Città turistica? «Non basta un ufficio aperto nel weekend»

Piovono critiche sulle scelte della giunta comunale «Servono investimenti sicuri e di lunga durata»

SACILE. Una nuova bocciatura per la giunta municipale arriva dai Cittadini per Sacile, per i quali non basta tenere aperto un ufficio, nella fattispecie quello turistico, per sperare di portare gente in città. «Occorre invece fare una politica – attacca Alessandro Rinaldini – che attiri turisti tutto l’anno».

Il nuovo richiamo all’amministrazione da parte del movimento civico prende spunto dall’annunciata apertura anche nei giorni festivi dell’ufficio turistico sacilese.

«Ben venga – sottolinea l’esponente dei Cittadini – l’apertura il sabato e la domenica, ben vengano le guide in varie lingue, ma questo non basta per far diventare Sacile una città turistica. Occorre una attività seria, di alto livello, progettata su vari fronti e diverse opportunità in modo da attirare gente e poter pensare a uno sviluppo economico anche sul fronte turistico».

Per i Cittadini, pertanto, sarebbe opportuno pensare a cosa vuole essere Sacile e a come realizzare un progetto che veda il coinvolgimento di più realtà locali ed esperti del settore. «Solamente così – commenta Rinaldini – si può garantire il raggiungimento di un traguardo che potrebbe portare la città a vivere meglio il suo futuro».

Secondo i Cittadini per Sacile, invece, questa giunta nel merito non ha capacità progettuali e si limita a una bassa gestione dell’esistente, mentre quello che serve è un salto di qualità che soltanto esperti e tecnici dell’incoming turistico possono dare.

«Quello che serve – incalza Rinaldini – è procedere con investimenti precisi e attuabili per fare in modo che Sacile diventi un polo attrattivo. Innanzitutto si deve mettere mano a una politica di salvaguardia dell’esistente, della qualità della vita, del verde e armonizzare il tutto nel senso di città-identità che passa per i luoghi di incontro come le piazze che vanno pedonalizzate. Poi si deve attuare una serie di iniziative che abbiano un supporto economico di lunga durata come mostre, musei, attività di street art, eventi storico-culturali, decoro urbano anche puntando all’integrazione tra pubblico e privato e ai fondi europei».

«Infine si possono individuare specifiche caratteristiche per la città (dalla gastronomia al lungofiume) come avviene a livello europeo. Invece questa amministrazione – è la conclusione – è capace solamente di interventi tappabuchi che hanno il fiato corto. In questo contesto serve altresì valutare il ruolo ricoperto da Lsm e i risultati ottenuti alla luce dei soldi pubblici messi a disposizione dal Comune. Opportuno in proposito aprire un dibattito in consiglio comunale».

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