«La prevenzione passa attraverso la formazione»

«Il caso della ragazzina che ha tentato il suicidio pur di sottrarsi a una situazione di disagio che da tempo l’affliggeva e che né la scuola né la famiglia aveva captato e capito ci impone a fare...

«Il caso della ragazzina che ha tentato il suicidio pur di sottrarsi a una situazione di disagio che da tempo l’affliggeva e che né la scuola né la famiglia aveva captato e capito ci impone a fare una seria riflessione su tutti i fronti e ad ampio raggio sia sulla e nella scuola sia nella famiglia e sia nel rapporto tra genitori e scuola». A sostenerlo è Aurelia Passaseo, presidente del Ciatdm (Coordinamento internazionale associazioni per la tutela dei diritti dei minori).

«Apprendiamo ancora di adolescenti che compiono gesti estremi per di uscire da situazioni che le opprimono e provocano disagi, vergogne, paure e disperazioni perché non capite, non ascoltate né aiutate a superare il disagio che stanno vivendo, lasciandole sole e in balia delle loro paure e dei loro disagi – prosegue Passaseo –. A questo punto c’è la necessità di porre rimedio seriamente a queste dilaganti situazioni che quando accadono scuotono le coscienze di tutta la società civile. Occorre inoltre che la famiglia, la scuola e tutti noi impariamo a interrogarci sul perché oggi i nostri ragazzi sono lasciati sempre più soli e in balia di se stessi invece di essere seguiti e osservati più da vicino così da prevenire gesti drastici. Si devono informare e meglio formare gli insegnanti e tutte le figure che ruotano attorno ai ragazzi al fine di consentire loro di riconoscere subito i segnali di disagio allo scopo di prevenire gesti estremi dei ragazzi e aiutarli a superare il disagio da loro vissuto».

Secondo la presidente del Ciatdm c’è inoltre la necessità «di introdurre nella nostra scuola il pedagogista in quanto figura che conosce bene il linguaggio del minore e riesce attraverso la sua capacità, la sua conoscenza e il dialogo con i ragazzi a captare i loro disagi e le loro paure allo scopo di prevenire intervenendo sui ragazzi prima che ricorrano a gesti estremi come quello compiuto da questa ragazzina». Pertanto il Coordinamento internazionale associazioni per la tutela dei diritti dei minori ritiene che «la buona scuola, come ama chiamarla il premier Renzi, passi anche attraverso la prevenzione verso i nostri ragazzi con fatti e non con parole».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

2

Articoli rimanenti

Accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

1€/mese per 3 mesi, poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Sblocca l’accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

Video del giorno

Azovstal: l'"ultima sigaretta" del soldato fra le bombe è il simbolo della fine della battaglia

Farinata con asparagi e cipollotti

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi