Sfide

Claudio Marenzi di Herno: "Essere vincenti? Bisogna pensare local"

Claudio Marenzi 
"Per muoversi nella giusta direzione e intercettare i desideri della gente in fatto di stile è fondamentale avere osservatori sparsi un po’ dappertutto", sostiene il presidente di Herno, azienda di famiglia fondata nel 1948 con sede a Lesa, sul lago Maggiore
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"Oggi per essere in sintonia con il mercato della moda bisogna essere strabici". Non è una boutade quella di Claudio Marenzi, 59 anni, presidente di Herno, l’azienda di famiglia creata nel 1948 dal padre Giuseppe. E spiega: "Oggi il mercato pone sfide nuove. E, nel dopo Covid, per essere vincenti occorre rispettare le esigenze 'local' perché la gente non può viaggiare come prima e per gli acquisti si affida alle boutique vicino a casa. Ma, in contemporarea, l’ecommerce ha avuto un’accelerata e quando si disegna una collezione occorre avere un respiro internazionale. Ecco perché parlo di strabismo post-pandemico".

Herno è il marchio porta bandiera dei piumini, cappotti e impermeabili di “gran classe” tecnologicamente avanzati, super leggeri e sostenibili, realizzati con processi produttivi sofisticati, senza cuciture, sostituite da termosaldature o lavorazioni con ultrasuoni. "Ma a ogni stagione si fa un passo avanti", spiega Marenzi. "Per muoversi nella giusta direzione e intercettare i desideri della gente in fatto di stile è fondamentale avere osservatori sparsi un po’ dappertutto. E i nostri esperti sul campo sono i venditori. Che, a differenza del passato, dialogano con l’ufficio stile, offrono il loro contributo perché chi disegna una collezione non deve perdere il contatto con la realtà". E per Herno questo significa arrivare sul mercato con prodotti sempre più performanti, belli da indossare, realizzati con tessuti che resistono all’acqua e al vento. E che sono creati in armonia con l’ambiente.

Tra i suoi consulenti speciali Claudio Marenzi annovera i suoi figli: Alessandro, 24 anni, sta ultimando gli studi in Economia aziendale a Londra, mentre Edoardo, 21 anni, studia marketing in America. "Siamo un bel team", ammette Marenzi. "Anche grazie a loro, e a chi lavora con me in azienda, riusciamo a innovare stando al passo con i tempi". E aggiunge: "Ma la grande novità che caratterizza Herno in questa fase è il colore. Netto, pulito ma mai urlato. Prima bastava giocare sulle sfumature. Oggi no. Per uscire da un periodo cupo, come è stato quello del Covid, sono necessari colori vitaminici come il blu accostato al giallo, o il rosso accoppiato al verde, più altri color-block".

Marenzi ragiona sulle strategie per essere vincenti sul mercato nel suo atelier milanese che offre, all’ingresso, un ampio e moderno salotto, con camino dove “ardono” luci che simulano fiammelle e sugli scaffali ci sono molti libri d’arte. "Sì, sono appassionato della materia. E il gancio in metallo di Herno, con le nostre giacche appese, l’ho scelto come simbolo del mio marchio perché mi ricorda le istallazioni d’arte".