Cerimonia in ricordo di Martelli

Oggi alle 11.30 nel luogo della fucilazione in via Montereale

Domani alle 11.30, sul luogo della memoria partigiana, in Via Montereale, si ricorderà, nel 71° anniversario, la fucilazione, per mano dei nazifascisti, di Franco Martelli “Ferrini”, comandante partigiano, responsabile militare della brigata unificata Ippolito Nievo di pianura. Il monumento in marmo, lavorato a sbalzo, progettato dal professor Mario Rossi, nonché i muri che lo circondano, ancora segnati dalle raffiche dei mitra dei fascisti della brigata nera, ricordano le fucilazioni di Franco Martelli, insignito di medaglia d’oro al valor militare e quelle di altri nove partigiani garibaldini. La cerimonia sarà aperta dalle note dell’inno di Mameli e della Marsigliese in ricordo delle recenti stragi di Parigi perpetrate dai terroristi affiliati all’Is.

Sul monumento verranno esposti i tricolori italiano e francese a ricordo anche dei tanti partigiani italiani caduti per la libertà combattendo i nazifascisti nelle formazioni del Maquì francese e dei resistenti francesi morti durante la Lotta di Liberazione dal nazifascismo, combattendo nelle brigate partigiane italiane. Tali esempi coinvolgono molte comunità del pordenonese.

Con gli antifascisti e i democratici della città, in via Montereale parteciperanno alla cerimonia i rappresentanti di Anpi, Apo, Aned e delle associazioni d’arma che saranno presenti anche alle 10, per la messa in suffragio di Martelli nella chiesa di San Francesco, in Via Cappuccini.

Alla commemorazione ufficiale prenderà la parola Ludovica Martelli Galati, nipote di Franco Martelli “Ferrini”. La cerimonia verrà intervallata dai canti della Corale Risultiva di Fontanafredda e dalla lettura delle lettere di Franco Martelli, scritte prima di essere fucilato dai nazifascisti. Martelli scrisse anche al tenente di Cavalleria Michele Galati, di Belcastro (Catanzaro), per raccomandargli i suoi quattro figli in tenera età. Michele Galati in seguito sposerà la vedova di Martelli, Elena Stefani, adottando i quattro bambini che oggi portano il cognome Martelli Galati, trasmesso ai nipoti dell’eroe della Resistenza.

Sigfrido Cescut

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