La sanità del futuro, ecco il documento che riorganizza il Cro

Tre dipartimenti invece di quattro, nuovi posti letto istituiti per le urgenze. Ambiziosa la mission: «Lavoriamo per un unico traguardo: battere il cancro»

AVIANO. Tre dipartimenti clinici invece di quattro e nuove attività compaiono nell’atto aziendale adottato dalla direzione generale del Cro di Aviano. E’ la “carta costituzionale” dell’istituto di cura e ricerca della pedemontana che stabilisce organizzazione, che cosa si fa e come, e che, dopo alcune prescrizioni indicate dalla Regione, è stato adottata nei giorni scorsi.

La mission. Sono i primi articoli a indicare cosa si fa all’interno dell’istituto: «Il Cro di Aviano - si legge in apertura di documento - è dedicato allo sviluppo dell’eccellenza nella prevenzione, diagnosi cura e riabilitazione delle malattie oncologiche attraverso una presa in carico multidisciplinare e integrata del paziente, la ricerca clinica, preclinica e traslazionale, l’alta formazione, gli interventi di empowerment (responsabilizzazione, ndr) del paziente». E la vision lascia poco spazio ai dubbi: «Gli operatori del Cro lavorano per un unico traguardo: vincere il cancro».

Le novità. Derivano dalle modifiche introdotte nel sistema sanitario regionale dalla riforma del 2014. Riforma che per l’istituto di Aviano ha previsto anche una collaborazione con l’Aas 5, come da protocollo siglato la scorsa estate tra i due soggetti per definire meglio compiti e funzioni e, soprattutto, evitare i doppioni.

Il Cro ritiene di attivare nuove funzioni: una riorganizzazione della propria attuale dotazione di posti letto (che sono 130) prevedendo la realizzazione di una struttura dedicata alla gestione delle urgenze oncologiche; una struttura dedicata alla riabilitazione del paziente oncologico in coerenza con le recenti acquisizioni della letteratura scientifica; un programma dedicato alle patologie oncologiche ereditarie femminile (seno, utero e colon) e un’area di degenza alle sperimentazioni cliniche di fase I (i farmaci somministrati per la prima volta).

Inoltre il Cro «si propone di attivare, di concerto con la Regione Fvg, una struttura dedicata all’attività chirurgica di eccellenza sul trattamento dei sarcomi e delle patologie neoplastiche dell’apparato muscolo-scheletrico».

I dipartimenti interaziendali. Sono previsti per la condivisione dell’attività con l’Aas 5 e altre aziende sanitarie. Di fatto non sono dipartimenti nella versione ufficiale del termine, ma un soggetto non strutturato.

«E’ una articolazione organizzativa di tipo funzionale - si legge - finalizzata alla condivisione di piattaforme, tecnologie, progetti clinico organizzativi, e formativi in ambiti professionali omogenei, le cui modalità di funzionamento, durata e monitoraggio sono regolati in specifici accordi sottoscritti dalle aziende sanitarie cui appartengono le strutture che li compongono».

L’organizzazione. Diminuisce di uno il numero dei dipartimenti per quanto riguarda la clinica vera e propria. Sono previsti il dipartimento di oncologia clinica, quello delle alte tecnologie e il dipartimento della ricerca e della diagnostica avanzata dei tumori.

Strutture che al loro interno contano quelle operative complesse e quelle operative semplici di dipartimento. I direttori sono scelti dal direttore generale tra quelli delle soc (strutture organizzative complesse) di dipartimento.

A quelli clinici si aggiunge il dipartimento amministrativo, che dipende dal direttore generale. Nell’organizzazione sono previsti anche il programma integrato di patologia (articolazione organizzativa funzionale trasversale ai dipartimenti, che può essere interaziendale per creare percorsi multi professionali per pazienti omogenei per ambito di patologia e modalità di presa in carico) e le piattaforme assistenziali o tecnico assistenziali (raggruppano aree dedicate a un livello di intensità di cura omogeneo).

La funzione ospedaliera. E’ garantita dal Cro ma anche, per le attività assegnate dalla programmazione regionale, dai presidi ospedalieri dell’Aas 5 e i due soggetti dovranno stabilire con appositi protocolli l’organizzazione.

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