Innamorarsi dell'uomo sbagliato, un grande classico

Oggi raccontiamo la storia di una letttrice incappata nell'amore bugiardo, ossia in quella passione incontrollabile che scaturisce da un incontro sbagliato. Da un uomo sbagliato,. Ma anche da una proiezione sbagliata. Tutto sbagliato, insomma. Ma questo sentimento è più forte della consapevolezza, degli errori, della razionalità. E sono guai.

Per chi volesse scrivermi una storia può farlo scrivendomi a maria.corbi@lastampa.it
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Cara Maria,

Sai quante volte ho raccontato questa storia alle amiche? Eppure, stasera, mentre la scrivo, ho il cuore in gola come fosse la prima volta. 
Io non lo so se A. è stato l’amore più grande della mia vita. So solo che, da quando l’ho conosciuto la mia vita è cambiata. Ci siamo conosciuti molti anni fa a Napoli. Io mi ero lasciata da poco e lui era single. 
L’avevo visto sui social e mi aveva colpita, così decisi di aggiungerlo. In poco tempo iniziammo a parlare, sempre più frequentemente, fino a quando decidemmo di vederci. Un tira e molla: lui, il bello del gruppo, io persi la testa quando lo vidi. Affrontavo un periodo difficile perché mio fratello si stava ammalando, di lì a poco sarebbe morto di tumore. Io ed A. ci vedevamo di rado: una volta veniva e 100 no. Inventava mille scuse. 
Dopo centinaia di tentativi, perché ero pazza di lui, la nostra frequentazione finì, lui scelse un’altra. Io piansi, piansi molto per mesi. Lui si era fidanzato ormai, non con me. Io frequentavo altre persone per dimenticarlo, con scarsissimi risultati. 
Passò circa un anno: organizziamo un viaggio con un’amica a Milano e scopro che lui lavora proprio lì. Ma non lo sapevo! Poco prima della partenza ricominciamo a scriverci. Quando arrivo vuole vedermi. La fiamma tra noi non si era mai spenta. La tradisce con me. 
Dopo il mio viaggio, torno a Napoli, ma lui non la lascia. Decide di continuare a stare con lei. La storia va avanti per altri 6 mesi con lei, tra noi era di nuovo finita. Si lasciano ed un giorno trovo un suo messaggio. Lui era tornato, ancora una volta da me. 
Ci frequentiamo per mesi, ma un giorno finisce, nuovamente, perché è incostante. Dopo anni ero stanca. Stanca delle sue mancanze, dei suoi ritardi e dei suoi messaggi non visualizzati. Decido di voltare pagina perché ero sfinita. Mi aveva consumata. Avevo fatto di tutto per lui. Mi arresi. 
Conosco un’altra persona, N. un uomo che non era una conseguenza della assenza di A.
Io e lui iniziamo una storia vera, ancora oggi in piedi, da 4 anni. A. era sparito. Avevo perso anche le sue tracce sui social ed ho vissuto questa storia per quello che era, senza pensarlo. Convinta di esserne uscita. 
Fino ad ottobre, quando improvvisamente ricominciamo a scriverci. Nel lockdown ci sentivamo ogni giorno, avevamo voglia di vederci, di toccarci, di parlare. 
Questa volta sono io la fedifraga: lo incontro, diverse volte, ma in nessuna si va oltre un bacio e le chiacchiere. Lui dopo 7 mesi inizia a diventare scostante, sparisce ed io provo a vendicarmi, facendo una cosa stupida. Lo faccio per provocare una sua reazione ed infatti la ottengo. 
Mi chiama una settimana dopo come una belva. Non vuole più vedermi, è deciso: è finita. Ho fatto una cosa troppo grave, a detta sua. Io tra le lacrime gli dico che lo amo, tanto non ho più niente da perdere. Lui dice che non ricambia e che l’ho deluso come donna. Ormai è andata, penso dentro di me. 
Piango, mi dispero, poi mi rialzo e mi dico che devo cercare di recuperare il mio rapporto, quello vero con N. Anche se, quello che sento per A. è diverso da ciò che provo con il mio compagno. 
La passione, il battito del cuore, sono cose che con lui non sono mai andate via. Con il mio compagno sì, da tempo e, mentre lui mi ama, io gli voglio e provo tanta tanta stima. 
Una settimana fa A. torna a cercarmi, io dimentico tutti i miei buoni propositi. Ci vediamo ed andiamo questa volta oltre il bacio. Non mi sentivo così bene con un uomo in intimità da molto tempo. Lui dopo quella sera non si fa sentire molto, però mi chiede ieri di rivederci e di vivermela senza troppe “ansie” o paranoie. Vuole portarmi a vedere il mare, non altro. 
Io, dopo tanti anni, provo esattamente per lui quello che provavo quando lo vidi la prima volta. Solo che non lo sapevo. In questi anni credevo di averlo dimenticato, ma non è così. 
Lui va, torna, si incazza, ma è in qualche modo sempre dentro di me e da me. Sono contraria al matrimonio, ho sempre detto che voglio convivere e ne no fatto una scelta di vita. Eppure, so, dentro di me, che l’unico uomo che sposerei è lui. 
A. ha qualcosa che, nonostante tutto, mi prende come nessun altro. Ci siamo feriti, cacciati via, respinti, abbracciati, baciati e sempre ritrovati. È questo quello che amo di noi. 

S.

 

Cara lettrice

 questo A. è un tipo da evitare. Possibilmente neanche da salutare. Da come lo descrivi è decisamente uno str... Fatto e finito come avrebbe detto mia nonna, che probabilmente sarebbe stata più educata di me nel definirlo. Ma francamente non trovo altri termini che gli possano calzare così a pennello.
Gli uomini sono esseri semplici a differenza delle donne; sono binari nelle loro scelte e anche poco “colorati” nelle sfumature. Quindi o amano e si “arruolano” attivamente nel rapporto. Oppure non amano e fuggono. Metterei il tuo A. nella seconda categoria e tutti questi ritorni a me sembrano dettati solo da una attrazione fisica e da momenti di solitudine da riempire. Insomma meglio perderlo che trovarlo, sempre per attingere al baule delle frasi fatte. D’altronde nella retorica e nella banalità spesso si nascondono le verità scomode, frammenti di quello specchio che abbiamo rotto per non vedere riflessa una realtà che preferiamo immaginare diversa. 
Detto questo, il problema sei tu. Che sei donna, dunque non binaria, non banale, con un cuore e un’anima capaci di captare come un caleidoscopio una immensa gamma di sfumature. E adesso non mi si venga a dire che questo è un discorso femminista, partigiano di genere o altro. La verità è che la bellezza femminile sta nella complessità, nell’affrontare l’amore con tutte se stesse, con sensazioni, desideri, angosce, bisogni, che si fa fatica poi a condensare in un comportamento salvifico. 
Il cuore prima di tutto, noi. Il sesso prima di tutto, loro. E in questa differenza c’è la distanza che tu come una maratoneta indefessa cerchi di colmare. Una missione impossibile. Perché lui a ogni tuo passo di avvicinamento ne fa due per fuggire. E questo fino a che non capisce che è fuori pericolo. Poi torna e tutto si ripete. Lui così prevedibile, tu che non riesci a staccarti a pensare lucidamente. Uno «così» si può anche amare, perché al cuore non si comanda, purtroppo, ma si deve decidere di superarlo, di liberarsene. Mantenendolo magari nel proprio parco giochi, frequentandolo di tanto in tanto, ma senza coinvolgimento e struggimenti. So che è complicato, ma ci devi lavorare. E non usare quell’altro, che definisci «il mio compagno», come balsamo delle tue ferite. È un amico, trattalo come tale, con rispetto, con verità. Cerca di essere felice da sola, continuando a sognare un grande amore. Ma che sia tale, non un poveretto indeciso a tutto tranne che ad essere uno str...—