Lezioni sull’omofobia, la parrocchia di Cordenons attacca

Volantini e incontro con i genitori: «Si crea confusione nei ragazzi». Dura replica dell’istituto scolastico

CORDENONS. Un incontro per tutti i genitori sul tema “I progetti educativi promossi dal ministero dell’Istruzione in tutti i livelli scolastici e la teoria del gender, ovvero la babele di generi sessuali”.

Lo organizza la parrocchia di Santa Maria Maggiore di piazza della Vittoria domani sera, a partire dalle 20.30, all’oratorio parrocchiale.

L’evento è stato pubblicizzato sulle pagine Facebook di entrambe le parrocchie cittadine, quella della piazza e quella di Sclavons, e con un volantino distribuito nella chiesa di Santa Maria Maggiore.

«Proponiamo una riunione dibattito tra genitori – spiega la parrocchia su Facebook – per capire meglio il contenuto dei progetti educativi in programmazione nelle scuole di Cordenons dedicati al omofobia, bullismo e altre forme di discriminazione».

«Più che educare al rispetto delle persona e al suo diverso orientamento sessuale – prosegue – come insegna la migliore tradizione educativa cristiana, questi progetti mettono la confusione nell’immaginario dei ragazzi tra i generi sessuali possibili, creando problemi nei processi d’identificazione sessuale dei fanciulli».

Toni duri quelli usati dalla parrocchia guidata dal parroco don Alessandro Moro, che ha invitato i genitori ad «assumere il loro compito educativo e a non delegarlo ciecamente alla scuola pubblica».

A tal punto che la dirigente dell’istituto cordenonese, Lucia Cibin, ha confutato il contenuto del volantino con una circolare ai genitori degli alunni.

«La scuola – ha scritto – è legittimata ad intervenire nell’educazione e formazione dei propri alunni in collaborazione con le famiglie».

Pur disponibile al confronto con ogni soggetto, parrocchie comprese, del territorio, «rifiuta ogni strumentalizzazione, basata su affermazioni prive di ogni riscontro».

«Il progetto “A scuola per conoscersi” – ha aggiunto – in corso di realizzazione esclusivamente nelle classi terze della secondaria di primo grado (scuola media ndr) con l’obiettivo di prevenire il bullismo omofobo è proposto e realizzato dall'Arcigay Fvg in oltre 100 classi delle scuole del Friuli Venezia Giulia”, ed è stato presentato preventivamente alle famiglie».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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