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Alessandro Michele lascia Gucci: "Che possiate continuare a nutrirvi dei vostri sogni"

Alessandro Michele lascia Gucci: "Che possiate continuare a nutrirvi dei vostri sogni"
Arriva in serata il comunicato che conferma le voci diffuse nelle ultime ore, lo stilista romano dopo sette anni alla guida del brand lo abbandona: "Gucci annuncia oggi che Alessandro Michele lascia il ruolo di Direttore Creativo"
3 minuti di lettura

La notizia, trapelata nella tarda serata di martedì 22 novembre, e confermata con un comunicato ufficiale nella serata di oggi è di quelle che fanno davvero tremare: Alessandro Michele lascia il ruolo di direttore creativo di Gucci.

Marco Bizzarri, Presidente e CEO di Gucci, ringrazia Alessandro Michele "per il suo impegno ventennale in Gucci e, per la sua visione, dedizione e amore incondizionato per questa Maison unica, negli anni da Direttore Creativo". François-Henri Pinault, Chairman e CEO di Kering, è altrettanto riconoscente: "La strada che Gucci e Alessandro hanno percorso insieme negli ultimi anni è unica e rimarrà un momento eccezionale nella storia di questa Maison".

Alessandro Michele, che pure parla attraverso lo stesso comunicato, dichiara: "Ci sono momenti in cui le strade si separano in ragione delle differenti prospettive che ciascuno di noi può avere"  E augura al team con cui ha condiviso tanta parte della sua vita professionale, che non esita a definire "famiglia allargata" "Che possiate continuare a nutrirvi dei vostri sogni, materia sottile e impalpabile che rende una vita degna di essere vissuta. Che possiate continuare a nutrirvi di immaginari poetici ed inclusivi, rimanendo fedeli ai vostri valori. Che possiate sempre vivere delle vostre passioni, sospinti dal vento della libertà"
 

La notizia, inizialmente riportata dal sito WWD, spiega la mossa da parte del gruppo Kering, cui fa capo il brand, con l’insoddisfazione del suo proprietario François-Henri Pinault per i risultati economici del marchio ammiraglio del colosso del lusso: negli ultimi mesi infatti, le performance registrate da Gucci sono state leggermente al di sotto delle aspettative (gli ultimi risultati ufficiali parlano di un più 9 per cento a fronte di un atteso più 10).

Poca cosa, parrebbe, soprattutto se si considera sia che il brand risulta ancora al primo posto in tutte le classifiche dei marchi più “desiderati” della moda, sia che la visione esplosiva e senza uguali di Michele ha permesso alla maison di crescere fino al 2018 del 35 per cento all’anno. E forse sta proprio qui la questione: a quanto pare, Pinault avrebbe più volte chiesto a Michele un cambio radicale nel suo immaginario per far fronte al fisiologico calo di interesse da parte del pubblico dopo un boom così massiccio, ma secondo le voci il designer non avrebbe “rispettato” le indicazioni. Da Kering e Gucci dopo il silenzio arriva la conferma: "Gucci annuncia oggi che Alessandro Michele lascia il ruolo di Direttore Creativo".
 


Va detto che così l’assenza del designer a Seul, dove Gucci aveva in programma di replicare lo scorso primo novembre la sfilata Cosmogonie, presentata a maggio con uno show memorabile a Castel del Monte in Puglia, assume un nuovo significato. Ovviamente la tragedia del 29 ottobre sera di Itaewon, dove persero la vita 160 persone nella calca dei festeggiamenti per Halloween, ha messo la questione in secondo piano (il brand annullò ogni evento previsto), ma inutile dire che le speculazioni ora si stanno moltiplicando. Resta  al suo posto l’ad e presidente Marco Bizzarri, che in tandem con Michele ha trasformato Gucci in quello che è oggi: il legame tra i due è sempre stato saldo, ma secondo il WWD le cose negli ultimi tempi sono cambiate.  
 

A colpire, sono anche le tempistiche della decisione: Alessandro Michele ha infatti preso la guida del brand nel dicembre 2014 all’indomani del licenziamento di Frida Giannini, di cui Michele era stato a lungo il braccio destro, e del suo allora marito Patrizio Di Marco, ad del brand. Michele, leggenda narra, aveva perciò avuto solo un mese per lavorare alla collezione uomo presentata il 15 gennaio 2015 con cui aveva avviato la sua rivoluzione genderfluid, trasformando il brand in uno dei nomi rappresentativi e ambiti per le nuove generazioni. Va anche aggiunto che proprio Bizzarri aveva anticipato il ritorno del marchio alle sfilate uomo di Milano il prossimo gennaio, dopo anni di presentazioni co-ed, cioè con womenswear e menswear assieme.  
 

Altra grande incognita sono le mosse successive alla decisione. Kering non è nuova alle sostituzioni a sorpresa: basti pensare a come nel novembre 2021 Daniel Lee fu licenziato in tronco da Bottega Veneta dopo poco più di un anno (causa della decisione, pare, il pessimo rapporto del creativo con team e artigiani) , nonostante lo straordinario successo della sua moda. Lee è stato subito sostituito - proprio come Giannini e Michele - da Matthieu Blazy, all’epoca suo direttore di studio. Ma le condizioni qui sono molto diverse: per quanto la sua moda fosse molto amata al momento del suo addio, Lee non aveva assolutamente la fama e la popolarità che ha Michele, che a 49 anni è tra i pochissimi creativi della sua generazione a poter vantare uno status di “celebrità” a sé stante (nel febbraio 2022 è stato ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa). L'addio di Lee è stato un terremoto per gli addetti ai lavori: qui si parla della fine di un’epoca, tanto per la portata sul costume contemporaneo della visione di Michele quanto per i fatturati che sono in ballo. Sul futuro della direzione creativa del brand il comunicato tace: "Il team creativo di Gucci - si legge - porterà avanti la direzione creativa della Maison fino all'annuncio di una nuova organizzazione"