Libro gender in una scuola elementare di Aviano, scoppia la polemica

Bufera sul testo adottato. I genitori: ci avevano garantito che il tema non sarebbe stato affrontato

AVIANO. In famiglia? «Si può avere lo stesso colore, essere multicolori e perfino tigrati. É bello collaborare, ma anche oziare pigramente. Si può essere adottati o avere due mamme e due papà. Si può stare sottosopra oppure sopra e sotto».

Ecco lo stralcio di pagina tratta dal volume “L’acero rosso” adottato in seconda elementare, alle scuole di Marsure di Aviano. Testo che scatena polemiche e riporta in primo piano la questione gender.

A dare il la, Massimiliano Panizzut, di Budoia, contattato da una madre avianese: «Questo è un testo di scuola elementare. Due mamme e due papà? E questo nonostante sia in un colloquio privato sia in assemblea con i genitori ci avevano assicurato che questi temi non sarebbero stati trattati».

Poi spiega: «Sono stato contattato da una mamma di Marsure. I ragazzini lasciano i libri a scuola, li portano a casa il venerdì, ma solo quelli necessari per fare i compiti. Quindi, gli altri testi non li vediamo».

L’alunno è arrivato a casa col volume di seconda elementare. La madre lo apre e trova la “pagina gender” e contatta Panizzut, che a sua volta denuncia: «A scuola, nella riunione di inizio anno, ci avevano assicurato che questi argomenti non sarebbero stati affrontati».

Invece, nel libro di parla di due mamme, di due papà, di famiglie sottosopra: «Perché noi genitori non possiamo sapere cosa si insegna nelle scuole pubbliche ai figli?». Tanto basta per scatenare la polemica, soprattuto nel centro-destra.

La consigliere regionale della Lega nord Barbara Zilli annuncia un’interrogazione urgente: il testo sotto accusa, dice, «è utilizzato in una classe seconda di una scuola elementare di Aviano e anche nella quinta classe della scuola elementare Morpurgo di Trieste». A ruota, protestano il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Alessandro Ciriani e una schiera di internauti sui social network.

Scoppia un altro caso, dunque, dopo quello all’istituto Manzi di Cordenons, l’anno scorso, che suscitò una levata di scudi anche a Casarsa e nella Bassa. L’ambito urbano, invece, i cui sindaci si sono incontrati con i dirigenti scolastici alla ripresa delle lezioni, si è orientato a promuovere una cultura contro il bullismo, l’omofobia, l’intolleranza e il razzismo.

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