Mindfulness
(i-Stock) 

Il respiro e l’arte di lasciare andare le emozioni negative che ci opprimono

Da un periodo difficile sul lavoro a un amore finito male che non si riesce a dimenticare, non sempre è facile scrollarsi di dosso i pensieri che ci appesantiscono. Ma seguendo i consigli di Rossella Forastiero, yoga e Mindfulness coach, ritrovare l'armonia si può. Cominciando dal respiro

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Un amore andato a male difficile da dimenticare. Una delusione lavorativa che ancora brucia. Un’amicizia che ci ha tradito e che non riusciamo a perdonare. Ma anche la rabbia, la paura e l’angoscia e tutto quel pesante bagaglio di emozioni negative che ci impediscono di procedere nella nostra vita con un animo leggero e propositivo. Per mollare questi fardelli tossici si dovrebbe imparare a lasciare andare. Più facile a dirsi che a farsi.

Eppure, se si apprende l’arte del far fluire, dello scorrere assieme alla vita con consapevolezza e determinazione, tutto torna ad essere armonico e affrontabile. Problemi inclusi. “Nella Mindfulness si impara a lasciare che le cose siano come sono, invece di accantonarle continuando a portarsele dentro. Quest’arte che deriva dalle antiche tradizioni orientali insegna ad accogliere e liberarsi. Si basa quindi sulla consapevolezza e sull’accettazione, da non confondere con la rassegnazione”, spiega Rossella Forastiero, yoga e Mindfulness coach. “Questo fa scorrere via non solo i dolori provenienti dal passato, ma anche lo stress e la paura verso il futuro”.

Lasciare andare è quindi un invito a sganciarsi dalle situazioni che non ci fanno bene, a distaccarsi con cognizione da tutto ciò che in qualche modo non è più utile e funzionale per la nostra felicità. Impegnativo? Sì ma non impossibile. Ne abbiamo parlato con l’esperta che ci ha spiegato l’utilità di questa “arte” e come il respiro possa essere un ottimo strumento per metterla in pratica. 

Perché è così difficile lasciare andare, anche se si tratta di relazioni o contesti che ci fanno soffrire? 

“Non è facile perché è nella natura umana aggrapparsi a persone, abitudini, emozioni e pensieri che sono parte del nostro quotidiano. Essendo un’arte va appresa e praticata con costanza e diligenza, fino a farla diventare uno stile di vita. Ognuno ha i propri tempi e i propri ritmi: bisogna rispettarli ed evitare di giudicarsi. È questo il migliore approccio per rendere questo insegnamento utile ed efficace”. 

Quanto è importante imparare a lasciar andare? 

“È sinonimo di liberazione. Quando non ci si aggancia più e ci si stacca da determinate sensazioni e modi di pensare, non ci si fa più governare da questi. Si finisce di rimuginare, di continuare a reiterare la sofferenza, e si inizia a osservare la dinamica delle cose, il modo in cui ci approcciamo al mondo. Ci mettiamo al comando della nostra vita e iniziamo a vedere quello che accade con consapevolezza. Tutto, anche i problemi, diventano occasioni per conoscerci meglio. Si esce dallo schema “buoni o cattivi” e si considera ogni cosa solo come utile o non utile per il nostro benessere”.

In che modo praticare la Mindfulness ci aiuta a far fluire le cose e favorisce il distacco? 

“Yoga e Mindfulness sono la stessa cosa nel senso che non esiste uno yoga non consapevole. Mindful significa essere presenti dentro di noi e attraverso la pratica degli asana, la meditazione e il pranayama – cioè il controllo e l’estensione del respiro – andiamo dentro di noi, ci guardiamo, conoscendoci consapevolmente. Con questo viaggio interiore impariamo a vedere i nostri pensieri, le nostre resistenze e tutte quelle situazioni di ostacolo ed attaccamento. Solo volgendo lo sguardo dentro senza giudicarci riusciamo a percepire i segnali che il corpo ci manda e capiamo com’è strettamente coinvolto con ciò che pensiamo. Grazie a questa presa d’atto e all’essere presente a noi stessi riusciamo chiaramente a comprendere quali sono le aree della nostra vita in cui siamo bloccati, intrappolati, quelle zone in cui agire con l’arte del lasciar andare”. 

Il respiro può essere un valido aiuto? 

“Certo, perché grazie al pranayama che insegna una respirazione consapevole, impariamo anche fisicamente a buttare fuori, a non trattenere e a liberarci da tutti i ganci mentali. Il flusso del respiro abbinato al movimento ci guida a far scorrere e svanire tutto quello che troviamo di scomodo nel corpo e nella mente”. 

 

Vuoi provare? Ecco un esercizio pensato per te da Rossella Forastiero

- Siediti in una posizione con la schiena dritta e il petto aperto. Chiudi gli occhi e fai tre bei respiri profondi. 

- Inizia a respirare con calma, ascoltane il flusso e il suono: l’inspirazione dà una nuova energia fresca; mentre l’espirazione va a raccogliere tutte le rigidità, pensieri tossici, dolori e blocchi mentali che incontra e li spazza via dal corpo e dalla mente un po’ per volta, senza fretta. 

- Inspirando fai in modo che l’aria entri attraverso le narici e porti l’energia, l’ossigeno vada giù nel petto fino all’addome. Espirando invece raccoglie come un vortice i sentimenti, i pensieri del momento e piano piano li trascina via con sé. 

- Puoi visualizzare il flusso del respiro con un colore o con un suono. Oppure come un flusso d’aria o d’acqua. Immagina il percorso che fa, cosa porta dentro di te e come ti purifica.  

- Respira in modo costante seguendo il tuo ritmo e osservando quello che accade nel tuo corpo e nella tua mente. Se ci sono dei pensieri che vengono a disturbarti o delle tensioni fisiche, guardali senza giudicarli. Semplicemente accoglili perché fanno parte della tua vita e sarà il respiro ad aiutarti a farli fluire fuori. 

- Questo respiro consapevole del lasciar andare, ha ancora maggior beneficio se associato al movimento. Nello yoga la maggior parte delle pose con flessione del busto in avanti aumentano la consapevolezza, lasciando andare in maniera ancora più intensa i brutti pensieri.