L’Italia torna bicolore, Regioni, FI e Salvini: dal 20 aprile bar, ristoranti e teatri riaprano

I presidenti incontreranno l’esecutivo giovedì prossimo. Se la decrescita della curva epidemiologica confermerà le attese inizieranno le ripartenze

Premono le Regioni ma premono anche Forza Italia e la Lega. Passata Pasqua e pasquetta e dopo il week end festivo rosso l’Italia torna bicolore. E con il Paese tra il rosso e l’arancione anche alcune attività potrebbero ripartire. Sarà infatti la cabina di regia della prossima settimana a valutare in base ai dati epidemiologici se si potrà concedere il via libera ad alcune attività. Certamente i primi a chiedere dei cambiamenti non sono solo i titolari delle attività ma anche le regioni stesse. Insomma, qualcosa, campagna di vaccinazione permettendo si sta muovendo. Anche se molto lentamente, così come lentamente rallenta la curva del contagio. Non c’è dubbio, comunque, che le Regioni chiedono di ripartire e lo chiederanno ufficialmente giovedì. Certo dipenderà – come anche ha detto il premier Draghi dai dati epidemiologici – ma i governatori sono pronti a fare fronte comune per strappare una data di ripartenza al governo. Governo che incontreranno giovedì prossimo, alla vigilia del consueto monitoraggio settimanale. «Fornire prospettive a quei settori chiusi valutando aperture subito dopo il 20 aprile, nel caso di un miglioramento dei dati epidemiologici, per poi permettere da maggio la ripartenza di attività in stand-by da troppo tempo come le palestre». In primo luogo, comunque, con tutte le attenzioni e le regole del caso potrebbero riaprire bar, ristoranti, parrucchieri, centri estetici e anche i teatri. Un impegno, quest’ultimo, al quale tiene assai molto il ministro della Cultura Franceschini. E oltre un anno, infatti, che migliaia di artisti restano al palo, bloccati da un lungo lockdown professionale. Anche alcune attività come i negozi di dischi potrebbero presto rialzare le saracinesche. Non solo, nella partita per le ripartenza, entra anche una fetta importante della maggioranza. Almeno due “azionisti” su tre: Salvini e il capogruppo alla Camera azzurro Roberto Occhiuto.

«Riaperture in sicurezza, dove i dati lo consentono, e nuovi protocolli per rivedere il numero di accessi in teatri e impianti sportivi, senza dimenticare palestre, bar, ristoranti e negozi: un nuovo protocollo è già stato chiesto per aumentate il pubblico all'Arena di Verona. La Lega c'è – dice Matteo Salvini – e presto ribadirò le nostre proposte concrete e ragionevoli al Presidente del Consiglio Mario Draghi. La stella polare resta il supremo interesse degli italiani». E sulla stessa òunghezza d’onda il capogruppo azzurro Roberto Occhiuto: «Forza Italia chiede un tagliando al decreto Covid e riaperture mirate prima di fine aprile laddove i dati lo permetteranno. Allo stesso tempo occorre un nuovo scostamento di bilancio da 20 miliardi per aiutare le attivita' colpite dalla pandemia».

Zona rossa e zona arancione dopo Pasqua: cosa cambia dal 6 aprile

Intanto, in attesa del prossime monitoraggio e dell'eventuale verifica a metà aprile, che valuterà la possibilità che le zone dove la diffusione del virus è più contenuta possano tornare in giallo, ecco le misure previste nelle prossime ore a seconda dei territori.

ZONA ROSSA - (Lombardia, Toscana, Emilia Romagna, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Puglia, Valle d'Aosta e Campania) - Sono nove le regioni sottoposte alle misure di contenimento più rigide, dove è consentito spostarsi soltanto per motivi di lavoro, salute o necessità e non è concesso andare a trovare parenti o amici. E' invece sempre possibile svolgere attività motoria, ma solo in prossimità della propria abitazione, e attività sportiva all'aperto in forma individuale. Le scuole sono in presenza fino alla prima media mentre è prevista la didattica a distanza per gli alunni fino alla terza media e quelli delle superiori. Sono chiusi barbieri, parrucchieri, centri estetici, negozi di abbigliamento, calzature e gioiellerie. Restano aperti i negozi di generi alimentari, tabaccherie, edicole, farmacie, parafarmacie, lavanderie, ottici, profumerie, erboristerie, cartolerie, negozi di intimo e di biancheria per la casa, ferramenta. Aperti anche i negozi per bambini, dai giocattoli all'abbigliamento. Prosegue l'attività dei mercati che vendono esclusivamente generi alimentari. I centri commerciali sono chiusi nel fine settimana.

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ZONA ARANCIONE - (Veneto, Marche, provincia di Trento, Lazio, Abruzzo, Liguria, Basilicata, Sicilia, Molise, Sardegna, Umbria e provincia autonoma di Bolzano) - Le visite, sempre una sola volta al giorno e sempre in non più di due persone, sono consentite in zona arancione, all'interno del Comune di residenza. Sono vietati gli spostamenti al di fuori del proprio Comune. Per quei territori con meno di 5mila abitanti è consentito spostarsi entro i 30 km dal confine del proprio Comune, con il divieto però di recarsi verso i capoluoghi di Provincia. Scuole in presenza fino alla prima media. Saranno in classe anche gli alunni fino alla terza media e quelli delle superiori, ma al 50%. Tutti i negozi sono aperti, compresi parrucchieri, barbieri e centri estetici, mentre i centri commerciali restano chiusi nel fine settimana.

IN TUTTA ITALIA
E' vietato uscire di casa dalle 22 alle 5. Il divieto non vale in caso di lavoro, salute o necessità. Bar e ristoranti restano chiusi: possibile solo l'asporto, fino alle 18, e la consegna a domicilio, fino alle 22 e solo per i ristoranti (in caso di ripristino delle zone gialle, bar e ristoranti potrebbero riaprire a pranzo). I presidenti di Regione, a differenza di quanto è stato fino ad oggi, non potranno emanare ordinanze più restrittive per chiudere le scuole. Se la verifica di metà mese darà esito positivo e dunque torneranno le zone gialle, si potrebbe valutare la riapertura di cinema e i teatri con le regole che erano già previste nel precedente decreto.

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SPOSTAMENTI
Restano vietati gli spostamenti tra le Regioni, a meno che non si abbia una seconda casa. La mobilità è consentita solo per motivi di lavoro, salute e necessità. Sarà sempre possibile rientrare alla propria residenza, domicilio o abitazione.

SECONDE CASE
Sarà sempre possibile raggiungere le seconde case, anche in zona rossa, a patto che non ci siano però ordinanze dei presidenti di Regione che impongono regole più restrittive.

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STRETTA SUI VIAGGI
E' possibile viaggiare in Europa, ma almeno fino alla fine del mese sono previste limitazioni per tutti coloro che hanno soggiornato o transitato nei quattordici giorni antecedenti all'ingresso in Italia in uno o più Stati e territori Ue: tra questi, da come si legge nel nuovo elenco di Paesi presenti nell'allegato, viene invece inclusa dal 7 aprile anche l'Austria, Israele, il Regno Unito e l'Irlanda del Nord, dove dunque sarà possibile viaggiare senza motivazioni specifiche, così come avviene per gli altri Paesi dell'Europa. Chi rientra in Italia da uno di questi Paesi o da quelli Ue dovrà comunque obbligatoriamente sottoporsi a tampone (molecolare o antigenico) effettuato nelle 48 ore prima dell'ingresso in Italia e il cui risultato sia negativo, sottoporsi alla sorveglianza sanitaria e ad isolamento fiduciario per cinque giorni e al termine dell'isolamento effettuare un altro test. 

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