Gioco d’azzardo, una folla nelle sale sulla Pontebbana

Videolottery e slot machine la fanno da padrone, accaparrandosi il 50% dei giocatori incalliti

SACILE. Scommesse, azzardo, slot machine: nelle sale da gioco sulla Pontebbana e nella galleria in piazza del Popolo, c’è una folla che tenta la fortuna. Le macchinette mangiano fiumi di denaro, soprattutto nei fine settimana: 200 giocatori medi calcolati a braccio, ogni sabato nel Better e anche a Lady Bug.

Videolottery e slot machine la fanno da padrone, accaparrandosi il 50% dei giocatori incalliti. Una stima che oscilla a giornate e periodi: ma la “ludopatia”, cioè la sindrome da dipendenza dal gioco, è in aumento. Un giocatore su due si divide tra Casinò, Gratta e vinci, Lotto e Superenalotto, Bingo, corse e sale scommesse. Si conferma la crescita del gioco d’azzardo online, soprattutto tra le fasce giovani.

«Stanno arrivando – ha rilevato Nevio Zorzetto che un anno fa aveva siglato il programma elettorale anche con la guerra alla ludodipendenza – le applicazioni per smartphone».

«Il manifesto dei sindaci italiani per la riforma della legge sul gioco d’azzardo – Nevio Zorzetto ha ricordato la campagna elettorale 2014 –: Sacile manca all’appello». Il 31% delle patologie è nella fascia 15-34 anni secondo i dati dell’ex lista civica Insieme, il 51% di giocatori di 35-55 anni, il 18% è over 51.

Il ventaglio delle professioni: operai, militari, agenti di polizia, imprenditori, professionisti e anche studenti. L’identikit del giocatore patologico “tipo” è rimasto invariato nel tempo. Si tratta di un maschio sulla quarantina, spesso sposato, che gioca in modo compulsivo da un paio di anni e ha una situazione finanziaria compromessa. Il primo segnale di disagio è la carenza di liquidità.

La tentazione del gioco aumenta con la crisi economica, per tentare il colpo di fortuna. Si calcola in 570 euro medi il costo pro capite delle puntate. Il 6 febbraio 2012 il consiglio comunale aveva approvato la regolamentazione. «L’impegno era di presentare un progetto entro 120 giorni – fa memoria Zorzetto –: mai visto».

Erano 108 i giocatori in cura nel dipartimento delle dipendenze dell’Aas5 di Pordenone, qualche mese fa. Dal 2009 la crescita delle ludopatie è stata forte e il nucleo terapeutico opera anche negli ambulatori liventini. «La crescita delle persone seguite è stata esponenziale – Zorzetto aveva fatto eco ai numeri del dipartimento –: 19 il primo anno 20019, 40 nel 2010, 50 nel 2011, 73 nel 2012 e 108 con 71 nuovi pazienti nell’ultimo periodo».

Zorzetto chiede lo stop alle slot machine e alla piaga della dipendenza sfasciafamiglie. Quella che a Sacile ha contato decine di malati cronici in terapia, nell’Ass6 di Pordenone e altrove. «Ci sono dei casi di giocatori che si sono mangiati la casa – ha precisato Zorzetto –. Alcuni sono arrivati disperati anche al furto».

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