Rotonda, finalmente l'ultimo atto

Pordenone, il mobility manager: «Progetto cucito sulle esigenze degli utenti». L’assessore Zille: «Migliorie, dispiaciuti per i disagi»

PORDENONE. Rotonda ultimo atto. E che la forza – di sopportare altre modifiche – sia con noi cittadini. Dopo una notte di lavori l’amministrazione Pedrotti trova la quadra, anzi la rotonda: una sola, centrale e a forma ellittica, in piazza Duca D’Aosta.

Dopo dieci giorni di passione per automobilisti e pedoni, in una notte i tecnici di Gsm, il mobility manager Massimiliano Manchiaro e l’assessore Bruno Zille hanno riportato l’ordine in una situazione caotica. Il cantiere non è ancora chiuso, ma l’emergenza sembra decisamente alle spalle.

Cambio di marcia. Il nuovo assetto ha molto l’aria di quello suggerito da più parti fin dal primo momento, non da ultimo dall’architetto Francesco Giannelli.

Ma perché allora puntare su due rotatorie? «Il progetto delle due rotonde – spiega con una calma olimpica Manchiaro – era nato perché quell’area è particolare per dimensioni e conformazione. Fin da subito abbiamo però puntato su una sperimentazione proprio perché è attraverso la lettura dei comportamenti degli utenti che si plasma il progetto. Si è visto che le due rotonde non erano di facile lettura per gli automobilisti e che la corsia unica creava incolonnamenti. Abbiamo anche accertato che in mezzora si concentravano 146 passaggi di pedoni. Il progetto viene costruito in base al target degli utenti, per questo i progetti si sperimentano».

Migliorie. «Ora andremo a lavorare su una serie di migliorie – spiega Manchiaro –, in particolare sugli attraversamenti pedonali e sui parcheggi». Nessun rialzo per le strisce pedonali «altrimenti andremo a creare nuovi rallentamenti. Giocheremo sulle distanze dagli incroci per garantire maggiore sicurezza».

Quanto alle piste ciclabili resta valido il collegamento tra viale Dante e viale Marconi. Le due corsie, invece, non potranno essere tratteggiate all’interno «perché siamo al di sotto dei 50 metri di diametro previsti dal codice della strada – precisa Manchiaro –, ma gli automobilisti si autoregolamentano».

Autoironia. Manchiaro parlo con la tranquillità di chi lavora nel settore «da più da vent’anni» e alle critiche è più che abituati.

«In questi giorni sono arrivati sicuramente insulti, ma anche critiche di vario genere, anche garbate. Di solito non replico ai primi e tengo in considerazione tutte le altre. Se soluzioni migliori si trovano anche ascoltando i suggerimenti di chi abitualmente utilizza uno spazio, vale quando si costruisce una casa come quando si pensa a un progetto per il traffico. E’ stressante ma è anche una sfida, si prova a trovare la soluzione migliore».

Mai pensato di cambiare lavoro? «Sono tanti anni che lo faccio e magari prima o poi cambierò. Potrei fare il presepista, visto il periodo...». Ai tempi di Gesù, per fortuna, le rotonde non c’erano.

Alberi. L’assessore Bruno Zille ha passato la notte sul “luogo del delitto” e ieri mattina dispensava spiegazioni a chi lo tirava per la giacca in piazza Duca D’Aosta.

«Ci dispiace per i disagi, ma i cantieri sperimentali comportano pazienza. Andremo a migliorare ancora la soluzione anche con verde e alberature – spiega Zille ringraziando Gsm, tecnici e polizia municipale per il lavoro dell’altra notte–. Il primo passo sarà comunque la messa in sicurezza dei passaggi pedonali. Il progetto definitivo lo avremo entro febbraio».

Opposizioni. Il consigliere Mauro Tavella (Nuova Pordenone), più da addetto ai lavori che da politico, rimarca come «questa è la soluzione che avevo suggerito fin dal principio. Le due corsie sono imprescindibili sul ring se non si vuole bloccare tutto».

Emanuele Loperfido (Fratelli d’Italia) invita l’amministrazione a rimettere mano ai progetti: «Facciano tesoro di quest’esperienza e valutino in modo critico gli interventi in modo da evitare di creare ulteriori problemi ai cittadini e da spendere in modo oculato i soldi di tutti. Attendo comunque le migliorie riservate agli utenti deboli della strada. Ah, quando si vuole, i lavori di notte si possano fare e non costano, pare...».

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