Mattarella: “Lo Stato tuteli chi lavora, le leggi ci sono”

Il Presidente della Repubblica in un messaggio all’Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro: «Le tragedie a cui stiamo assistendo senza tregua sono intollerabili e devono trovare una fine»

«La Costituzione nell'art. 4 riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Affinché questo diritto sia effettivamente garantito, uno Stato democratico deve consentire a ognuno di svolgere la propria attività lavorativa, tutelandone la salute e assicurandone lo svolgimento nella più totale sicurezza. Le tragedie a cui stiamo assistendo senza tregua sono intollerabili e devono trovare una fine, rafforzando la cultura della legalità e della prevenzione. Le leggi ci sono e vanno applicate con inflessibilità». Lo dice il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella in occasione della della Giornata per le vittime degli incidenti sul lavoro. 

*** La mappa dei morti sul lavoro nel 2021

Dopo l’ennesima morte sul lavoro, che questa volta ha coinvolto nella giornata di ieri un operaio beneventano di 28anni, l’Associazione nazionale fra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro (Anmil) ha presentato un’elaborazione su questi drammatici dati.

Sono 772 gli infortuni mortali denunciati nei primi otto mesi di quest'anno, di questi 106 solo in Lombardia. Nel 2020, tra gennaio e agosto erano state registrate invece 823 morti bianche, 190 delle quali in Lombardia. Si sono registrate anche 349.449 denunce di infortunio nei luoghi di lavoro, rispetto alle 322.132 dello stesso periodo dell'anno precedente, vale a dire un incremento dell'8,5%.

L'aumento delle denunce - spiega l'Anmil - è determinato dalla ripresa economica post pandemia da Covid-19. Gli infortuni mortali denunciati tra gennaio e agosto 2021 sono 772, contro gli 823 dello stesso periodo dello scorso anno, pari al -6,2%, ma per le malattie professionali, si è certificata una crescita costante dei numeri in questi primi otto mesi dell'anno (36.496 contro 27.761, pari al 31,5% in più), perché - sottolinea l'Anmil - i lavoratori stanno recuperando le denunce che nel periodo della pandemia avevano evitato di effettuare con l'intenzione di presentarle in un momento meno critico.

«Crediamo fermamente che la cultura della sicurezza dovrebbe essere coltivata sin dai primi banchi di scuola ma, in proposito, dobbiamo amaramente constatare che le disposizioni del Testo unico per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro sono state, anche in questo caso, ampiamente disattese» sostiene Zoello Forni, Presidente nazionale Anmil.

«Oltre al dolore incalcolabile della perdita di un proprio caro, vedove e orfani devono affrontare enormi difficoltà, sia di ordine economico che sociale, delle quali lo Stato deve farsi carico. In loro favore si dovrebbe e potrebbe fare molto di più, sia dal punto di vista della tutela assicurativa sia per favorirne la piena integrazione lavorativa e sociale» sottolinea Forni. 

Le parole del ministro del Lavoro Andrea Orlando
«Stiamo definendo gli ultimi dettagli e nei prossimi giorni vedrà la luce un provvedimento ad hoc, basato sulla maggiore efficacia delle sanzioni e maggior tempestività delle sanzioni, un potenziamento delle strutture di controllo sia a livello centrale dell'Ispettorato nazionale che con le Asl, un potente investimento sulla formazione e sulla informazione e poi finalmente una banca dati che consenta di raccogliere l'insieme di sanzioni e valutazioni fatte con i controlli per iniziare un percorso di qualificazione delle imprese». Lo ha chiarito il ministro del Lavoro Andrea Orlando.  

Video del giorno

Parolacce, gaffe, piazzate: ecco tutti gli show di Massimo Ferrero

Insalata di gallina, radicchio, mandorle, melagrana e cipolla

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi