Ideal standard, fumata nera dal tavolo di confronto al ministero: trattative interrotte

L’azienda parla di «rottura inevitabile» sostenendo di non aver ricevuto il piano industriale da Idealscala. I sindacati all’attacco: «Ennesimo comportamento inaccettabile». In attesa quasi 400 lavoratori

PORDENONE. Esito negativo per il tavolo di confronto odierno al ministero dello Sviluppo economico a Roma: si sono interrotte le trattative tra Ideal Standard e Idealscala intenzionata a subentrare nella gestione dello stabilimento di Orcenico. «La rottura - si afferma in una nota dell’azienda - è diventata inevitabile».

Trattative interrotte in modo «definitivo, a meno di colpi di scena» fa sapere l'azienda, che sostiene di non aver ricevuto ancora dalla cooperativa Idealscala un piano industriale dopo che il 20 novembre erano state firmate le procedure per i quasi 400 lavoratori dello stabilimento, compresi gli incentivi.

Nella nota l’azienda prende «atto con rammarico della non volontà della cooperativa di proseguire nel percorso delineato» dopo «aver speso quasi 30 milioni di euro» e aver impiegato «molti mesi». Gli impegni prevedevano «condizioni di favore degli asset per l’avvio della cooperativa» alla presentazione del piano industriale, commerciale e finanziario. Oggi la priorità di Ideal Standard è «l’implementazione del piano industriale e commerciale 2015-2017».

Dopo la rottura delle trattative i sindacati accusano Ideal Standard dell’«ennesimo comportamento inaccettabile». «Gli accordi prevedevano la possibilità di reindustrializzazione del sito, ma l'azienda li sta ancora una volta disattendendo», ha detto il segretario dei chimici della Cisl del Friuli Venezia Giulia, Franco Rizzo. «Consegneremo, comunque, il piano industriale della coop Ideal Scala - ha aggiunto Rizzo - affinchè la proprietà non solo strumentalizzi la situazione, ma si assuma le proprie responsabilità in caso di fallimento della trattativa».

«Oggi doveva essere una giornata cruciale per sottoscrivere l'impegno dell'azienda a facilitare l'ingresso della nuova società nell'utilizzo degli impianti di Orcenico - ha sottolineato il segretario provinciale di categoria della Cgil, Giuseppe Pascale -, un impegno che faceva seguito alle grandi concessioni dei lavoratori e dei sindacati, che hanno accettato la chiusura dello stabilimento e le conciliazioni a patto che non venisse meno la continuità occupazionale. Attendiamo il verbale del Ministero e della Regione - ha concluso Pascale - che ci attendiamo durissimo, prima di intraprendere le forme di lotta più aspra per contrastare questo epilogo».

Poco più tardi la cooperativa di lavoratori ha annunciato la presentazione, nel giro di 24 ore, del piano industriale per proseguire l'attività all'Ideal Standard. Confcooperative Pordenone (al fianco della coop Ideal Scala) ha giudicato «inqualificabile» il comportamento di Ideal Standard, che «ha abbandonato il tavolo al Ministero sviluppo economico».

Il vicepresidente ed assessore alle Attività produttive Sergio Bolzonello, che ha rappresentato la Regione Friuli Venezia Giulia al tavolo ministeriale, ha dichiarato: «Trovo inaccettabile e del tutto scorretto che la proprietà di Ideal Standard abbia unilateralmente deciso oggi di interrompere le trattative per la reindustrializzazione del sito produttivo di Orcenico. La proprietà ha oggi abbandonato il tavolo di discussione, non accettando minimamente quanto veniva proposto. In tutti questi mesi di discussione ed analisi, per una chiara volontà della proprietà stessa, di fatto non si è furbescamente voluto fare un concreto passo avanti sulla strada che prevedeva, a fronte della chiusura dell’attività Ideal Standard, una ripresa produttiva basata sul piano industriale della neonata cooperativa Idealscala, con la messa di disposizione di aree e parte dei macchinari per far riprendere fattivamente la produzione».

«Oggi, al Mise, la proprietà ha invece rappresentato nuove e diverse esigenze dietro alle quali trincerarsi: questa proprietà - ha indicato il vicepresidente della Regione - è chiamata soltanto ad offrire a condizioni di favore un possibile recupero di una produzione industriale che non può che svilupparsi su una cessione a prezzi simbolici di impianti, macchinari e sito». «Credo che la proprietà di Ideal Standard abbia preso in giro tutti – ha dichiarato Bolzonello –, dal ministero alla Regione, dagli enti territoriali alle rappresentanze sindacali ed ai lavoratori della cooperativa: non trovo veramente parole per spiegare tutto questo».

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