Awa Meit (photo coralieCOCO)
Awa Meit (photo coralieCOCO) 

‘Swinging Africa’: alla scoperta dei nuovi protagonisti della moda africana

Giovani e talentuosi designer stanno tessendo una nuova estetica invitandoci ad allontanarci, una volta per tutte, dai vecchi cliché legati al continente

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La moda africana contemporanea più autentica, raccontata attraverso le parole di Emmanuelle Courrèges, giornalista moda e reporter, e immagini straordinarie.
In ‘Swinging Africa. Le continent mode’ edito da Falammarion la voce narrante è decisamente degna di nota: Courrèges infatti ha trascorso i primi 20 anni di vita tra Camerun, Senegal e Costa d'Avorio, dove ha sviluppato una profonda conoscenza delle tradizioni artistiche dei vari paesi, prima di trasferirsi a Parigi, dove tuttora vive, e aprire la sua agenzia LAGO54 al fine di rappresentare e promuovere i più influenti e talentuosi stilisti africani.
Certo, come lei stessa scrive in apertura «Poter raccontare della moda africana di cinquantaquattro stati, spesso così tanto diversi tra loro, sarebbe impossibile. Il mio obiettivo è piuttosto quello di descrivere l’evoluzione dello stile e la nuova ondata di creatività che ha investito l’intero continente negli ultimi 20 anni. Stilisti e fotografi, make-up artist e modelli/e sono tutti attori di una “Swinging Africa” le cui vibrazioni stanno scuotendo e influenzando il mondo intero».

La copertina di Swinging Africa
La copertina di Swinging Africa 

Questo processo è senza dubbio sotto gli occhi di tutti. Benché l'Africa non abbia mai smesso di ispirare la moda occidentale, basti pensare a Yves Saint Laurent, fino agli inizi degli anni 2000 nei circoli della moda internazionale non erano presenti brand africani. Negli ultimi decenni invece assistiamo alla presenza di diversi designer di successo come Kenneth Ize, Thebe Magugu (vincitore del Premio LVMH nel 2019) e Maxivive. Nel campo dell’alta moda troviamo poi Imane Ayissi, ex ballerino e stilista molto stimato, maestro del «savoir-faire» e grande conoscitore della tradizione tessile del suo paese, il Camerun, e non solo, ritenuto il pioniere di questo nuovo flusso artistico.

L’Afro Fashion Week Milano è giunta alla sua settima edizione e brand come Ahluwalia, Orange Culture Nigeria e Logos Space Program vengono osannati dalle più importanti riviste di moda a livello internazionale.
Senza dubbio le passerelle delle settimane della moda di Dakar, Lagos e Johannesburg, che hanno sempre più seguito, raccogliendo i migliori stilisti provenienti da tutto il continente africano, hanno giocato un ruolo importante nello sviluppo di un nuovo prêt-à-porter, ma un grande riconoscimento va dato anche a imprenditori ‘visionari’ e promettenti come Reni Folawiyo. Il suo concept-store di lusso e lifestyle Alara progettato dall'architetto britannico-ghanese David Adjaye è diventato in pochi anni una meta imprescindibile per gli appassionati di moda di tutto il mondo.
L’obiettivo principale che lega tutti i designer è quello di poter affermarsi maggiormente a livello internazionale e non soltanto locale, partecipando alla trasformazione di un settore che sta ancora lottando contro la debolezza delle infrastrutture tessili, la mancanza di figure professionali adeguate e una manodopera locale non qualificata.

Bintu Bleu (Photo Olivier Marty)
Bintu Bleu (Photo Olivier Marty) 

Un obiettivo condiviso dall’autrice del libro, che durante il periodo vissuto in Africa ha avuto l’opportunità di frequentare Chris Seydou, uno dei più rappresentativi stilisti dell’africa occidentale degli anni ’80. Courrèges nel 2017 ha deciso di aprire un’agenzia di comunicazione con il desiderio di spazzare via i vecchi cliché che equiparano la moda africana semplicemente ai tessuti Wax, dimenticando che l'Africa ‘ribolle’ di una creatività straordinaria e di alto livello. «Per anni osservavo ammirata il lavoro di designer eccezionali - racconta - ma non potevo scriverne su riviste, perché non avevano un punto vendita in Europa». Per fortuna la situazione si sta evolvendo molto rapidamente negli ultimi anni e in rete, così come sulle riviste di moda, notiamo che viene dato sempre più visibilità a fashion designer, così come modelle e artisti ‘a tutto tondo’ provenienti dall’Africa. Una tendenza in crescita che beneficia senza dubbio del nuovo approccio ‘sostenibile’ della moda che dà sempre più valore a termini quali ‘slow fashion’ e inclusione.
Tra i marchi più ‘cool’ del momento troviamo le favolose borse AAKS, i sandali Ifele o i copricapi di Lafalaise Dion, i gioielli del sudafricano Pichulik o dell'ivoriano Rokus London, che fanno impazzire anche Beyoncé.

Selly Raby Kane (Photo Jean-Baptiste Joire)
Selly Raby Kane (Photo Jean-Baptiste Joire) 

Zineb Casablanca 2020 by Joseph Ouechen
Zineb Casablanca 2020 by Joseph Ouechen 

Imane Ayssi - Akouma 2020
Imane Ayssi - Akouma 2020