Comunali a Milano, giovedì ennesimo vertice del centrodestra. Ora Forza Italia non vuole Oscar di Montigny

Il 52 enne milanese doc non avrebbe incontrato il favore di Silvio Berlusconi

È ancora ricerca disperata del candidato per il centrodestra: giovedì è convocato l’ennesimo vertice per scegliere l’uomo – o la donna – che sfiderà Giuseppe Sala nella corsa a Palazzo Marino e rispetto a qualche ora fa le carte in tavola sono di nuovo cambiate. Tante che, si mormora dentro Forza Italia, «non è affatto detto che giovedì si esca con il nome del candidato sindaco sotto la Madonnina». Il motivo sarebbe che il super favorito – il 52 enne milanese doc, Oscar di Montigny – non avrebbe incontrato il favore non solo di Silvio Berlusconi, che dovrebbe incontrare di persona oggi a Arcore, ma neanche dei consiglieri regionali e comunali azzurri. In un incontro che si è tenuto sabato su Zoom, infatti, il presidente di Flowe e Value Strategy Officer di Banca Mediolanum nonché Amministratore Delegato di Mediolanum Comunicazione, si è presentato a tutto il gruppo milanese e lombardo di Forza Italia. Ma la presentazione non ha dato i risultati sperati e di Montigny, che di politica per sua stessa ammissione «non ne ha mai fatta», non ha entusiasmato la platea. Una fonte che vuole rimanere anonima racconta che il genero di Ennio Doris avrebbe detto senza mezzi termini di «non sapere nulla di politica», tanto che è stato costretto a «cercare online i principi fondanti del centrodestra e del centrosinistra» per avere un’idea più chiara. La paura, per gli azzurri, è che se candidato non solo non porterebbe a casa il risultato ma addirittura si fermerebbe al primo turno – quindi ottenendo una percentuale di voti troppo bassa per le attese – senza neanche finire al ballottaggio.

Per queste ragioni Forza Italia tornerà a proporre a Matteo Salvini e alla Lega, Maurizio Lupi, ex ministro e aspirante candidato ormai da diversi mesi. Nome che però proprio alla Lega non piace: Salvini rimane un sostenitore di di Montigny. Posizioni che oggi sembrano inconciliabili e che rischiano di far saltare nuovamente il tavolo, giovedì, senza ottenere l’agognato nome. A meno che Salvini e Berlusconi non riescano a tirare fuori dal cilindro un terzo nome oltre Lupi e di Montigny – che in ogni caso, non ha ancora sciolto la riserva sulla sua eventuale candidatura – che metta d’accordo tutti. Esclusa invece, almeno per il momento, la possibilità di un ticket Lupi-di Montigny, con quest’ultimo vicesindaco.

E proprio sulla posizione da vicesindaco stamattina ha ribadito la sua disponibilità Gabriele Albertini. «Se mi vorranno io ho dato la mia disponibilità, poi sono loro che devono decidere», ha detto l’ex sindaco milanese. Che su di Montigy ha aggiunto: «Di Montigny lo vedo bene, è una persona con grande motivazione, stava bene dov’era ma vuole spendersi per la città e penso che i valori ideali che lo muovono sono un argomento solido per fare bene. Se poi potremo aiutarlo per le cose dove servono concretezza e pragmatismo, qualcuno che ha già fatto il sindaco forse può aiutarlo. Dipende però se lo vorranno (i partiti, ndr)». Sul nome di Albertini vicesindaco nei giorni scorsi erano però state espresse delle perplessità proprio da parte di Forza Italia, che non aveva gradito il «balletto» dell’ex primo cittadino nel dirsi o meno disponibile alla candidatura da sindaco (poi rifiutata). 

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