Profughi in arrivo nel Pordenonese, ora tocca alla montagna

A Tramonti di Sotto in due case 12-14 persone. Altre 4 a Maniago. I sindaci: siamo d’accordo, ma qualcuno protesta

TRAMONTI DI SOTTO. Nuovi profughi in arrivo: ora tocca a Tramonti di Sotto, dove saranno accolti dai 12 ai 14 immigrati, e Maniago, dove ne sono attesi 4. Giovedì i sopralluoghi della pefettura nelle strutture messe a disposizione da privati, per verificarne l’idoneità. Ma se c’è chi si dice pronto all'accoglienza, c’è pure chi storce il naso e solleva la questione della sicurezza.

A Tramonti di Sotto l’annuncio degli arrivi ha fatto in poche ore il giro del paese e il segretario locale della Lega Roberto Bondio comunica che «saranno effettuate verifiche» e al contempo sollecita «gli enti preposti a garantire controlli».

Il fuoco delle polemiche si è acceso e il sindaco Giampaolo Bidoli intende mettere in chiaro alcuni aspetti. «La prefettura mi ha contattato per informare che un cittadino ha dato la disponibilità a ospitare profughi, in due appartamenti di sua proprietà in località Chiarandin.

In questa fase il Comune è coinvolto come parte interessata, anche perché i rapporti col privato vengono tenuti dalla coop che ha in appalto il servizio. Sono stati effettuati sopralluoghi per valutare l’idoneità dei locali e ho dato disponibilità a collaborare per affrontare al meglio eventuali disagi.

Associazioni e parrocchia, inoltre, intendono favorire l’integrazione e garantire sostegno». E aggiunge: «La comunità di Tramonti non disdegna di dare un contributo affinché i bisognosi possano trovare conforto, anche in un paese che offre poche possibilità e diversi disagi (mobilità e servizi).

Rassicuro i cittadini sul fatto che sono in contatto con gli organi di sorveglianza e polizia. I profughi saranno seguiti giorno e notte da 2 tutor. Con la supervisione dell’Ambito socio-assistenziale, potranno essere messi a disposizione per piccoli lavori a beneficio del territorio».

Quattro profughi saranno invece accolti in un immobile di privati a Maniagolibero. «Il Comune non investirà somme in questo progetto, ma farà la sua parte in termini di accoglienza. – dice la giunta Carli –. Ci siamo fatti parte attiva confrontandoci, assieme alla prefettura, con chi risiede nelle vicinanze della struttura che ospiterà gli immigrati.

L’accoglienza fa parte del Dna della nostra amministrazione, ma non intendiamo dimenticarci il sostegno ai nostri concittadini. Continueremo ad assicurare aiuto ai maniaghesi con misure ad hoc, anche sul fronte del lavoro».

Pure Maniago ha in programma di inserire i profughi in progetti per realizzare interventi sul territorio a beneficio della comunità, come accade a Montereale, dove 10 richiedenti asilo hanno prestato la propria opera al fianco di volontari all’ex centrale Pitter.

Per ora non si conoscono né la nazionalità degli immigrati né la data di arrivo (comunque imminente). Non sono invece previsti arrivi, almeno per il momento, in Valcellina. Resta il caso isolato di Erto e Casso, dove l’ex sindaco Giovanni De Lorenzi ha messo a disposizione gratuitamente la propria abitazione a una famiglia pakistana.

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