Farmaci buttati, battaglia legale

Nel 2011 danno da quasi un milione. Magazzino in città, l’ospedale udinese resiste

PORDENONE. Fallito il tentativo di conciliazione, approderà davanti al tribunale la vicenda dei farmaci deteriorati a causa del malfunzionamento di una cella frigorifera: una interruzione di energia elettrica che secondo il dipartimento dei servizi condivisi regionale ha causato un danno di un milione di euro.

Per tutelarsi ha affidato ad un legale l'approfondimento della vicenda anche al fine di porre in essere le azioni a difesa del dipartimento stesso.

Il fatto era accaduto nella notte tra l'8 e il 9 settembre del 2011 nel magazzino dei farmaci forniti dal servizio sanitario regionale che ha sede all'interporto di Pordenone.

La logistica della struttura era stata affidata nel 2008 alla associazione temporanea di impresa costituita da Aster coop di Udine, e Consorzio Nazionale Servizi Soc Coop di Bologna che poi avevano indicato come impresa esecutrice Idealservice Soc. Coop. di Pasian di Prato.

Nella notte in questione c'era stato una improvvisa interruzione di energia elettrica: la temperatura delle celle frigorifere, dove erano conservate ingenti quantità di farmaci si era alzata sopra il limite prestabilito. Non avevano funzionato nè il gruppo elettrogeno, che avrebbe consentito di riavviare le celle frigorifere, nè la teleassistenza, che avrebbe segnalato il guasto consentendo di intervenire tempestivamente.

I farmaci vennero buttati e il danno quantificato dal dipartimento dei servizi condivisi è stato di poco meno di un milione di euro, 985 mila 903 euro. Non appena accaduto il black out, il dipartimento aveva chiesto il risarcimento dei danno subiti all'associazione temporanea appaltatrice, ma si era aperta una controversia che, a tre anni di distanza, è approdata in tribunale a Pordenone ma non si è ancora conclusa.

Alla domanda di risarcimento il mandatario, l'Aster coop soc nel novembre dello stesso anno aveva presentato un ricorso al tribunale di Pordenone nel quale si richiedeva di disporre un accertamento tecnico preventivo per la verifica di tutti gli aspetti tecnici della questione. Ora si prefigura la possibilità che uno dei soggetti coinvolti attivi una procedura giudiziale in sede civile.

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