Pordenone, battaglia in consiglio fino a notte fonda sul piano del traffico

La maggioranza lo difende a spada tratta. Il centrodestra: «Libro dei sogni». I tecnici di Sintagma: «E’ il primo approvato in Italia, bisogna un po’ sognare»

PORDENONE. Il piano della mobilità urbana e sostenibile, «il primo approvato in Italia» rivendicano i professionisti di Sintagma che l’hanno redatto, ha paralizzato per ore il consiglio comunale di Pordenone.

Perché la seduta, iniziata poco dopo le 15, è proseguita ben oltre le 22.30 (termine immaginato come possibile scadenza) e perché le parti non si sono mosse dalle loro posizioni: la maggioranza l’ha difeso a spada tratta annunciando che sarà una delle carte da giocare nella prossima campagna elettorale, la minoranza l’ha demolito pezzo dopo pezzo definendolo il libro dei sogni.

Numero legale. Che il clima fosse effervescente, il centrodestra l’ha fatto capire subito. Approfittando dell’assenza della minoranza più vicina al centrosinistra (assenti i consiglieri del Ponte mentre i componenti della lista Del Ben sono arrivati dopo), Forza Italia ha fatto mancare il numero legale dopo appena un quarto d’ora. Mentre l’assessore Bruno Zille aveva appena iniziato a parlare, Dal Mas ha chiesto al presidente del consiglio Bernardi di verificare il numero.

A quel punto il presidente non ha potuto fare altro che sospendere la seduta per mezz’ora. Forza Italia ci ha riprovato attorno alle 18 – a chiedere il conteggio Francesco Ribetti su spinta di Franco Giannelli – ma senza esito: il numero c’era.

I proponenti. Scuro in volto – per mezz’ora ha camminato nervosamente su e giù – l’assessore Bruno Zille non ha perso la proverbiale calma. Ha ripercorso le linee fondanti del piano (promozione della ciclabilità per migliorare il traffico e ridurre l’inquinamento, zone 30 e parcheggi scambiatori) e ha concluso con una frase di Fred Kent: “Se pianifichiamo le città per auto e traffico avremo auto e traffico, se pianifichiamo per persone e luoghi avremo persone e luoghi”.

Libro dei sogni. Invece, secondo l’opposizione, è fatto per sognare. «Bisogna un po’ sognare – ha evidenziato il professionista di Sintagma, Tito Berti Nulli – altrimenti, come si dice da noi (a Perugia) si fa gli assessori alla carretta della breccia».

Ma a fronte di investimenti che si preannunciano milionari Dal Mas è stato implacabile: «C’è della fascinazione, capisco che bisogna pensare in grande ma questa è città che vorrebbe pensare in grande ma alla fine ragiona in piccolo. Ho l’impressione che questo sia un ottimo compito per casa ma che non sarà attuato e questa responsabilità politica è del sindaco».

Pronto Zille: «Non ci siamo persi per strada. Abbiamo portato a casa 5 milioni di euro per il Pisus e altri due arriveranno con il Pisus 2, per la sistemazione di via Piave». Giannelli ha rincarato la dose definendo la scelta obbligatoria della ciclabilità non vincente, criticando l’assenza di un piano parcheggi e aggiungendo: «Questo piano ve lo cambieremo perché il prossimo anno governeremo noi».

La maggioranza. A difendere il piano Mario Bianchini del Fiume: «Con questo ci presenteremo ai cittadini nel 2016 perché metterà al centro pedone e ciclista. L’idea è di creare forme di mobilità dolce all’interno di un perimetro dei Comuni della futura Uti.

E’ vero, il trasporto pubblico non funziona, ma il Comuni ne ha presentati, è la Provincia che non li ha accettati» ha detto rispondendo a Pedicini. Poi una stoccata a chi ha presentato osservazioni: «Ringrazio l’ingegner Scorrano, ma non l’Ordine degli architetti. Non posso credere che tutti i professionisti condividano quel documento».

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