"Amianto fatale in corsia", parte una causa da 900 mila euro

Moglie e figli citano l'Azienda sanitaria 5 e Direzione regionale sanità. L’uomo era manutentore all’ospedale di San Vito. La replica: nessun reato

PORDENONE. Era morto nell'agosto del 2013 a causa di una neoplasia che la famiglia attribuisce alla sua attività di manutentore all'ospedale di San Vito al Tagliamento tanto che adesso hanno avviato una causa civile contro l’Ass 5 e la Direzione regionale della sanità per chiedere poco meno di 900 mila euro di risarcimento. L'azienda si è costituita in giudizio per fare valere le sue ragioni.

Il 23 luglio è fissata la prima udienza davanti al giudice del lavoro di Pordenone. Una vicenda che chiama in causa diverse amministrazioni sanitarie del passato anche se davanti al magistrato ci sarà l’Aas 5.

Valter Defend era morto a 71 anni nell'estate del 2013 a causa di un mesotelioma pleurico che lo aveva colpito all'inizio dell'anno, con un decorso piuttosto rapido, legato secondo la famiglia all'amianto con cui era venuto in contatto nella sua attività di manutentore all'ospedale di San Vito al Tagliamento.

Al momento della morte dell'uomo, il pm del tribunale di Pordenone, Pier Umberto Vallerin, aveva disposto la sospensione dei funerali per accertamenti volto a verificare la correlazione tra la neoplasia e la morte e la sua attività lavorativa.

Ma nei mesi scorsi la famiglia ha deciso di procedere in via civile contro l'azienda sanitaria e la Regione facendosi assistere dall'avvocato Francesco Gasparinetti: «Il procedimento penale è complesso - afferma il legale - anche perché, esse do la responsabilità personale, sono chiamati in causa i direttori generali del periodo in cui il mio assistito ha lavorato all'ospedale di San Vito al Tagliamento».

Per questo la famiglia ha deciso per la via civile, chiedendo un risarcimento, ritenendo ci siano elementi di correlazione tra la morte e la presenza di amianto «anche quando era nota la sua pericolosità» osserva l'avvocato Gasparinetti.

Chiamati in causa la Aas 5, "erede" di tutte le direzioni sanitarie degli anni passati in cui Defend ha lavorato all'ospedale sanvitese, e la direzione centrale della salute della Regione, che ha delegato la Aas 5. L'azienda ha deciso di costituirsi in giudizio non ritenendo evidentemente esserci i presupposti per la sua responsabilità attraverso il suo legale, l'avvocato Vittorina Colò. Ha anche chiamato in causa tutte le compagnie assicurative delle aziende negli anni presi in esame.

La richiesta di risarcimento dei familiari , moglie e due figli, è di 292 mila euro ciascuno, per un totale di 876 mila euro.

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