Profugo vaga nudo in pieno centro

Pordenone, era in stato confusionale: è stato bloccato dai vigili urbani e poi portato al pronto soccorso del Santa Maria degli Angeli

PORDENONE. Vaga nudo e in stato confusionale in pieno centro a Pordenone: viene bloccato dai vigili urbani e poi portato al pronto soccorso del Santa Maria degli Angeli in ambulanza, con il supporto delle squadre volanti.

Protagonista della vicenda, un rifugiato iracheno di una cinquantina d’anni, da circa tre mesi domiciliato a Pordenone e già noto alla polizia locale. L’uomo, scappato dal suo paese in guerra, ha chiesto asilo politico come rifugiato ed è seguito attualmente dai servizi sociali del Comune.

Ieri mattina, intorno alle 9.30, è stato avvistato in viale Trento. Era scalzo e in costume adamitico. Si può immaginare la sorpresa di passanti e residenti, quando se lo sono visti passare davanti come mamma l’ha fatto.

La zona è abbastanza frequentata, la mattina, anche da famiglie con i bambini: la visione vietata ai minori avrebbe potuto provocare in loro turbamento.

Girovagava, senza meta, per il centro, ieri mattina, quando un passante l’ha notato e ha telefonato al comando della polizia municipale per lanciare l’allarme.

Subito una pattuglia di vigili urbani è accorsa in viale Trento e ha cominciato il giro di perlustrazione per rintracciarlo.

Poco dopo gli agenti della polizia locale hanno raggiunto il cinquantenne iracheno in piazza Risorgimento, dove l’hanno fermato. I vigili urbani hanno tentato di aiutarlo a rivestirsi. Non ha mai opposto resistenza, ma era piuttosto scombussolato.

L’uomo, in evidente stato confusionale, continuava a ripetere: «Sto male», ma non sapeva spiegare esattamente quali fossero i sintomi del suo malessere né pareva in grado di rispondere alle domande degli agenti, che cercavano di aiutarlo.

In supporto sono giunte anche le squadre volanti dalla Questura e un’ambulanza del 118. Il cittadino straniero è stato accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale cittadino, dove è stato sottoposto ad accertamenti medici e dove si valuterà l’eventuale ricorso ad ulteriori trattamenti.

La polizia locale ha provveduto ad avvisare anche i servizi sociali comunali dell’accaduto.

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