Un omaggio al cuore alpino

Teatro Verdi gremito per la serata con il coro Montecavallo e le immagini dell’adunata

Si leggeva la commozione negli occhi non soltanto degli alpini, ma anche di amici e simpatizzanti delle penne nere, che ieri sera hanno riempito il teatro Verdi di Pordenone, luogo simbolo della città, per prendere parte all’evento di MV.Live, organizzato dal Messaggero Veneto in collaborazione col teatro e numerosi sponsor amici, per tributare a quei volontari instancabili l’omaggio che meritano. Commozione e gioia accomunavano il pubblico, mentre ognuno riavvolgeva il nastro dei ricordi osservando le foto e i video dell’ultima adunata nazionale, ospitata dal capoluogo di provincia. Immagini di quella sfilata sotto il diluvio, ma soprattutto di quel sogno diventato realtà, proiettate grazie al materiale fornito da Michele Missinato e Antonio Ros e alla collaborazione di Pnbox nel predisporne la presentazione.

I saluti. «L’adunata degli alpini non è finita, continua. Abbiamo fatto un lavoro di squadra eccezionale e dimostrato che insieme siamo imbattibili». Queste le parole del sindaco di Pordenone Claudio Pedrotti, introdotto dal direttore del Messaggero Veneto, Omar Monestier. «Stasera indosso la stessa cravatta che ho portato nella sfilata del raduno alpino: l’ho stirata ed era ancora umida», ha scherzato il primo cittadino. Un modo per ribadire che l’adunata non è finita e che il ricordo di quell’evento è indelebile. «Un lavoro di squadra che ha pagato – ha commentato il presidente della sezione degli alpini di Pordenone, Giovanni Gasparet –. Ancora oggi riceviamo i complimenti per il successo che abbiamo ottenuto, che sarà difficile da replicare nelle prossime adunate. Un evento è terminato, ma la carica che ci ha dato il raduno di maggio ci servirà per le manifestazioni legate al nostro 90º anniversario. La macchina organizzativa è già partita. L’appuntamento è per il prossimo anno».

Memorie di guerra. La serata di ieri è stata l’occasione per fare un tuffo non soltanto nei ricordi del raduno pordenonese delle penne nere, ma anche nelle memorie delle Grande guerra. Un importante capitolo dell’evento è stato dedicato ad alcuni diari del primo conflitto mondiale presentati e spiegati da Pier Vittorio Buffa, giornalista e scrittore, prestigiosa firma del gruppo Espresso, e interpretati dal poeta e scrittore Gianmario Villalta, che ha letto alcuni brani. «Testimonianze preziose dei protagonisti della guerra – ha commentato Buffa –, materiale unico per il valore storico e per la freschezza e l’attualità degli scritti. Parole che emozionano, che toccano le corde più profonde, soprattutto perché diverse sono state scritte da giovani mandati a morire. Parole usate per comunicare ai familiari, ma anche a se stessi, per non perdere la memoria, per immortalare quegli attimi, seppur terribili e contraddistinti da profonda sofferenza».

I canti corali. Dopo le letture, il concerto del coro Ana Montecavallo, che è diretto dal maestro Roberto Cescut, conta una quarantina di elementi, ha contribuito a coordinare i 230 eventi musicali dell’adunata e registrato di recente un cd con la fanfara Julia. Un crescendo di emozioni, rivissute nella parte finale della serata attraverso quei canti che a maggio sono risuonati per giorni nelle vie della città. Un filo diretto con l’adunata: il coro ha aperto l’esibizione con lo stesso canto del sabato del grande raduno. L’“Inno di Mameli”, che ogni volta che viene intonato sa regalare forti emozioni. Un inno che unisce: il pubblico, in piedi, ha cantato assieme al coro. Tra i canti proposti, “La tradotta”, “Va l’alpin”, considerato l’inno moderno delle penne nere, “Inno a Pordenone”, “Cara mamma”, “Trentatré valore alpino”, considerato l’inno degli alpini, ed “Era una notte”.

Riecco il cd. In occasione della serata di ieri, a grande richiesta (era andato esaurito), è tornato in edicola soltanto a Pordenone l’esclusivo cd “Canti degli alpini e di montagna”. L’album viene rimesso in vendita dopo essere andato esaurito durante l’adunata. Lo si può trovare da ieri assieme al Messaggero Veneto di Pordenone (al prezzo speciale di 7,80 euro oltre a quello del giornale). Contiene ben 22 brani, scelti tra i più significativi del repertorio di canti degli alpini e di montagna. Tra i tanti vale la pena ricordare “Trentatré valore alpino”, presente nel cd nell’interpretazione congiunta di coro e fanfara. Altri grandi classici quali “Sul cappello”, “Signore delle cime”, “La leggenda del Piave”, “Monte Nero”, “Monte Canino” si alternano nell’interpretazione del solo coro o della sola fanfara. In chiusura tre brani che faranno “rabbrividire” gli ascoltatori, soprattutto coloro nei quali l’ascolto riporterà il ricordo del periodo della “naja”: “Il silenzio” e l’“Inno di Mameli”. Un cd unico e imperdibile, di rara qualità interpretativa che regalerà profonda emozione a tutti gli ascoltatori. Un altro modo per ringraziare gli alpini per quanto hanno fatto, fanno e continueranno a fare per gli altri.

Giulia Sacchi

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