Marguerite Littman: chi era la musa di Capote che ha ispirato la protagonista di Colazione da Tiffany

Scomparsa a 90 anni la nota socialitie newyorkese che aveva ispirato lo scrittore per disegnare il personaggio interpretato sullo schermo da Audrey Hepburn. Ecco chi era davvero Holly Golightly

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Marguerite Littman nel suo salotto con David Hockney sullo sfondo. Photo Vogue, 1977, by Patrick Lichfield/Condé Nast via Getty Images 
Si è spenta a novant’anni a Londra Marguerite Littman, l’influente socialite che ha ispirato Holly Golightly, l’iconica protagonista del romanzo Breakfast at Tiffany’s di Truman Capote, interpretata da Audrey Hepburn nel celebre film.
Una presenza fissa delle pagine di società per il suo stile impeccabile, Littman era nota per la sua personalità brillante e le sue amicizie importanti con celebrità come Lady Diana, Bianca Jagger, Andy Warhol e lo stesso Truman Capote, ma era anche un’influente attivista per la lotta contro l’AIDS.

Ragazza di buona famiglia nata a Monroe, in Louisiana, inizia la sua scalata sociale quando si reca a Hollywood a visitare suo fratello negli anni Cinquanta. Il suo forte accento le impedisce di intraprendere una carriera da attrice, ma quando il drammaturgo Tennessee Williams e il regista Elia Kazan la sentono parlare ad una ricevimento, decidono di assumerla come vocal coach proprio per insegnare ai loro attori a parlare con la pronuncia del Sud. Lavora cosi per produzioni teatrali di Broadway e per il cinema con attori del livello di Paul Newman e Elizabeth Taylor, preparandoli per i loro ruoli nel film "La Gatta sul Tetto che Scotta".

Dopo due matrimoni falliti, prima con un sceneggiatore e poi con un attore, entrambi con problemi di dipendenza dall’alcool, si trasferisce a New York dove scrive per la rivista Glamour e collabora con Richard Avedon nella realizzazione del libro fotografico “Nothing Personal” sull’identità americana. Grazie al suo charme e alla sua naturalezza nel relazionarsi con gli altri, aiuta al fotografo di scattare i ritratti di persone di ogni estrazione sociale, da segregazionisti a figli di schiavi, da attivisti per i diritti civili ai pazienti di un manicomio.
“A New York, tutti conoscono Marguerite,” aveva detto il suo amico e stilista Bill Blass, ma la sua notorietà andava oltre alla grande mela. E se Truman Capote, creando il personaggio di Holly Golightly si era ispirato alle giovani e eleganti donne che frequentava a Manhattan, da Babe Paley a Gloria Vanderbilt, Littman era la sua musa principale, con i suoi grandi occhi castani e il suo fascino da Southern Belle.

Per una buona parte della sua vita, Littman risiede tra New York e Londra, dove si stabilisce dopo il matrimonio con il suo terzo e ultimo marito, l’avvocato inglese Mark Littman, un consulente della Regina Elisabetta, scomparso nel 2015. Nella loro casa nel quartiere chic Chester Square, organizzava leggendari cene e eventi di beneficenza grazie alla sua calda accoglienza e ospitalità.
Nonostante l’immagine di donna frivola, infatti, Littman usava le sue relazioni per giuste cause. In particolare, è stata una delle prime e maggiori figure nella lotta contro l’AIDS. A seguito della morte del suo amico Rock Hudson, la prima celebrità vittima della malattia, Littman ha lanciato un appello a trecento dei suoi contatti richiedendo ad ognuno 100 sterline per creare la sua fondazione, il AIDS Crisis Fund (che ora fa parte della parte della Elton John Foundation), proprio quando, negli anni ottanta, i malati di AIDS erano messi al bando della società e nessuno osava avvicinarli. Sei mesi dopo organizzò un gala per un’asta da Christie’s alla quale parteciparono ospiti illustri, dalladuchessa di York Sarah Ferguson, a Boy Georges, a David Hockney che donò per l’asta un’opera originale, il Hockney’s Alphabet, realizzato per l’occasione con il poeta Stephen Spender.

Poco dopo, strinse un’amicizia con Lady Diana che le propose di donare il suo guardaroba per un’asta. Littman, che aveva uno spiccato senso dell’umorismo, raccontò la telefonata con la principessa alla giornalista di moda Cathy Horyn: “Mi chiamò una mattina e mi disse: ‘Ho una fantastica idea, voglio darti tutti i miei vestiti’. Non sapevo cosa volesse dire, e pensai, ma perché mi vesto così male?”. L’asta del guardaroba di Lady Diana, tenuta un mese prima della sua morte nel 1997, raccolse più di 3 milioni di dollari per la fondazione.

“Marguerite ha una certa qualità magica,” ha detto il Dr William Haseltine, un pioniere della ricerca per l’AIDS durante un’onoreficenza alla Littman per il suo contributo alla causa. “In parte è per il suo accento del sud e per il suo fantastico manierismo. È distante ma coinvolta allo stesso tempo. Si potrebbe dire che era quello che Holly Golightly sarebbe stata se fosse diventata adulta”.