“Ombre di cuoio”, thriller che ha il ritmo di un film

Il romanzo scritto da Roberto Balsarin si sviluppa tra Spilimbergo e Udine Uno stile asciutto e schietto per raccontare un Friuli «un po’ sopra le righe»

Un libro da leggere come si guarda un film. “Ombre di cuoio” è il primo romanzo pubblicato da Roberto Balsarin, quarantadueenne di Spilimbergo, ma cresciuto a Meduno, come ci tiene a sottolineare. Una storia nata e sviluppata in contemporanea con i racconti che gli sono valsi nel 2011 la vittoria nella quinta edizione del premio letterario Giovane Holden per la sezione racconto inedito e che hanno poi dato vita, l’anno successivo, alla raccolta “Ricomincio a fumare”. Il nuovo libro è, come lo definisce lo stesso autore, «un thriller da bar, molto veloce, serrato, “sparato”, con una svolta finale», scritto con uno stile «asciutto e schietto, molto contemporaneo e cinematografico».

Protagonista è Bob Corso (un omaggio al poeta americano Gregory Corso), la cui attività è recuperare crediti per conto dei fratelli Gallo, attempati criminali legati alla mala milanese degli anni Settanta e titolari di una finanziaria con sede a Udine. Corso è «svogliato, pigro» e «ciondola maldestro – come si sottolinea nella presentazione del libro – nella sonnacchiosa provincia friulana in un andirivieni di sonore sbronze». La sua routine sarà interrotta quando entrerà in contatto con una affascinante imprenditrice del settore del mosaico dalla quale dovrà recuperare tre milioni di euro prestati alla donna dai suoi datori di lavoro. Ecco che sulla sua strada si ritroverà «picchiatori, beffardi sbirri, motori caldi, sangue e sesso». Il racconto si sviluppa principalmente tra Spilimbergo, cittadina nella quale Corso abita, e Udine ed è accompagnato dalla descrizione di luoghi e locali che chi vive in zona non avrà difficoltà a riconoscere, anche se con un nome diverso (l’osteria Al Buso, storico punto di ritrovo degli spilimberghesi, diventa l’osteria Al Baro), e da citazioni musicali che costituiscono una sorta di colonna sonora che fa da sfondo alla storia. Ecco che Balsarin rende omaggio ai Pink Floyd, ai Led Zeppelin, ai Black Sabbath e a tanti altri gruppi che hanno fatto la storia del rock e del blues. «Ho voluto ricreare un Friuli anomalo e sopra le righe – mette in evidenza l’autore –, con protagonista un eroe balordo, ma in fondo buono, che si stacca dallo stereotipo “tutto casa e lavoro” e che si ritrova coinvolto in una storia più grande di lui».

Pubblicato da Edizioni Arpeggio libero di Lodi, “Ombre di cuoio”, la cui copertina è stata disegnata dal pordenonese Andrea Venerus, sarà presentato oggi, alle 18.30, alla libreria In Der Tat di Trieste, e domani, alla stessa ora, all’osteria Al Buso – e non poteva essere diversamente – di Spilimbergo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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