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Giovani coppie sempre più in terapia

Photo by Etienne Boulanger on Unsplash
Photo by Etienne Boulanger on Unsplash 
Dal trattamento alla prevenzione: sempre più giovani nel mondo chiedono aiuto a un terapeuta per partire con il piede giusto nella propria relazione di coppia e mettere a fuoco gli obiettivi di impegno e fedeltà
3 minuti di lettura

Altro che bamboccioni, i giovani contemporanei hanno capito che rivolgersi a uno specialista può fare la differenza nella vita di coppia. Secondo l’American Psychiatric Association, infatti, il 37% degli Under 25 (Generation Z) e il 35% degli Under 40 (Millennials) fa ricorso a un terapeuta per navigare fin dall’inizio le relazioni di coppia. Invece di soffrire in una relazione come hanno visto fare ai loro genitori, i giovani e i giovanissimi trattano la salute mentale al pari di quella fisica e investono sulla prevenzione. In media, riferisce il Guardian che pubblica un articolo sull’argomento e cita i dati del Gottmann Institute, il centro americano specializzato nello studio delle dinamiche dei matrimoni, le coppie sposate aspettavano sei anni prima di rivolgersi a un professionista con cui affrontare i loro problemi. L’alleggerimento del pregiudizio sulla salute mentale ha accorciato drasticamente i tempi. Complici personaggi pubblici come Chrissy Teigen e Adele che hanno confessato di aver sofferto di depressione post partum, Demi Lovato che ha fatto coming out sul disordine bipolare, Michael Phelps che ha parlato apertamente di ADHD e del Principe Harry che ha raccontato la sua battaglia durata vent’anni con il trauma della perdita della madre, la salute mentale non è più un tabù. Addirittura, su Tik Tok, l’hashtag #mentalhealth ha totalizzato oltre venti miliardi di views lo scorso anno. “C’è dell’orgoglio e anche un senso di essere cool nel ricorrere alla terapia - ha raccontato al NY Post la psicologa Jessica January Behr -. È una scelta che dimostra che la coppia è riflessiva ed emozionalmente aperta, due valori a cui la Generazione Z tiene molto”. In Italia, siamo ancora agli albori: “Le coppie che ricorrono alla terapia in fase di costruzione del rapporto sono ancora poche, purtroppo”, racconta il dottor Giuseppe Iannone, psicologo, psicoterapeuta e sessuologo (www.guidapsicologi.it). “C’è anche un falso mito sulla terapia di coppia e cioè che in terapia si vada soltanto per “aggiustare” le relazioni “rotte”. In realtà, la terapia di coppia può servire come fase di accompagnamento sia all’inizio e sia alla fine di una relazione”.

Bye-bye Bella Addormentata

 

Ma cosa cercano le giovani coppie che siedono insieme sul lettino del terapeuta? “Quando due persone si incontrano, a incontrarsi non sono solo due individui ma due storie, ciascuna caratterizzata da determinati valori, visioni del mondo, obiettivi e progetti. Nell’incontro con l’altra persona possiamo dare per scontato che la persona condivida i nostri modi di essere o possiamo illuderci di poter comunque cambiare il nostro partner”, osserva l’esperto. Nulla di più sbagliato. “La magia della relazione sta proprio nell’incontro tra due mondi che si fondono senza confondersi. Il rispetto della specificità di ciascun individuo all’interno della coppia è uno degli ingredienti di una relazione di successo”. A dispetto della mistica dell’amore a prima vista propagandata dalle favole e da Hollywood, le giovani coppie contemporanee hanno capito l’importanza di evitare disaccordi immaturi e per questo chiedono l’aiuto di un esperto. “L’impegno e la fedeltà sono i due elementi più importanti”, conferma il dottor Iannone. I giovani hanno sete di un amore autentico, incondizionato, che sappia andare al di là delle difficoltà e dei momenti di crisi”, osserva il dottor Iannone. “Forse proprio perché viviamo in una società in cui anche l’amore è ridotto sempre più spesso a un contratto a progetto o a tempo determinato, riemerge un sano desiderio di relazioni vere, mature e responsabili. Dal partner ci si aspetta un’accoglienza che sappia bypassare gli inevitabili momenti di down che ogni coppia vive”.

Cambi di paradigma

 

La verità è che le coppie solide non hanno semplicemente chiarito quale sia l’approccio comune all’esistenza, ma hanno anche sviluppato modalità di comunicazione efficaci per la risoluzione dei conflitti nella vita a due. “Nella coppia giovane, i limiti maggiori nella comunicazione sono legati alla mancanza di discernimento. Troppo spesso, infatti, le coppie si scelgono quasi esclusivamente a partire da una semplice attrazione fisica e, nel migliore dei casi, da qualche qualità che si intravede nell’altro. Occorrono invece tempo e un acume particolare per maturare la certezza che la persona che ho davanti sia quella giusta, non perfetta”. Rispetto alle generazioni precedenti, infatti, i giovani contemporanei hanno una scelta di partner potenzialmente infinita, addirittura a livello planetario. “Tante persone in terapia mi raccontano della loro riluttanza nel scegliere una persona come compagna di vita per timore di sbagliare. L’abbondanza di opzioni genera angoscia e dubbio”. Nel conto  rientra anche il fatto che i ruoli si siano fatti più fluidi: “Osservo che sempre più ragazzi e ragazze vivono con difficoltà lo switch epocale legato ai ruoli. Da un lato alcune donne lamentano di non riuscire più a trovare “uomini che sappiano fare gli uomini” nel senso classico del termine. Alcuni uomini, a loro volta, si lamentano del fatto che le loro compagne siano sempre meno femminili, nel senso classico del termine”.

Lavoro introspettivo

 

Una fra le competenze chiave che le coppie possono imparare rivolgendosi a un terapeuta è prestare attenzione ai bisogni emotivi del partner e applicare strategie comunicative ad hoc per iniziare una conversazione, condividere il proprio punto di vista, utilizzare modalità empatiche di ascolto. Proprio perché molto spesso hanno già avuto l’occasione di confrontarsi con un terapeuta, i giovani contemporanei sono a loro agio con la necessità di fare lavoro introspettivo. Le coppie, a loro volta, sono consapevoli del fatto che si cresce e si evolve in due. “Un “amore” che guarda soltanto al proprio tornaconto, al piacere, al benessere e al proprio appagamento, diventa spesso un fuoco di paglia che, esaurita la “benzina” della spinta iniziale, si infrange sugli scogli del realismo - conclude Iannone -. La vera evoluzione di coppia, invece, avviene quando si è capaci di passare dal ricevere cura all’offrire cura. Amare significa sapersi decentrare, fare un cammino dall’io al noi. È questa la caratteristica principale di un amore maturo e pieno, di un amore che sa entrare in una relazione profonda con l’altro e donarsi senza ambiguità”.

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