Nuova discarica abusiva, è allarme eternit

Scoperta a Fratta. È la terza dall’inizio dell’anno individuata nella pedemontana canevese

CANEVA. La pedemontana è un immondezzaio. Ormai si trova di tutto nelle campagne di Caneva. Ieri mattina è stata scoperta una discarica abusiva, l’ennesima, stavolta alla periferia di Fratta: a destare allerta la presenza di un cumulo di eternit, il materiale un tempo utilizzato nelel coperture in edilizia contenente fibre di amianto (sostituite dal 1984 con altro materiale non pericoloso per la salute).

«È l’ennesimo abbandono di materiale inquinante – osserva l’ambientalista Vittorio Mella, il quale ha segnalato in Comune la presenza del materiale – Ancora una volta nel nostro territorio sono arrivati i pendolari dei rifiuti tossici.

Ci hanno lasciato una discarica di amianto». È la terza scoperta quest’anno. «I soliti ignoti contano sul fatto che difficilmente saranno scoperti e puniti – ha commentato Mella – Il danno si conteggia anche nei costi per lo smaltimento e la bonifica: ricadranno sulla collettività canevese. Il cumulo di inerti inquinanti è in un fossato che circonda le campagne di Fratta.

Decine di lastre sono state abbandonate in un punto dove l’acqua piovana confluisce a ogni temporale e, con altri agenti atmosferici, può dilavare le lastre e diffondere nel terreno la sostanza nociva».

Oltre alle decine di lastre ondulate di amianto è stata abbandonata anche una pesante vasca in eternit, di quelle un tempo usate dagli agricoltori per l’irrigazione. «Il vascone di due metri di lunghezza contiene altri materiali da smaltire – ha rendicontato Mella – Il tutto è nascosto in mezzo alla sterpaglia». Oltretutto il luogo è privo di illuminazione.

Stando alle testimonianze di residenti, l’area dell’abbandono è oggetto di interesse di vari imprenditori locali. «Un’area contesa, intanto nessuno la bonifica» ha lamentato l’ambientalista. E ha aggiunto: « Ho segnalato la discarica abusiva al sindaco Andrea Attilio Gava per attivare i sopralluoghi dei tecnici comunali e per capire su chi debba ricadere la responsabilità della pulizia dell’area».

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