Pordenone, bolletta da 383 mila euro: imprenditore denuncia l’Eni

L’esposto in procura dopo 16 lettere di contestazione di addebiti e 15 “autoletture” del contatore. La compagnia ha fatto presente l’esistenza di “anomalie tecniche”, poi ha chiuso l’erogazione

PORDENONE. La bolletta di Eni Power è stata salata per un imprenditore del Pordenonese: 383.544,82 euro con asserite pregresse forniture di gas. Di tale importo, quello minore – si fa per dire : era di 115.660,82 euro imputato sotto la voce “altro”.

Alla contestazione sull’effettiva debenza dello stratosferico importo, è seguita la sospensione dell’erogazione di gas e l’anticipazione di prossime azioni legali per il pagamento della somma, da parte di Eni.

Eppure questo piccolo imprenditore aveva già trasmesso ad Eni Power 16 lettere di contestazione degli addebiti di periodo e 15 “autoletture” del contatore. Il dettaglio tecnico: le autoletture, per previsione contrattuale, hanno, se non contestate, valore di certificazione dei consumi.

Alle precedenti rimostranze, Eni aveva fatto presente che esistevano «anomalie tecniche» che provocavano ritardi nelle fatturazioni definitive e poi che «stiamo provvedendo a rimuovere l’anomalia tecnica per permettere l’emissione di una fattura a conguaglio».

Al contrario, è pervenuta la richiesta di pagamento per l’importo già evidenziato. Risultato: è stato inoltrato l’esposto dell’imprenditore alla Procura della Repubblica di Pordenone.

Il problema generale? Le società emettono fatture addebitando importi per “consumi presunti” o comunque fornendo informazioni non comprensibili sull’entità degli addebiti. Si crea un circolo vizioso senza che l’utente sia in grado di sapere quanto debba realmente pagare, per quel determinato periodo e per consumi effettivi, o di quanto sia a credito.

«E’ un caso limite quello dell’imprenditore – ha valutato l’avvocato Francesco Chiaradia –, ma è la generale situazione a destare perplessità. Stupisce che il presidente di Federconsumatori abbia minimizzato la vicenda affermando che «le compagnie elettriche non fanno le letture (però obbligatorie, ndr), oppure capita che a volte sbagli il contatore oppure il sistema informatico». Intanto, i reclami degli utenti sono 500 mila.

«Il problema è anche come siano stati contabilizzati, dalle medesime società, tali “ricavi” – è l’analisi dell’avvocato Chiaradia – che in realtà non lo sono. Con presumibile vistosa incidenza in bilancio, sulla distribuzione degli utili e su tutte le altre variabili che dipendono da tali risultati (anche per i “bonus” dei manager?) e con evidente aggravio per le famiglie e per le imprese che già scontano prezzi dell’energia stellari. Sono in corso indagini a livello nazionale dell’Authority e della Gdf, sulle modalità di redazione delle bollette energetiche (di gas ed elettricià) e sui criteri di addebito degli importi relativi da parte della società erogatrici Eni gas e power, Enel Energia, Acea, Edison».

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