Tatuaggi, è boom per riemergere dalla pandemia. Nonne e nipoti unite dai tattoo

Non ci sono più limiti di età e sono le donne a guidare l'impennata di un settore che dal 2012 a oggi è aumentato del 376%. "Subito dopo il lockdown siamo stati presi d'assalto dai clienti. C'era voglia di imprimersi sulla pelle un simbolo di rinascita". Parola de La Bigotta, tatuatrice con studio a Milano e seguito internazionale sui social. Dati, storie e immagini per raccontare chi c'è dietro a questo business

(grafici ed elaborazioni foto a cura di Gedi Visual)
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Alessandro Bonacorsi, conosciuto come Alle Tattoo, sta disegnando un teschio messicano sul torace di un ragazzo di 19 anni. "Lavoro 14 ore al giorno, la richiesta è tanta e subito dopo il lockdown è aumentata. Fra i miei clienti, c'è chi si è tatuato nomi di parenti morti per il Covid, le iniziali di fidanzati conosciuti online, la data del vaccino o anche mascherine. Ogni momento della pandemia è stato impresso sul corpo come fosse un album di fotografie". Bonacorsi, classe '75, ha iniziato a tatuare da adolescente. "A 13 anni mia madre, una disegnatrice della Panini, mi ha portato a Londra e lì per la prima volta sono entrato in un negozio di tattoo. Il rumore della macchinetta mi ha catturato". Da allora Bonacorsi, che su Instagram ha più di 370mila follower, ha girato il mondo per convention aggiudicandosi diversi premi, nel suo studio a Modena riceve una clientela internazionale e sta lavorando al progetto del MAT75, il museo del tatuaggio "più grande del mondo" che nascerà a Limidi di Soliera (provincia di Modena) entro l'anno. "Quando ho iniziato io questo lavoro non era considerato una professione, adesso è diventato quasi normale avere un amico tatuatore".

In Italia, secondo gli ultimi dati di Unioncamere aggiornati al 30 giugno 2021, ci sono 6324 attività di tatuaggi e piercing. Nel 2012 erano 1328, il che si traduce con una crescita vertiginosa del 376%. La regione che ne ha di più è la Lombardia, con 1374 negozi, segue il Lazio, con 677, terza la Toscana, con 573. Ultima in classifica la Valle D'Aosta, che ne conta 14.

L'avanzata delle donne

Sul totale delle imprese di tatuaggi, il 43,6% è gestito da under 35 e il 37,2% è gestito da donne, una percentuale alta se si considera che l'incidenza femminile sul totale delle imprese italiane è del 22%.

"E pensare che solo 9 anni fa era tutta un'altra storia". A parlare è Anna Neudecker, in arte La Bigotta, nome scelto perché - come spiega ridendo - "sono tutt'altro che una bigotta". Nata in Germania, cresciuta a Roma, un passato da restauratrice, a 30 anni il marito le regala una macchinetta da tatuaggio che lei inizialmente guarda con sospetto. Un anno più tardi, con l'aiuto di un tutorial, ci si cimenta e scopre il suo talento. Inizia a cercare lavoro in alcuni studi romani, ma i titolari - tutti maschi - le chiedono "Vuoi un posto come segretaria, non come artista, vero?". Fra i tanti no, le parole di un tatuatore sono un'epifania: inventa qualcosa di nuovo, perché il mercato è saturo. Si concentra sul surrealismo e sull'arte vittoriana e da lì nasce il suo stile: in bianco e nero, onirico, straniante, vintage.

"Trovai uno studio a Roma dove pian piano ho iniziato a proporre le mie nuove illustrazioni, come le donna-nuvola e la donna-rosa, e proprio in quel momento ho aperto la pagina Instagram. In 5, 6 mesi ero piuttosto conosciuta. Poi mi sono trasferita a Milano per il lavoro di mio marito e la mia carriera è esplosa". Neudecker ha aperto a Milano Casa Bigotta e dà lavoro ad altre due donne. La pandemia non ha rallentato la sua attività: "Appena abbiamo riaperto dopo il lockdown siamo state sommerse di richieste. Le persone hanno avuto tempo evidentemente di riflettere, di pensare a cosa imprimersi sul corpo. C'era molta voglia di rinascita. C'è un tatuaggio che da 9 anni ripeto uguale: la tuffatrice, che simboleggia appunto un cambiamento nella vita. L'avrò tatuata almeno duemila volte. Siamo un esercito di donne-tuffatrice"

Chi sono i tatuati

Secondo un'indagine dell'Istituto Superiore di Sanità conclusa nel 2015, in Italia ci sono 6,9 milioni di persone tatuate, ovvero il 12,8% della popolazione, percentuale che sale al 13,2% se si considerano anche gli ex-tatuati. I tatuaggi sono più diffusi tra le donne (13,8% delle intervistate) rispetto agli uomini (11,7%). Gli uomini preferiscono tatuarsi braccia, spalla e gambe; le donne soprattutto schiena, piedi e caviglie.

Cantanti, attori, sportivi, politici, vicini di casa, colleghi: i tattoo sono sempre più diffusi. "Io ho clienti che fino a 10 anni fa non si sarebbero mai fatte fare un tatuaggio, signore della Milano bene", dice La Bigotta. "L'altro giorno - racconta Alle Tattoo- sono entrate nel mio studio una nonna di 94 anni, la figlia 60enne e la nipote di 18 anni. Nonna e madre si sono fatte tatuare le iniziali del nome della ragazza, la ragazza le iniziali della mamma".  
 

L'evoluzione del tatuaggio

Paolo Core, fondatore dell'Associazione Tatuatori, ha iniziato a tatuare negli anni Novanta quando "nell'immaginario collettivo il tatuaggio era legato a marinai, galeotti, dandy". L'immagine di Marcell Jacobs trionfante ai Giochi Olimpici con il corpo corazzato da disegni secondo Core è un'ulteriore testimonianza dello sdoganamento dei tattoo nella società. "Il rischio - avvisa - è che diventi quasi un segno di omologazione e invece l'inchiostro sulla pelle è una traccia di sé. Non stiamo parlando di un motorino che a fine estate rivendi. Chi si fa un tatuaggio dovrebbe avere come primo pensiero la consapevolezza che lo avrà sul corpo per il resto della vita, quindi deve pensare bene al soggetto, rivolgersi all'artista migliore per quel tipo di soggetto, a un professionista che rispetti gli standard igienici. Purtroppo durante la pandemia c'è stato un proliferare di abusivi".

 

Da 21 anni Core è il direttore artistico dell'International Tatoo Expo Roma, che quest'anno si tiene nella capitale l'8, 9 e il 10 ottobre. "La manifestazione -spiega- è nata quasi per gioco, in un momento in cui nel sud Italia ancora non c'era nulla del genere. Oggi è un punto di riferimento internazionale". Sul sito dell'International Tattoo Expo, scorrendo le biografie degli oltre 200 tatuatori invitati, si scopre che tanti di loro arrivano dalle Accademie di Belle Arti, alcuni si esprimono anche su tela.

 


"Il costo di un tatuaggio - precisa Core - va dai 60 euro in su. Tu stai pagando un'esperienza di minimo dieci anni in cui l'artista si è formato. Ore e ore spese in ricerca e a disegnare. Ci sono tantissimi stili: traditional rivisitato diventato neo-traditional, iperrealismo, lettering, tribale, bianco e nero. Bisogna specializzarsi".


La moda dei micro tatuaggi


La grande offerta di stili è anche figlia di una attrezzatura sempre più sofisticata che permette di realizzare disegni un tempo impensabili. "La moda del momento - spiega La Bigotta - è quella di tatuaggi molto più piccoli, molto più chiari. Si usano inchiostri non neri ma grigi. Grazie alle strumentazioni di ultima generazione ormai si possono fare disegni molto dettagliati che non diventino macchie con il passare degli anni. Per esempio Miley Cyrus ha un braccio molto tatuato ma non sembra esserlo a prima vista proprio grazie a queste tecniche.

Miley Cyrus 

Le storie dietro ai tatuaggi

Bonacorsi, Cotature e Neudecker insistono su un punto: i tatuaggi devono raccontare una storia, essere la testimonianza di un vissuto. "Io dalla gamba al piede ho più disegni che formano un unico tatuaggio, sono i capitoli di una storia, non potrei mai cancellarne uno, sarebbe come strappare delle pagine", afferma Core. Neudecker racconta che l'ultima cliente entrata nel suo studio le ha chiesto di tatuarle una balena grande e una piccola, simbolo - spiega - "dell'amore per il figlio: la mamma balena infatti accudisce per parecchi anni il proprio piccolo". Tra i 93 tatuaggi sul suo corpo, La Bigotta ha una cane, "rappresenta la mia Molly", il volto di Billie Holiday, "la adoro", una matrioska, "le colleziono", e tantissimi fiori e farfalle, "sono un'appassionata di botanica, di natura".

Bonacorsi dice di aver conosciuto Angelina Jolie negli Stati Uniti. "Mi voleva incontrare perché avevo vinto il Guinnes dei primati per il tatuaggio più alto del mondo: sull'Everest mi ero disegnato sul polpaccio Ganesha, il Dio indù dalla testa di elefante che per me rappresenta il rispetto della vita. Abbiamo parlato dei suoi tatuaggi e mi ha spiegato che rappresentano quello che l'ha segnata nella vita. Questa concezione mi piace. Ho incontrato anche Mike Tyson, mi ha detto che si è fatto il tatuaggio in faccia per sembrare più cattivo e questa sua motivazione non mi ha soddisfatto. Io credo che i tatuaggi sul viso siano un'esagerazione. Tanti ragazzini che fanno trap mi sembra che li scelgano per fare parte di un mondo, ma tra qualche anno potrebbero pentirsene".