Pordenone, campanile a rischio crollo. L'appello: "Salviamo questo simbolo della città"

Il sindaco Pedrotti: «Subito 30 mila euro, insieme ce la possiamo fare». Nasce un gruppo su Facebook

PORDENONE. L’intervento di emergenza richiede una spesa di 30 mila euro. Una cifra che – rispetto alla somma complessiva di 600 mila euro stimata dalla parrocchia per sistemare il campanile e l’area – e alla portata delle istituzioni e della diocesi.

«Abbiamo stimato che per intervenire nell’immediato serve quella somma e siamo convinti che, in un patto tra istituzioni e Curia – evidenzia il sindaco Claudio Pedrotti – si possa dare subito una risposta per mettere in sicurezza l’ambito. Ovviamente la prima risposta».

Il patto tra istituzioni. Pedrotti parla da rappresentante di Comune e Provincia, ma anche la Regione con Debora Serracchiani e Sergio Bolzonello hanno assicurato che cercheranno di dare un sostegno. Fin qui le istituzioni laiche, ma il sindaco è in contatto anche con la Diocesi per cercare di mettere assieme le forze.

L’appello. Le istituzioni, allo stesso tempo, sono convinte che serva uno sforzo in più, un coinvolgimento anche dei cittadini per raggiungere l’obiettivo finale e ben più oneroso.

«Pensare a una tassa di scopo ora, a fine mandato, è complicato. Credo comunque che il tema sia di interesse di tutti perché parliamo di un simbolo della nostra città, che unisce indistintamente cristiani e laici». I cittadini, insomma, sono chiamati a contribuire alla raccolta dei fondi necessari ad arrivare alla somma, ben più ambiziosa, di 600 mila euro.

Primo intervento. «Il primo intervento comporta la rimozione della statua dal campanile, che è di parecchi metri. Non dimentichiamoci – dice il sindaco – che parliamo di operazioni che coinvolgono anche la Sovrintendenza».

Gruppo Facebook. Sulla piazza virtuale di Facebook, intanto, ieri è stato creato da Mario Pinto il gruppo “Salviamo il campanile di San Giorgio”. Tra i primi ad aderire anche candidati alle prossime amministrative. Il momento è particolarmente propizio per poter “incassare” promesse di impegno da parte di chi si candida a governare la città.

Giardini e polemiche. Ieri mattina, intanto, tra le polemiche e il disappunto dei residenti e dei frequentatori della chiesa, l’area verde davanti alla sede della Provincia si è trasformata in un tappeto di vetri e bottiglie rotte e abbandonate. Questo ha richiesto l’intervento di personale del Comune (l’area è di proprietà comunale) per la pulizia dell’area.

Sul posto anche il giornalista Gigi Di Meo che ha filmato la situazione e sfida i giovani che ha visti seduti il giorno prima a bere. E’ pronto a identificarli, ma forse non sarà necessario perché nell’area comunque ci sono telecamere.

Da diversi mesi i giardinetti tra la chiesa e la Provincia sono luogo di ritrovo di ragazzi che bevono, fumano trasformando, però, quell’area verde – di tutti – in un tappeto di rifiuti. L’ordinanza del sindaco là non vale perché non ci sono giochi. Ma anche se bere e fumare non è vietato, è vietato abbandonare i rifiuti.

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