Alpini, l’adunata “rivive” in un libro

Presentato in municipio il volume fotografico sull’evento. Il grazie delle istituzioni e la magia del coro Ana Montecavallo

PORDENONE. Era più o meno un anno fa: la città venne “travolta” da un'ondata di allegria, colori e sentimenti, un'onda che seppe incunearsi nei vicoli e nelle piazze, facendo diventare magica Pordenone per tre giorni e tre notti, momenti incastonati indelebilmente nei cuori di tanti.

Era l'adunata nazionale degli alpini, attesa, sfiorata tante volte e, l'anno scorso, finalmente vissuta. A piene mani, intensamente, come ha saputo fare una città che ha “adottato” fin dal primo momento le penne nere arrivate da tutta Italia.

Quegli indelebili momenti sono divenuti un libro fotografico, un omaggio che l'Ana di Pordenone presieduta da Giovanni Gasparet, con il contributo di Unindustria Pordenone, ha voluto fare a tutto il Friuli occidentale.

La pubblicazione, curata da Marzo Bovia, è stata presentata ieri, nella sala consiliare del municipio: sono intervenuti, oltre a Gasparet, il sindaco Claudio Pedrotti, il vicepresidente della Regione, Sergio Bolzonello, il presidente dell'Ana, Sebastiano Favero, e il presidente del comitato organizzatore dell'adunata, Nino Geronazzo.

Il libro fotografico. La pubblicazione raccoglie centinaia di scatti, realizzati da quindici fotografi, professionisti e non. Tra questi anche i fotoreporter del Messaggero Veneto Michele Missinato e Antonio Ros. «Il libro parla di una storia d'amore – ha detto Bovia -, quella tra Pordenone e gli alpini. E racconta anche la città, com’è inevitabile che sia, ne diventa un corollario non soltanto di quei tre giorni».

Tante le immagini nel libro: le più significative quelle che ritraggono la sezione Ana di Pordenone sfilare sotto la tempesta: una pagina della storia della città, le cui immagini ancora oggi suscitano emozioni autentiche, generate da un senso di comune appartenenza. Ma c’è spazio anche per la goliardia, così come per il lavoro fatto dalle penne nere per lasciare qualcosa di tangibile alla città. E qualcosa l'hanno lasciato, le penne nere, al di là delle opere materiali, come si avverte chiaramente quando, prima della cerimonia, il coro Ana Montecavallo di Pordenone intona l’inno di Mameli: sono in molti a cantare, e sul volto dei più l'emozione è il sentimento più evidente.

Le ricadute dell'evento. «Non so se sia dipeso dall'entusiasmo che l'adunata ha saputo dare a tutta la provincia – ha detto Bolzonello –, ma i dati economici, rispetto a un anno fa, sono sensibilmente migliorati». E che non sia per questo che Pedrotti, stuzzicato dal giornalista Antonio Liberti, che ha condotto l'evento, non ha nascosto di pensare a qualcosa che sappia rendere di nuovo magica Pordenone. «E' stata un'esperienza meravigliosa – ha detto -, che sono felice di aver potuto vivere da sindaco». Gasparet, infine, ha voluto dire “grazie” a chi ha creduto nell'adunata, rendendo possibile un’onda di entusiasmo in grado, a distanza di un anno, di generare ancora emozioni.

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