Esposto all’amianto, l’autopsia conferma il mesotelioma

E' stato un mesotelioma, malattia la cui insorgenza è il più delle volte correlata alla prolungata esposizione, all’amianto, a causare la morte di Vittorio Tavan

ANDREIS. L’ultima, definitiva conferma è arrivata ieri dall’autopsia: è stato un mesotelioma, malattia la cui insorgenza è il più delle volte correlata alla prolungata esposizione all’amianto, a causare la morte dell’ex operaio di fonderia Vittorio Tavan, 67enne di Andreis.

L’esame autoptico è stato eseguito ieri pomeriggio all’ospedale di Pordenone dal medico legale Lucio Bomben, su disposizione del sostituto procuratore della Repubblica Matteo Campagnaro.

Contestualmente, è stato aperto un fascicolo a carico di ignoti per omicidio colposo, come prevede la prassi in questi casi.

Il referto stilato dal dottor Bomben sarà completato e consegnato alla Procura pordenonese entro i prossimi 60 giorni, ma intanto l’autopsia eseguita ieri ha già permesso al medico legale di confermare che il decesso è sopraggiunto per un evidente caso di mesotelioma.

Da ricordare che questo tipo di malattia è una forma di cancro che ha tempi di latenza lunghissimi e può manifestarsi anche a distanza di 40 anni rispetto al periodo di esposizione alle fibre di amianto.

In base al referto del medico legale, la Procura deciderà poi quali eventuali passi intraprendere per quanto riguarda gli ulteriori approfondimenti di indagine.

Per la giornata di domani è intanto atteso il nulla osta da parte della magistratura per i funerali. Vittorio Tavan era spirato sabato scorso, all’ospedale Santa Maria degli Angeli.

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