Ideal Standard, la crisi aggredisce l’indotto

Diciotto licenziati nella Coopservice, incaricata delle pulizie della fabbrica. Serracchiani: ministero disponibile a un nuovo incontro, faremo ogni sforzo

La decisione di Ideal Standard di chiudere il sito di Orcenico non ha messo sulla strada “soltanto” i 398 addetti che operavano all'interno dello stabilimento, ma pure decine di altre maestranze. L’emergenza occupazionale legata alla vertenza investe anche le imprese dell'indotto: 18 addetti della Coop Service, che si occupavano del servizio di pulizia della fabbrica, sono stati messi alla porta. Lo ha comunicato la coop, assegnataria dell’appalto di pulizie industriali e degli uffici del sito di Orcenico, dal momento che non ha ottenuto garanzie dal committente sull’accordo commerciale in essere.

L’impresa ha avviato la procedura di licenziamento collettivo per tutti e 18 i dipendenti, diversi dei quali non potranno usufruire nemmeno dell'indennizzo di disoccupazione. Ad annunciarlo è stato il sindacalista Romildo Scala di Filcams Cgil: «La situazione per i 18 addetti di Coop Service è drammatica: in breve tempo si troveranno licenziati, senza né lavoro né reddito, e a una parte di loro non avrà diritto nemmeno all’indennizzo della disoccupazione – ha detto –. Come Filcams Cgil di Pordenone abbiamo chiesto alla Coop di impegnarsi a ricercare soluzioni alternative al mero licenziamento: nell’appalto lavorano persone di varia estrazione, monoreddito e di difficile ricollocazione. Abbiamo chiesto alla Provincia di fare da mediatrice per evitare che i lavoratori siano lasciati a casa e che gli ammortizzatori sociali siano garantiti pure agli addetti degli appalti».

Scala ha ricordato che a rischiare il posto «non sono soltanto gli addetti delle pulizie, ma anche tutti quei lavoratori impiegati nei servizi di portineria, mensa e manutenzioni, che Ideal Standard ha esternalizzato ad aziende private o cooperative. Addetti “invisibili”, che operano in contesti e orari particolari, quando magari si sono conclusi i turni di lavoro degli operai in fabbrica o gli impiegati hanno lasciato gli uffici. La loro attività, anche se non sempre considerata, risulta indispensabile per il funzionamento della fabbrica».

Quindi un'altra giornata di tensione e amarezza, sia per i lavoratori dell'Ideal Standard, che in seguito al mancato accordo sulla proroga della cassa in deroga sono stati posti in mobilità, sia per altri lavoratori. Una dura realtà è stata sbattuta loro in faccia, quella della disoccupazione. Un’angoscia che diventa ancora più profonda se si pensa al futuro in un territorio fortemente penalizzato dalla crisi, dove la possibilità di assorbimento in altre realtà produttive è ridotta al lumicino.

Mercoledì sono in programma le assemblee sindacali nel sito di Orcenico, che l’azienda ha messo a disposizione degli addetti. Le forze sociali illustreranno i punti salienti dell'incontro di lunedì al ministero del Lavoro e si valuteranno eventuali nuove iniziative di protesta. Intanto prosegue il presidio permanente davanti ai cancelli della fabbrica.

Preoccupazione è stata espressa dalla governatrice Debora Serracchiani, che ha comunque confermato l’impegno della Regione e annunciato che il ministero dello Sviluppo economico (Mise) si è reso disponibile a convocare un nuovo incontro per monitorare la trattativa in corso tra Ideal Standard e la coop Ceramiche Idealscala. «La nostra preoccupazione sul futuro di Ideal Standard è enorme – ha detto Serracchiani –. Ciò nonostante riteniamo di dover compiere ogni sforzo, sino all'ultimo. Al di là di un eventuale prossimo incontro al Mise, siamo pronti a convocare immediatamente le parti al tavolo regionale per verificare se ci sono ancora spazi. Certo, siamo di fronte a un’azienda che ha ritenuto di poter stare in questo territorio e ricevere anche contributi pubblici, nonché operare qui, e adesso si disfa dei lavoratori e del patrimonio che in qualche modo ha ricevuto».

L’assessore al lavoro Loredana Panariti ha sottolineato che «la Regione conferma l'impegno a favorire il buon esito del processo di reindustrializzazione del sito di Orcenico. Ribadiamo la disponibilità, già condivisa col Mise, a supportare nei modi consentiti il progetto della coop».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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