“Ho avuto una relazione con una donna. Riuscirò ancora a innamorarmi di un uomo?”. La storia di Ginevra e il parere dell'esperta

Ginevra è una scrittrice, ha 36 anni ed è di Treviso. Una donna piena di passioni e idee. Nel 2016 ha avuto una relazione con una donna e la loro storia d’amore si è conclusa dopo un anno. Da allora Ginevra non è più riuscita a innamorarsi di un uomo. Questo è il suo racconto, commentato dalla psicoanalista Laura Porzio Giusto, esperta in tematiche Lgbt
Se avete una storia da raccontare potete inviare una e-mail a modaebeauty@gedi.it
4 minuti di lettura

Ginevra suona il pianoforte, dipinge e ha la sclerosi multipla. Ha 36 anni e vive a Treviso. Ginevra è una scrittrice ed è un vulcano di idee. Giorno dopo giorno ha nuove passioni da coltivare e veder fiorire. Nel 2016 si è innamorata di una donna. Non se lo aspettava, era sicura di essere eterosessuale e non aveva mai immaginato di poter avere una relazione con una persona dello stesso sesso. Quella storia si è conclusa dopo un anno e da allora, nonostante gli uomini la attraggano fisicamente e mentalmente, non è più riuscita ad avere una relazione soddisfacente con un uomo. La vorrebbe, ma puntualmente gli uomini la deludono. Non ha paura di poter avere di nuovo una storia d’amore con una donna, ma si chiede: “Quanto ha inciso la mia storia con una donna sul fatto che non riesca più a innamorarmi di un uomo?”. A risponderle è la psicoanalista Laura Porzio Giusto, esperta in tematiche Lgbt. 

 

Il racconto: storia vera di Ginevra

“Ricordo molto bene il momento in cui l’ho conosciuta. Ero andata a fare fisioterapia, come da un paio di mesi accadeva ogni martedì e venerdì. Chiacchieravo con il mio fisioterapista, Marcello, quando è entrata lei nella stanza, doveva controllare i suoi appuntamenti, e il registro era sul computer della sala in cui c’eravamo io e il fisioterapista. Aveva un sorriso e un profumo incredibili. Ci mostrò entusiasta una posizione che aveva fatto in una lezione di yoga. Io d’istinto le chiesi se potessi provarla anche io. Mi rispose di sì. La feci e lei, aiutandomi, notò che avevo il diaframma bloccato. Da lì non abbiamo mai smesso di sentirci e vederci”. 

 

“Pensavo fosse solo amicizia”

“La mia convinzione era che lei fosse la migliore amica che avevo sempre cercato e mai trovato in altre persone. Ci vollero sei mesi prima che ci scambiassimo il nostro primo bacio. Sei mesi di uscite, esperienze, yoga, teatro, cinema. Sei mesi densi, ma in cui continuavo a pensare fossimo amiche. Finché un giorno mi chiese di fermarmi a dormire da lei, dato che era tardi ed ero stanca. Accettai. I suoi coinquilini non c’erano e potevo dormire sul divano. Il fatto è che lei, verso le tre di notte mi chiese, con il cuscino in mano, se potesse mettersi a dormire accanto a me. Immaginando che avesse avuto un incubo, la abbracciai. La mattina dopo, con mia sorpresa, quando ci svegliammo lei mi diede un bacio sulle labbra. Solo a quel punto capii che non si trattava di amicizia”. 

 

Il blocco a livello fisico

“Quello che mi frenava era un blocco a livello fisico. L'idea di avere un rapporto con lei mi congelava. Piano piano riuscii a lasciarmi andare, avevo capito che con l’innamoramento ero già molto avanti, solo che non avevo voluto vederlo. L’amore per lei mi portò a mettere da parte il blocco fisico. Tra le storie d’amore della mia vita, quella con lei è stata di sicuro quella in cui mi sono sentita più amata e in cui ho sentito di aver amato più profondamente. C’è una differenza nell’approccio, nelle sensazioni, e un coinvolgimento che con gli uomini non ho mai provato poiché forse, penso, è appannaggio delle relazioni tra donne. La nostra storia è finita per diverse ragioni, anche caratteriali. Ma, su tutto, ha inciso il fatto che lei non accettasse di avere una relazione con me, una donna. Aveva in mente un modello di famiglia tradizionale - un marito, dei figli - e troppa paura di 'deludere' la sua famiglia. Ha preferito dirmi addio”.

 

“Anche se mi piacciono, non riesco più a innamorarmi degli uomini”

“Ho sofferto molto quando la nostra storia è finita. Per un anno non ho voluto avvicinarmi a nessuno. Quando però mi sono sentita di nuovo pronta a innamorarmi, non sono riuscita ad allacciare una relazione stabile con un uomo. Sono uscita con diversi ragazzi, sono stata a letto con loro. Ma con nessuno mi è venuta voglia di approfondire la relazione, interrotta dopo un mese al massimo. L’incompatibilità partiva già dall’approccio conoscitivo, dai messaggi, dalle strategie che scattano tra uomo e donna ma che, almeno nel mio caso, non ci sono state tra donna e donna, in cui tutto era molto più semplice e spontaneo. Oggi penso che potrei innamorarmi nuovamente di una donna e anche stare con lei per tutta la vita, anche se il blocco a livello fisico non è del tutto passato. Però il punto è che gli uomini mi piacciono, li desidero sessualmente e vorrei tornare ad avere una relazione sana con un uomo. Riuscirò a farlo, qualora si presenti l'uomo giusto, in futuro?”.

 

Il parere dell’esperta

“Il racconto di Ginevra sembra mostrare una tra le infinite possibilità in cui affetti e sessualità, con tutto il corredo di desideri e bisogni che essi portano con sé, possano realizzarsi in modi anche inaspettati”, spiega la psicoanalista Laura Porzio Giusto. “Affettività e sessualità sono dimensioni (fluide) dell'esperienza che possono realizzarsi o non realizzarsi nell'incontro con qualcuno. È dunque la qualità di questo incontro e della relazione che le due persone insieme costruiscono a determinare la possibilità che essa sia o meno soddisfacente, sintonica, deludente o appassionante.

Dopo aver vissuto solo relazioni eterosessuali, a Ginevra capita di innamorarsi di una donna. Questi sentimenti e la relazione che via via si costruisce richiedono a Ginevra alcuni mesi per essere decodificati. È una novità inaspettata che irrompe nella sua vita e che, in quanto tale, probabilmente necessita di tempo per essere compresa e vissuta. Possiamo pensare che un evento di questo tipo muova equilibri interni della persona, propri aspetti identitari, interroghi i propri desideri, la dimensione sessuale della propria esperienza, l'immagine di sé e di sé in coppia, così come gli aspetti socializzati della propria sfera sentimentale e sessuale.

Ginevra si coinvolge poi molto intensamente in questo rapporto e soffre altrettanto intensamente per la sua rottura”, commenta l’esperta. “Se le motivazioni che spingono la sua partner a interrompere la relazione fanno pensare ai temi dell'omofobia e delle conseguenti difficoltà, sul piano personale e sociale, a vivere una relazione con una persona dello stesso sesso, Ginevra dice invece di non avere difficoltà a immaginare di innamorarsi di un'altra donna e a costruire con lei una relazione stabile. Al contempo, però, continua a sentirsi attratta dagli uomini e a desiderare una relazione eterosessuale ma, dopo la fine di quel rapporto, trova queste frequentazioni deludenti e insoddisfacenti”.

'In questa insoddisfazione che provo, quanto ha inciso l’essere stata con una donna? Riuscirò ancora ad apprezzare la relazione con un uomo?', si chiede Ginevra. Domande su cui bisogna forse riflettere bene prima di poter trovare ad esse delle risposte”, continua la specialista. “Verrebbe da dire che ogni esperienza è potenzialmente trasformativa e dunque capace di incidere sulle esperienze successive. Lo è stata la relazione con questa donna, come lo sono state le sue precedenti e successive relazioni e frequentazioni con gli uomini.

Molte persone si pongono le stesse domande dopo la fine di una relazione significativa senza che siano presenti le tematiche relative all'orientamento sessuale. Come se, dopo aver vissuto un rapporto affettivamente molto intenso e soddisfacente, ci si chiedesse se sarà possibile realizzare un altro incontro altrettanto significativo. Quando Ginevra parla di un 'approccio conoscitivo', 'strategie che scattano tra uomo e donna' e che, nel suo caso, non ci sono state tra donna e donna, potremmo forse pensare che stia parlando di modalità relazionali che ha scoperto essere desiderabili o non desiderabili per sé, non strettamente dipendenti dal genere del/della partner.

La relazione con questa donna sembra averle fatto conoscere aspetti di sé, bisogni e desideri, modalità di stare in coppia che hanno suscitato in lei emozioni intense e positive, facendole sperimentare un alto grado di soddisfazione all'interno della relazione”, conclude Laura Porzio Giusto. “La questione sembra quindi ruotare intorno a ciò che Ginevra può sentire come soddisfacente, quale qualità relazionale è per lei importante e quale incontro, dunque, sarà capace di farla nuovamente innamorare”.