 20% della neve era naturale, e a quelle del 2018 a Pyeongchang, nella Corea del Sud. A causa dei mutamenti climatici è sempre più difficile trovare luoghi innevati che si prestino ad ospitare manifestazioni complesse come i Giochi invernali, ma cercare la soluzione a Pechino è sembrato a molti un vero azzardo. Il Comitato Olimpico Internazionale sapeva però a che cosa andava incontro e in una valutazione preliminare aveva sottolineato che Zhangjiakou e Yanqing avrebbero fatto «totale affidamento sulla neve artificiale».

Secondo un rapporto pubblicato da “Nature” l’esaurimento delle acque sotterranee nel Nord della Cina è un problema ambientale tra i più gravi a livello globale, a causa dell’irrigazione agricola intensiva, della crescente urbanizzazione e del clima sempre più arido, che causa tempeste di sabbia che colpiscono spesso anche la capitale. Ma per qualche settimana l’acqua disponibile sarà usata per produrre neve, in modo che nessuno possa dire che le Olimpiadi invernali di Pechino non sono state un successo. Il primo febbraio comincerà l’anno della Tigre e Xi Jinping vuole sfruttarlo bene, arrivando al congresso del partito comunista di ottobre con altre medaglia sul petto per farsi confermare in un terzo mandato. E non sarà certo la mancanza di un po’ di neve ad impedirglielo.

2

Articoli rimanenti

Accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

1€/mese per 3 mesi, poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Sblocca l’accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

Video del giorno

Azovstal: l'"ultima sigaretta" del soldato fra le bombe è il simbolo della fine della battaglia

Farinata con asparagi e cipollotti

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi