La voce dei testimonial oltre la politica

Il dibattito del Messaggero Veneto, ma a mobilitarsi è stata la città attraverso idee e progetti: si lavori per disegnare il futuro

PORDENONE. Lo spirito lanciato dal Messaggero Veneto è stato raccolto dalla politica: non uno spirito di rivendicazione e di conservazione, ma uno spirito di innovazione.

Ora il patto comune per trovare una nuova identità al territorio orfano dell’istituzione Provincia e dei grandi colossi industriali, ma ancora ricco di talenti, va tradotto in contenuti veri.

Il Messaggero Veneto, attraverso #SosPordenone, in questi mesi ha cercato di delinearne alcuni, ha tracciato alcune strade da percorrere verso il futuro di Pordenone.

L’hastag #SosPordenone – dalla carta ai social network – e il rigone rosso pubblicato per la prima volta l’11 febbraio, hanno dato vita a una piazza virtuale in cui partecipare a una sfida per nulla facile: immaginare il domani di Pordenone.

Coniugare, oltre alla visione del declino, quella del futuro. Una agorà del domani che ha ospitato testimonial dell’industria, della scuola, della cultura, per trovare nuove vie di crescita.

I principi innovativi sono quelli che invitano Pordenone a esplotare la via «della complessità che non vuol dire complicazione bensì creatività, cultura e capacità di leggere la storia» (Gabriele Centazzo).

La via della unicità al servizio di un sistema più grande perché «siamo una ricchezza per l’intero Friuli Venezia Giulia» (Chiara Mio).

Una via in cui la cultura possa innervare la città di nuova linfa (attraverso il disegno della città della musica di Anzovino, della università delle lettere e della cultura rilanciata dallo scrittore Massimiliano Santarossa, solo per citare alcune proposte) assieme a una formazione che sappia riscoprire le radici del manifatturiero (come ha indicato Luigi Campello).

Il 19 febbraio Sos Pordenone è anche approdato sul sito ufficiale del Comune di Pordenone, nella sezione dedicata alla smart city, alla città intelligente. Il 6 marzo il vicedirettore Giuseppe Ragogna, ospite di un incontro organizzato nell’ambito della Smart city, ha disegnato un futuro di rigenerazione anche urbanistica, che abbandoni la logica della cementificazione.

Pronti a investire su un diverso modo di edificare anche i costruttori (Valerio Pontarolo lo ha spiegato proprio nell’ambito di Sos Pordenone).

Ora che la politica ha deciso di sottoscrivere un patto comune per rigenerare il territorio, diventa centrale che le idee siano innovative. Spunti di valore sono arrivati anche dalle categorie economiche che proprio alcuni giorni fa, in occasione della giornata dell’economia, hanno presentato il loro piano.

E’ tempo di ingranare una marcia nuova. Di trasformare l’emergenza in motore di cambiamento.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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