Dossier anti-gender a Mattarella

Lo invierà il comitato genitori, che contesta il progetto di Arcigay e Regione

E’ pronto il dossier del comitato genitori anti-gender di Pordenone “Vogliamo educare i nostri figli” sul “Progetto regionale di prevenzione e contrasto del bullismo omofobico”, finanziato dalla Regione e attuato dal 2013 in diverse scuole del Friuli Venezia Giulia. In esso rientrano corsi di formazione per insegnanti, l’indagine condotta in alcune scuole superiori «sulla percezione del bullismo omofobico» e il progetto “A scuola per conoscersi” attuato anche alle medie di Torre, Cordenons e Casarsa. Il dossier verrà inviato al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al capo del Governo Matteo Renzi, al ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, alla presidente della Regione Debora Serracchiani, all’assessore all’Istruzione Loredana Panariti e all’ufficio scolastico regionale di Trieste. Esso mira a dimostrare come quel progetto abbia di fatto introdotto tra gli alunni concetti e materiali appartenenti alla teoria del gender.

Il dossier è stato presentato da Roberto Castenetto, insegnante e rappresentante del Comitato di Pordenone. «Chiediamo alla politica – ha detto – che qualsiasi lezione in orario curriculare sia tenuta da docenti e alla loro presenza: ci risulta infatti che in alcune classi questi siano stati invitati ad uscire, su votazione degli alunni, durante le lezioni degli psicologi esterni e dei volontari Arcigay», associazione che ha promosso il progetto assieme a scuola e Università di Trieste. «Chiediamo inoltre – ha aggiunto - che sia riconosciuta l’obbligatorietà per tali progetti del consenso informato da parte dei genitori».

Il Comitato non fa dietro front, nonostante la circolare di lunedì dell’ufficio regionale scolastico neghi in toto le sue affermazioni. Alla conferenza stampa è intervenuto anche l’avvocato Gianfranco Amato dei Giuristi per la vita, reduce da un incontro a Sacile da tutto esaurito. «Genitori e insegnanti mobilitatevi – ha detto – perché quanto sta accadendo è l’anticamera di ciò che succederà se il decreto Scalfarotto, che estende all’omofobia la legge Reale-Mancino sull’antisemitismo e sul razzismo, passerà in Senato e diventerà legge». A congelarne l’iter, proprio la mobilitazione dei Giuristi per la vita e del mondo cattolico. «Introdurrà il reato di omofobia – ha detto Amato -. Oggi insegnanti e genitori hanno paura di ritorsioni se dicono di non condividere certi progetti; un domani potrebbero rischiare la galera perché accusati di omofobia».

Milena Bidinost

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