Oltre mille alpini per Nikolajewka e l’ultima di Gasparet

Ana provinciale tra memoria storica e rinnovo delle cariche Il presidente uscente: «Noi, affratellati dai valori di pace»

Memoria e attualità degli alpini, hanno caratterizzato il raduno al Villaggio del fanciullo dell’Ana provinciale. Oltre mille i partecipanti per ricordare il 73º anniversario della battaglia di Nikolajewka, 26 gennaio 1943, quando gli alpini dell’Armir, con un’enorme sacrificio di uomini, riuscirono a rompere l’accerchiamento sovietico dopo il crollo del fronte italiano sul Don.

La commemorazione è coincisa con l’ultimo intervento ufficiale di Giovanni Gasparet, presidente della Sezione Ana di Pordenone che avrà nuove elezioni il prossimo 20 febbraio.

Cortile assiepato di alpini e familiari fin dall’alzabandiera al canto dall’inno di Mameli. Il grande salone dell’Opera Sacra Famiglia ha contenuto a stento tutti i gruppi Ana intervenuti con il prefetto Maria Rosaria Laganà, il vicepresidente della giunta regionale Sergio Bolzonello, l’assessore Bruno Zille con la fascia tricolore del comune di Pordenone, il maggiore Antonio Francesco Piana, comandante la 132a Brigata Ariete, il tenente colonnello Antonio Esposito comandante della Brigata alpina Julia, il comandante dei carabinieri di Pordenone, Rino Francescutto, esponenti dei vigili urbani e della Croce Rossa.

Celebrata da don Albino D’Orlando, maggiore di artiglieria alpina, cappellano della legione carabinieri Friuli Venezia Giulia, la messa è stata accompagnata dal coro Ana Montecavallo di Pordenone del maestro Roberto Cescut e dal trombettiere Tiziano Redolfi Strizzot di Aviano.

Prima dei momenti ufficiali il prefetto Maria Rosaria Laganà si è intrattenuta con Ottavio Pes di Vigonovo e Alfredo Borean di Castions, alpini reduci di Nikolajewka.

Hanno preceduto la messa gli interventi di Eugenio Adriano Rosset dell’Opera Sacra Famiglia, Bruno Zille per il comune di Pordenone, Sergio Bolzonello, vicepresidente regionale. Umberto Scarabello ha letto il messaggio di Sebastiano Favero che presiede l’Ana nazionale. I discorsi, ispirati ai valori di pace e libertà, hanno preceduto l’intervento ufficiale del presidente dell’Ana Giovanni Gasperet.

Dopo aver commemorato i caduti, salutato i reduci presenti e coloro che sono stati tenuti a casa dagli acciacchi, Gasparet ha ricordato Nikolajewka raccontando il ritorno degli alpini sul luogo della battaglia e a Rossosch, dove hanno costruito un asilo infantile per i bambini russi.

«A Nikolajewka e Rossosch – ha osservato Giovanni Gasparet – la gente ci ha fatto entrare nelle case, chiedendoci notizie di Valerio, Andrea, Giovanni, Bruno (…) facendo tanti nomi di alpini che avevano conosciuto durante la ritirata di Russia, quando loro erano bambini. Ciò significa – ha concluso Gasparet, fra gli applausi – che i valori di pace e solidarietà umana ci affratellano ovunque, tutti».

Giovanni Gasparet, nel suo ultimo discorso, non ha fatto alcun accenno alla sua avventura personale nell’Ana che continua da 54 anni, trenta dei quali trascorsi quale presidente. Il presidente che, assieme a tutti gli altri, ha organizzato la prima adunata nazionale degli alpini a Pordenone.

Terminata la messa il prefetto e tutte le autorità hanno premiato nove studenti, figli di alpini, con borse di studio dedicate al compianto professore Mario Candotti: ufficiale degli alpini e comandante partigiano pluridecorato, presidente dell’Ana, ispettore scolastico nel pordenonese.

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