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Casette di Natale, in futuro meno spazio alle cibarie

Bilancio positivo per la formula adottata, anche se è in vista qualche ritocco. Lamentati i troppi vincoli per l’accesso alla piazza per i mezzi dei gestori

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PORDENONE. Promossa a pieni voti la formula adottata quest’anno per le casette di Natale. Ma, come tutte le cose, anche questa è perfettibile. Ed è proprio per analizzare compiutamente con chi le casette le ha vissute per oltre un mese che Sviluppo e territorio ha organizzato un incontro con i gestori per fare il punto della situazione.

«Siamo tutti soddisfatti di come sono andate le cose – ha affermato il presidente di Sviluppo e territorio, Andrea Malacart – sia noi come associazione sia i commercianti».

Alcune sfaccettature però, in vista della prossima edizione (che dovrà comunque essere decisa assieme al Comune), possono ulteriormente essere migliorate. A partire dall’accesso alla piazza.

«L’ingresso con gli automezzi in piazza XX settembre, com’è giusto che sia, è vincolato da norme stringenti – ha spiegato Malacart –, ma è pur vero che le casette, che sono molto piccole, hanno bisogno di continuo rifornimento. L’accesso, però, per i gestori, non è sempre stato agevole e la necessità di trasportare più volte al giorno i beni necessari per rimpinguare la casetta si è scontrata con norme restrittive, fatte rispettare dalla polizia municipale».

In particolare, c’è stata anche la chiusura di una casetta, «per protesta» (come recitava il cartello che è rimasto affisso per un paio di giorni) a causa del verbale staccato dalla polizia municipale «per sosta del furgone in attività di carico e scarico merci». «Quello è stato l’unico caso di sanzione – ha precisato Malacart –, ma da parte di tutti è stata fatta presente questa situazione».

Sul fronte del rumore, considerato che le casette si trovavano nel pieno centro cittadino, i controlli sono stati ferrei e costanti da parte degli organizzatori, con verifiche puntuali degli orari di apertura e di chiusura. «Non si sono registrate grosse problematiche al riguardo, anche perché i gestori sono stati precisi – ha sottolineato Malacart –. Certo, non è mancato chi si è lamentato, ma abbiamo verificato che si trattava sempre della stessa persona, più sensibile di altre in fatto di rumore».

La formula, quindi, è stata apprezzata e – ribadisce Malacart – ancora qualcosa si può migliorare. «Per la prossima edizione si potrebbe pensare a ridurre il numero di casette gastronomiche e puntare di più su quelle di vendita – ha ipotizzato Malacart –. Ma prima di pensare al futuro dovremo organizzare un briefing con il Comune e riflettere su cosa fare. La formula è stata apprezzata, compreso il prolungamento dell’apertura sino alla’Epifania».

L’associazione Sviluppo e territorio si è già rimessa al lavoro per definire le attività dell’anno che si è appena aperto, con le iniziative che ormai sono entrate nella tradizione. «Stiamo lavorando per preparare il Fashion day di primavera – ha anticipato Malacart – e gli appuntamenti di luglio, con le aperture serali del giovedì».

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