VERSO L'ESTATE

Sole, melanina e abbronzatura: 10 miti da sfatare

L'abbronzatura equivale a una protezione SPF 4. Per la giusta dose di vitamina D bastano 20 minuti al sole 3 volte a settimana. L'acne è solo "camuffata" con la pelle scura... Qui trovate queste e altre verità su esposizione solare e fotoprotezione: che rispondono alle domande più frequenti cercate su Google e chiarite dagli esperti una volta per tutte
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"Il sole fa bene ai capelli", "il sole fa male ai capelli", "il sole fa bene ai brufoli", "il sole fa male ai brufoli", "il sole fa bene alla pelle", "il sole fa male alla pelle": che ci sia confusione sugli effetti del sole e dell'abbronzatura è chiaro già dalle contradditorie ricerche Google. Avere una pelle più scura, che produce più melanina, aiuta a proteggersi dal sole? Quanto sole devo prendere per assumere la giusta dose di vitamina D? I raggi Uv infiammano o migliorano l'acne?

Queste sono alcune delle domande più frequenti che ci facciamo (o meglio, che facciamo a Google): di seguito facciamo chiarezza su questi e altri 'tormentoni' sfatando alcuni dei falsi miti più comuni sull'esposizione al sole con l'aiuto della dottoressa Valentina Amadu, specialista in dermatologia e venereologia (oltre che tricologa, allergologa e medico estetico), e della dottoressa Elisabetta Fulgione, specialista in dermatologia e venereologia presso la Clinica Dermatologica dell’Università Luigi Vanvitelli di Napoli.

1. Il sole fa bene alla pelle e alla salute

FALSO E VERO. Per quanto riguarda le patologie della pelle, "il sole aiuta a migliorare la psoriasi, la dermatite seborroica e la dermatite atopica, ma può scatenare infezioni come l'herpes simplex e peggiorare o riacutizzare alcune malattie cutanee come la rosacea, il lupus, l’orticaria solare e il melasma", spiega la dottoressa Amadu. Tra gli altri aspetti benefici, i raggi Uv "stimolano la sintesi di vitamina D (che riduce il rischio di sviluppare diabete, malattie autoimmuni, infezioni, tumori) e la produzione della serotonina, neurotrasmettitore che aiuta a calmare l’ansia e lo stress". Di contro però, può causare danni agli occhi, immunodepressione, eritemi, scottature, rughe e melanoma.

2. Evitare il sole è la scelta più sicura

FALSO. L'esposizione al sole può portare benefici a patto che sia sicura. "La ricerca ha dimostrato senza dubbio che non bisogna evitare il sole, ma che è possibile trovare un equilibrio tra gli effetti benefici e i rischi dei raggi UV: evitare esposizioni full immersion e applicare le protezioni solari per ridurre i danni, infatti, non riduce l’effetto benefico dei raggi. Per esempio, basta una passeggiata di 20 minuti al giorno in primavera, con il 25% della nostra pelle scoperta per stimolare la dose di vitamina D di cui abbiamo bisogno", spiega la dottoressa Fulgione.

 

3. Il sole migliora l'acne

FALSO. "L’abbronzatura camuffa le imperfezioni rendendole meno visibili, ma il miglioramento è solo apparente, in quanto il sole può determinare la comparsa di punti neri (comedoni) a causa dell’ispessimento dello strato corneo. Per questo chi ha l'acne deve esporsi al sole in maniera controllata, preferibilmente nelle prime ore del mattino o nel tardo pomeriggio, utilizzando una fotoprotezione non comedogena specifica per pelli acneiche ed evitando l’esposizione diretta dei raggi UV al fine di evitare la formazione di macchie e cicatrici", si raccomanda la dermatologa Valentina Amadu.

4. Abbronzatura e fototipo scuro funzionano come protezione naturale

FALSO. La melanina protegge in parte dal sole ma non rende immuni dai suoi effetti nocivi. "La fotoprotezione è fondamentale anche nei soggetti con fototipo 4-5-6 che si abbronzano intensamente dopo poche esposizioni senza scottarsi e anche quando si è abbronzati, in quanto la pelle scura è più protetta dalle scottature, ma non dal danno ossidativo e dal fotoinvecchiamento", spiega Amadu. In particolare, secondo le parole della dottoressa Fulgione "l’abbronzatura, da molti considerata come una protezione 'naturale', in realtà è comparabile a una fotoprotezione con fattore SPF 4".

 

5. I nei necessitano di una protezione extra rispetto al resto della pelle

FALSO. "I nei sono naturalmente protetti dal sole grazie alla melanina che li rende pigmentati, non hanno bisogno di una protezione extra. Di contro, è importante proteggere uniformemente tutta la pelle, soprattutto nelle persone più chiare per evitare le scottature. Il melanoma, infatti, insorge nel 70% dei casi su una cute sana e solo nel 30% dei casi si associa a nei preesistenti", chiarisce Elisabetta Fulgione.

6. Serve tanto sole per stimolare la produzione di vitamina D

FALSO. "Per produrre un’adeguata quantità di vitamina D basta esporre al sole per circa 20 minuti 3 volte a settimana una zona estesa del corpo (ad esempio gambe e braccia)", spiega la dottoressa Amadu. "Il ruolo della vitamina D è stato rivalutato negli ultimi anni, acquisendo grande importanza, oltre che per la sua azione sul metabolismo osseo, soprattutto per la sua attività immunomodulante e antinfiammatoria. Inoltre, la vitamina D contribuisce al mantenimento dell’integrità della barriera cutanea, svolgendo un’importante funzione preventiva nei confronti di microrganismi patogeni. Infine, adeguati livelli di vitamina D contribuiscono anche al benessere dei capelli".

7. Se negli anni prendo tanto sole posso modificare il mio fototipo

FALSO. "Il fototipo non si può modificare, in quanto dipende dalle caratteristiche individuali come il colore degli occhi, dei capelli e della pelle, e dalla capacità di scottarsi". Vero però che la pelle va "abituata" al sole con esposizioni graduali: "Consiglio di esporsi gradualmente, per circa 20-30 minuti i primi giorni, aumentando progressivamente l’esposizione, ma sempre applicando la protezione solare ed evitando le ore centrali della giornata", si raccomanda la dermatologa Amadu.

 

8. Se ho avuto un melanoma non devo cambiare il modo di proteggermi

FALSO. "I pazienti con storia di melanoma dovrebbero triplicare le cautele nei confronti dell’esposizione solare", si raccomanda Valentina Amadu. In particolare, aggiunge la dottoressa Elisabetta Fulgione, "occorre evitare le ore più calde, tra le 11 e le 16, applicare la fotoprotezione ad ampio spettro SPF 50 o 50+ almeno 20 minuti prima di esporsi al sole, nelle giuste quantità e uniformemente su tutto il corpo, ricordandosi di riapplicarla ogni 2/3 ore".

9. Proteggersi troppo dal sole inibisce la produzione di melanina

FALSO. "Proteggere la pelle in modo adeguato non significa inibire la produzione di melanina, ma semplicemente sviluppare un’abbronzatura in maniera più lenta, ma sana e duratura. Per aiutare lo sviluppo delle melanina endogena sono utili integratori orali a base di Zinco, Vitamina B, C, D ed E, da assumere un mese prima dell’esposizione solare per poi proseguire per tutto il periodo estivo", consiglia Valentina Amadu.

 

10. Se scelgo un SPF molto alto posso applicarlo meno spesso

FALSO. Uno degli errori più comuni è quello di scegliere un prodotto con SPF alto e applicarlo una sola volta: "Il numero elevato della protezione non prescinde dalla necessità di riapplicare il prodotto. La crema infatti va applicata ogni 2/3 ore e, se facciamo un bagno, stiamo seduti vicino all’acqua o sulla neve ancora più spesso", conclude la dermatologa Elisabetta Fulgione.