Scatta l’emergenza siccità, la montagna in ginocchio

Le società di gestione degli acquedotti: i sindaci firmino ordinanze contro gli sprechi Valcellina e Val Tramontina le aree più colpite. La difficile situazione a Piancavallo

FRISANCO. Zero pioggia e niente neve. In montagna è ormai ufficialmente emergenza siccità, dopo mesi di assenza totale di precipitazioni. Le società di gestiuone e i primi cittadini cercano di correre ai ripari.

Le prese idriche alpine sono le prime a subire i danni del secco, non potendo attingere dalle falde di accumulo. Così che Hydrogea e Sistema Ambiente, le due società che gestiscono gli impianti della provincia, sono passate al contrattacco.

Sistema Ambiente ha infatti scritto ai sindaci di Tramonti di Sotto e Tramonti Sopra, Meduno, Cavasso Nuovo e Fanna sollecitando un’ordinanza antisprechi visto che le prese segnalano una portata in ingresso ridotta del 70 per cento.

Un provvedimento di divieto di usi non domestici dell’acqua vige già da sabato a Frisanco, la cui sorgente Giulia, da cui attinge la frazione di Poffabro, è praticamente asciutta (qui i tecnici di Sistema Ambiente hanno ridotto a valle la portata delle tubazioni, consentendo la costituzione di una parziale riserva durante le ore notturne e evitando per ora il ricorso ai rifornimenti con camion.

Hydrogea ha spinto per un’ordinanza sindacale dei primi cittadini della Valcellina già nelle scorse settimane dopo gli incendi di Casso, Cellino e Cimolais che hanno messo a rischio anche le abitazioni. A Bosplans di Andreis le autobotti stanno già rifornendo sistematicamente la rete. Qui sono ben due le fonti a cui è collegato il centro urbano ed entrambe sono in secca (i rii Chiavrui e Picalat hanno esaurito ogni portata minima).

Sotto stretta sorveglianza la sorgente che alimenta Casso, anche in passato soggetta a cali di pressione: in questo caso i metri cubi in entrata sono in netta diminuzione rispetto alla scorsa settimana. La costruzione di un pozzo di riserva sta evitando i disagi del 2011 ma se non dovesse piovere entro breve non resterebbe altro da fare che dirottare sul posto le autobotti di pianura.

Poi c’è la Val Tramontina, dove a Maleon è mancato il servizio per l’intera giornata di domenica dopo dei disguidi ripetuti negli ultimi dieci giorni (anche qui è intervenuta una squadra di tecnici che ha tamponato la situazione). Infine Piancavallo la cui presa del Caltea, situata in comune di Barcis, ha smesso di erogare acqua vari giorni fa.

Hdyrogea ha quindi attivato una pompa più a valle dove esiste ancora qualche accumulo. Il problema è che 2 mila metri cubi al giorno vengono dirottati alle macchine sparaneve di Promotour per cercare di salvare la stagione turistica, data lka mancanza delle preecipitazioni “naturali”.

È quindi evidente che di fronte al pericolo di razionamento i cannoni saranno i primi ad essere spenti. In Piancavallo, dove di solito cadevano almeno 3 mila millimetri di acqua all’anno, nel 2015 ne sono caduti la metà.

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