Sette partiti si contendono il centro

Renzi, Calenda, Bonino, Tabacci Toti, Brugnaro, Lupi, Fitto: l’area centrista è particolarmente affollata

Secondo uno studio del deputato e costituzionalista Pd Stefano Ceccanti su dati della Camera (il Senato è meno indicativo per via del regolamento), dopo la scissione di Di Maio e Insieme per il futuro, la geografia di Montecitorio è piuttosto cambiata. Il primo partito è la Lega, con 132 eletti. Il Movimento 5 stelle è solo secondo, con 105. Terzo il Pd, 97. Quarto Forza Italia, 83. Quinto, appunto Insieme per il futuro, 51. Sesto Fratelli d’Italia, 37. Settimo Italia viva, 30. Ottavo Coraggio Italia, 18. Nono Alternativa, 15. Decimo Liberi e Uguali, 10. Undicesimi, pari, Azione-Più Europa-Radicali e Maie-Psi-Facciamoeco, 7. Dodicesimi, pari, Centro democratico, Europa Verde-Verdi europei, Noi con l’Italia-Usei-Rinascimento Adc. Tredicesimi Manifesta-Potere al Popolo, Rifondazione comunista, Sinistra italiana, 4, e le Minoranze linguistiche, altri 4. Sotto i venti deputati, i gruppi vanno nel Misto.

La graduatoria è interessante per due ragioni. La frammentazione: sette partiti, suddivisi tra destra e sinistra, che fanno il gioco politico. Altri sette che gravitano nelle rispettive orbite e diventano decisivi in caso di governi di coalizione che devono cercarsi le maggioranze. Ma la seconda ragione, alla vigilia ormai di elezioni in cui il tentativo di formare un centro autonomo, o due, e battersi per la permanenza di Draghi al governo si sta rafforzando, è questa: ci sono attualmente alla Camera ben sette gruppi centristi (oltre al dimaiano Insieme per il futuro, Italia viva, Azione, Coraggio Italia, Alternativa, Verdi, Noi con l’Italia), per non citare i sottogruppi che figurano nell’elenco precedente. Di questi, tre sono dichiaratamente più vicini al centrodestra e quattro più al centrosinistra. Inoltre è difficile fare una previsione su quante siano, fuori del Parlamento, le liste di centro, tipo quella del sindaco Sala, pronte a presentarsi alle prossime elezioni. Può darsi, è possibile, che tutti o gran parte di questi partiti riescano a trovare un accordo per presentarsi insieme e competere con centrosinistra (più facile) e centrodestra (meno). Ma in caso contrario c’è da dire che il centro, al momento, tra Renzi, Calenda, Bonino, Tabacci Toti, Brugnaro, Lupi, Fitto, è quanto meno molto affollato.

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