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«Aveva legami con l’Isis» Un’espulsione in provincia

Osmanoski risiedeva ad Azzano. Già fuggito in Marocco un complice di Belluno Regole salafite in famiglia e in rete il disprezzo per le vittime di Charlie Hebdo

2 minuti di lettura

«Distaccato dal contesto sociale in cui viveva, aveva improntato il suo stile di vita ai più rigidi dettami salafiti che imponeva anche ai suoi familiari». Il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha disposto l’espulsione dall’Italia «per motivi di prevenzione del terrorismo» di Arslan Osmanoski, macedone di 28 anni residente ad Azzano Decimo, in una casa situata tra Corva e Cinque Strade. I carabinieri del Ros hanno eseguito ieri mattina il decreto di espulsione. Il provvedimento rientra nell’ambito delle indagini su Ismar Mesinovic, il foreign fighter bosniaco residente nel Bellunese morto in Siria nel gennaio 2013. Osmanoski è risultato, secondo le indagini, «braccio destro di uno dei principali indagati». La sua abitazione era stata perquisita il 30 ottobre scorso.

Un decreto di espulsione per motivi di prevenzione del terrorismo è stato emesso anche nei confronti di Anass Abu Jaffar, cittadino marocchino considerato vicino allo stesso Ismar Mesinovic. Jaffar, già residente a Belluno, aveva commentato su Facebook atti tra cui la strage di Charlie Hebdo. Il provvedimento non è stato però eseguito poiché Jaffar sarebbe già fuggito in Marocco.

Il monitoraggio dei soggetti vicini a Mesinovic ha consentito di ricostruire la filiera di reclutamento e instradamento dei jihadisti residenti in Italia, in alcuni casi inseriti all’interno di comunità islamiche del Nord Est.

Nell’abitazione del giovane residente ad Azzano Decimo, in particolare, erano stati trovati e sequestrati sermoni dell’imam Ebu Muhammed, musulmano di origine bosniaca legato a movimenti salafiti di ideologia “Takfir” della moschea Sahaba di Vienna, sospettato di collegamenti con l’attentato terroristico contro la stazione di polizia di Bugojno in Bosnia e Herzegovina nel dicembre 2010; ancora, prediche dell’imam Nusret Imamovic, recentemente recatosi in Siria per sostenere l’organizzazione terroristica qaedista “Al Nusra”.

L’analisi della documentazione sequestrata, assieme alle indagini del Ros, hanno consentito l’emissione del decreto di espulsione da parte del ministro dell’Interno «al fine di tutelare la sicurezza dello Stato anche alla luce del processo di radicalizzazione intrapreso da Osmanoski». Sarebbe infatti emerso che «manteneva distacco dal contesto sociale in cui viveva, improntando il suo stile di vita ai più rigidi dettami salafiti che imponeva anche ai suoi familiari».

Il ministro dell’Interno ha espulso anche Jaffar Anass; il provvedimento non è stato eseguito perché l’uomo si trova in Marocco. Era considerato vicino a Mesinovic e amministrava un sito dal titolo “La scienza del Corano”. Sui suoi profili Facebook aveva commentato la strage di Charlie Hebdo ed elogiato il “martire” Giuliano Del Nevo, lo studente genovese convertito all’Islam e morto in Siria combattendo contro il regime di Assad, ma aveva anche dichiarato di condividere le scelte di Mesinovic: «Rahimaka Allah, fratello mio, che Allah abbia misericordia di te ya rabb Shahid In’Sh’Allah. Che Allah liberi la Sirya per cui ha combattuto. Che Allah – aveva scritto – renda tuo figlio un buon musulmano e lo protegga. Che Allah dia molta pazienza alla tua famiglia ya rabb… Così, sorridente voglio ricordare questo fratello morto in Siria... Morto perché il suo sogno era quello di riportare giustizia in quella terra… Morto per quelle migliaia e migliaia di donne e bambini uccisi ingiustamente. E Allah ne sa di più. Che Allah abbia misericordia della tua anima e che ti accolga nel firdaws tra i martiri». Dopo gli attentati di Parigi del 7 agosto 2008 e del 9 gennaio 2015, l’uomo aveva rimarcato «il suo antioccidentalismo, antiamericanismo ed antisemitismo» con frasi come «Je ne suis pas Charlie».

EnriLisetto

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