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Chi era davvero Sissi? Una narcisista ossessiva, un'anima ribelle o una donna spezzata?

Sisi, interpretata da Devrim Lingnau nella serie tv di Netflix "L'imperatrice" (Courtesy Netflix)
Sisi, interpretata da Devrim Lingnau nella serie tv di Netflix "L'imperatrice" (Courtesy Netflix) 
La serie su Netflix "L'imperatrice" riaccende i riflettori sulla più contemporanea delle sovrane del passato: Elisabetta, duchessa di Baviera e imperatrice d'Austria. Se la tv la dipinge come una ribelle assetata di libertà, in patria, dove stanno per festeggiare il 175° anniversario dalla nascita, emerge un ritratto in chiaroscuro di una delle prime influencer della Storia
5 minuti di lettura

Una nuova serie su Netflix, L'imperatrice, riaccende l'interesse per Sissi, la duchessa di Baviera (eh sì, non era principessa) Elisabetta Amalia Eugenia di Wittelsbach che diventa imperatrice d'Austria e regina di Boemia e Croazia dopo il matrimonio con Francesco Giuseppe il 24 aprile 1854 e muore assassinata nel 1898, per mano di un anarchico italiano.

Courtesy Netflix
Courtesy Netflix 

Personaggio leggendario, grazie a libri e film che l'hanno raccontata, da Ludwig di Visconti al recente Corsage presentato al festival di Cannes e a breve alla festa di Roma. Ma è la trilogia di Ernst Marischka, protagonista Romy Schneider, la serie di pellicole che contribuiscono di più alla costruzione nell'immaginario femminile di un'eroina dolce e romantica. Nella nuova serie, Sisi (con una sola esse) e Francesco Giuseppe hanno i volti di Devrim Lingnau e Philip Froissant, e i costumi sontuosi di Gabriela Reumer che ha aggiunto un tocco eccentrico allo stile dell'epoca e realizzato un magistrale abito da sposa ispirato all'originale.

Rispetto alla trilogia di Ernst Marischka, la fiction prende subito un'altra strada. E Sisi appare molto più reale e ribelle. Una donna in carne ed ossa, contemporanea nei suoi chiaroscuri, vicina per molti versi a Lady D, come lei sposa giovanissima, infelice (seppur per ragioni diverse) e influencer capace di crearsi uno stile per evadere dalla solitudine ed esistere. Entrambe sono accomunate da un triste epilogo. Eroine tragiche, eroine immortali. Sisi può forse essere considerata una delle prime donne femministe nella Storia: cercava di emanciparsi, di liberarsi dalle strutture del potere, di seguire la propria natura e non quella del ruolo imposto dalla sua funzione.

"Quello che mi interessava di più di Elisabeth era la dualità del suo personaggio", scrive la showrunner Katharina Eyssen nelle sue note di regia -  La serie la racconta all'inizio come una ragazza impulsiva che non viene presa sul serio perché non è disposta a ricoprire il ruolo che le è stato assegnato. A quel tempo era impensabile preferire scrivere poesie piuttosto che voler sposare un uomo ricco. È proprio questa forza resistente che l'ha resa così attraente nel corso degli anni fino a oggi. La nostra Elisabeth è una persona creativa, selvaggia e rivoluzionaria che non appartiene al suo tempo. Nonostante questo - o proprio per questo - un sovrano si innamora di lei".

L'anniversario

Il prossimo 24 dicembre in Austria si festeggerà il 175° l'anniversario dalla nascita di Elisabetta e già storici e giornalisti si interrogano su quale sia stato davvero il suo ruolo e che genere di persona sia stata veramente. Il ritratto, tutt'altro che idilliaco, infrange il mito patinato e un po' kitsch dell'eroina sognante "prigioniera" della Corte asburgica che oggi è motore di un fiorente turismo nella città di Vienna, tra gadget e castelli da visitare.

La più accanita picconatrice del mito è una donna: Brigitte Hamann, autrice di una serie di biografie sugli Asburgo che ha confessato, al magazine austriaco Profil, di essere "irritata dal cliché della sovrana oppressa perché non corrisponde alla realtà ed era stato alimentato dalla stessa Elisabeth con le sue poesie". Secondo la storica, appena partorito il figlio ed erede al trono Rodolfo, Sissi rifiutò il suo ruolo e cominciò a fare quel che le pareva. "Non fu mai costretta a fare rappresentanza. Era una grande egoista e tutt'altro che una vittima". La prova? Secondo gli storici dei 40 anni come sovrana, ne avrebbe passati solo sei a corte preferendo viaggiare, con la scusa della salute, dall'amata Grecia (si fece tatuare sulla pelle candida un'anfora e imparò la lingua) a Madera e dalla Svizzera alla Costa Azzurra. Hamann rincara la dose sostenendo che era una madre fredda e assente e che in età matura Elisabetta "curava" le sue depressioni con la cocaina che all'epoca veniva considerata una medicina. Per Hamann, la tristezza esistenziale che emerge dalle poesie ritrovate in Svizzera (tra il 1885 e il 1888) è "un lamento lagnoso e la testimonianza di ipersensibilità e autocommiserazione". Per la biografa austriaca non c'è dubbio: "Era egoista e terribilmente narcisista".

Giorgia Marras, che per il fumetto Sissi: Imperatrice, ribelle, donna, (Diabolo edizioni) ha fatto molte ricerche sull'argomento e ripercorso le tappe degli spostamenti di Elisabetta in giro per l'Europa non è d'accordo: "Indubbiamente era concentrata su di sé ma era un personaggio complesso, non certo la principessa delle favole evocata dalla trilogia di Ernst Marischka: voleva essere libera, scrivere versi, spostarsi di Paese in Paese, cavalcare... Quando ha capito che non poteva cambiare quello che aveva intorno ha iniziato a cambiare sé stessa".

La copertina del fumetto "Sissi, Imperatrice, Ribelle, donna" di Giorgia Marras, Diabolo edizioni, 736 pagine, 24 euro. Il libro ben documentato ha un'appendice finale la storia in sintesi di tutti i protagonisti, da Elisabetta d'Austria e Francesco Giuseppe a Sofia di Baveria e Rodolfo d'Asburgo
La copertina del fumetto "Sissi, Imperatrice, Ribelle, donna" di Giorgia Marras, Diabolo edizioni, 736 pagine, 24 euro.
Il libro ben documentato ha un'appendice finale la storia in sintesi di tutti i protagonisti, da Elisabetta d'Austria e Francesco Giuseppe a Sofia di Baveria e Rodolfo d'Asburgo 

Riflette Marras: "Era giovanissima quando è arrivata a Corte e non era pronta per quella vita piena di norme, principi, restrizioni. Cresciuta in campagna, a contatto con gli animali e la natura, era stata educata dalla madre senza coercizioni, e non da un precettore come accadeva in genere. D'altra parte, quella che si destinava al matrimonio con Francesco Giuseppe - e per quello era stata allevata - era la sorella, non lei. Anche il padre, era un personaggio sui generis: se infischiava delle convenzioni, aveva un'amante e una figlia illegittima". 

Il destino tragico

Certo è che la sua vita non fu tutta rose e fiori: "Per l'etichetta degli Asburgo, i discendenti appartenevano allo Stato e venivano educati come tali. Non era quindi per cattiveria che venivano cresciuti lontano dalla madre. Ma Elisabetta ha solo 18 anni quando partorisce il primo figlio e non sopporta le regole che le impongono di chiedere il permesso per vedere la piccola Sophie. È ancora una neonata quando decide di portarla con sé in viaggio. Ma quello spostamento è fatale: la bambina si ammala e muore innescando un dolore profondo e un processo introspettivo che non lascerà mai l'imperatrice. Anche perché, molti anni dopo, l'aspetta un nuovo dolore: il suicidio in circostanze mai completamente chiarite di un altro figlio, l'erede al trono Rodolfo.".

L'ossessione per sport e cura del corpo

Le fonti storiche descrivono Sissi come un'ossessiva dello sport e del movimento, "cosa rara per l'epoca", spiega Marras, "un'iper attività che sembra una punizione che si autoinfligge. Come il rapporto con l'alimentazione che forse oggi defineremmo anoressia",

Sissi si sottoponeva a regimi alimentari estenuanti e indossava corsetti strettissimi (ci voleva un'ora solo per stringerli) per mantenere il girovita di 46 centimetri. Aveva una cura della pelle e della persona minuziosa fino alla fissazione. Per esercitarsi il più possibile, nella reggia aveva creato persino una palestra. Annota il lettore di greco dell'imperatrice, Costantin Christomanos: "Sono arrivato proprio mentre si sollevava reggendosi agli anelli. Indossava un abito di seta nera con un lungo strascico orlato di magnifiche piume di struzzo. Non l'avevo mai vista in un abbigliamento così sfarzoso. Appesa agli anelli, faceva un'impressione fantastica: come una creatura per metà serpente e per metà uccello".

Come un'influencer di TikTok, Sissi si faceva spazzolare per tre ore al giorno ì capelli ramati lunghi fino alla vita, di cui era particolarmente orgogliosa, li lavava con una miscela di cognac e uova e li tingeva con l'indaco, beveva e si applicava intrugli per mantenere l'aspetto giovane. "Adora la sua bellezza come un pagano i suoi idoli e si inginocchia di fronte a lei", scriveva acida nel suo diario la nipote Marie Larisch.

Sissi non vuole invecchiare, e rifiuta "di farsi dipingere o fotografare dopo i 35 anni, per conservare di sé un ricordo straordinario. A partire da quell'età si nasconde dietro la veletta, ventagli e ombrelli, indossa solo abiti neri", analizza Marras, "Aveva un'incredibile routine quotidiana, cambi d'abito e di pettinature. Capiva che se fosse diventata un'icona di bellezza avrebbe potuto costruirsi un suo spazio di potere ed era quindi indispendabile mantenere quell'aurea. Proprio come Diana diventa artefice della propria immagine che utilizza per ritagliarsi uno spazio. Un'immagine di bella imperatrice e madre della patria, che il Regno ha sfruttato ed esposto".

Il matrimonio (Courtesy Netflix)
Il matrimonio (Courtesy Netflix) 

La coppia

Francesco Giuseppe e Sissi non avevano molti interessi in comune. "Lei amava l'arte, la musica, i versi. Era timida, introversa, solitaria e curiosa. Lui era un militare, un funzionario dell'Impero molto dedito, spesso assente e probabilmente non capiva la sua emotività. Anche se l'imperatore aveva avuto delle amanti, lui rimase sempre molto innamorato di Sissi di cui teneva le foto sulla scrivania ed è probabile che i due siano stati legati da un affetto profondo. Quando Francesco Giuseppe conobbe l'allora quindicenne, rimase conquistato dall'allegria e dall'innocenza della ragazza che non era stata preparata per quell'incontro". spiega Marras, "Il giorno del matrimonio Elisabetta piangeva, si sentiva imprigionata in un cerimoniale che le andava stretto ma non tradì mai il marito Francesco Giuseppe". Secondo la storica austriaca, "il leggendario amore per l'ex ribelle ungherese Gyula Andrassy - al contrario di quanto lascia intendere il film di Maritscka - restò sempre un'amicizia.

Foto di Thomas Schenk, courtesy Netflix
Foto di Thomas Schenk, courtesy Netflix 

 

Per chi ha voglia di immergersi tra le sfaccettature della sovrana, il film Corsage, in sala da dicembre, si concentra sulla crisi esistenziale di una Sissi quarantenne sulla via della decadenza fisica e morale. Una donna potente e vulnerabile che fa della sua bellezza uno strumento per regnare.  Mentre in Ludwig, come nella trilogia, Sissi è interpretata da Romy Schneider e proprio per questo colpisce l'interpretazione così diversa. "Da naif sognatrice nei film di Ernst Marischka agli anni più bui dell'opera di Luchino Visconti in cui l'attrice-imperatrice è distaccata, fredda e cinica", conclude Marras. L'altro volto di una personalità affascinante proprio perché difficile da incasellare.